Andrea Tittarelli

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Sfida speciale San Patrizio n° 1: un libro ambientato su un'isola

Mannaggia, proprio quando avevo appena iniziato un romanzo da quasi 900 pagine, è stata lanciata questa bellissima sfida speciale a tema Irlanda, forse il mio paese preferito dopo l'Italia!
Visto però che io di solito leggo anche più di un libro contemporaneamente, e ne ho da poco concluso uno che mi è piaciuto parecchio ma che non sono proprio riuscito a collocare in nessuna delle 60 categorie di base, approfitto di questa mini-sfida per poterlo commentare.
Si tratta di "Se fosse tuo figlio" di Nicolò Govoni, che non ha proprio nulla a che fare con l'Irlanda, ma che si svolge pur sempre su un'isola: l'isola greca di Samos.

Missione n° 33: un romanzo vittoriano

Per la settima sfida mi sposto nell'ottocento, secolo di grandi romanzieri. Uno di questi è certamente Charles Dickens, che può essere annoverato tra gli scrittori del periodo vittoriano. Il suo romanzo David Copperfield, che supera le 800 pagine, avrebbe potuto benissimo valere per la categoria 22 (e certo anche per la 9), ma ho optato per questa. Senza dubbio mi terrà impegnato per diverse settimane, ma credo proprio che sarà un impegno piacevole!

Commenti alla missione 46: Un libro le cui protagoniste siano un gruppo di donne

“Le allegre comari di Windsor” di William Shakespeare.
Una commedia degli inganni e dei travestimenti, che può forse apparire frivola e poco originale, visto che Shakespeare ha preso certamente spunto da opere precedenti anche di secoli. Sarò poco obiettivo, ma i suoi testi vale comunque sempre la pena leggerli, non fosse altro che per fare esercizio di inglese. Si potrebbe anche obiettare che le due comari (Alice Ford e Margaret Page) non siano le protagoniste assolute, perché si tratta di una commedia corale, in cui ciascun personaggio porta il suo contributo, spesso confondendo e intricando la situazione. Ma sono certo loro i motori della storia, e (quasi) sempre ne tengono in mano le redini. Ci sono poi Mistress Quickly, la serva maneggiona, e Anne Page, la ragazza che interviene poco ma che è fondamentale nella vicenda. Gli uomini invece non fanno proprio una bella figura, ovviamente Falstaff per primo, ma anche i mariti delle due comari o i pretendenti di Anne.
https://webopac.csbno.net/opac/detail/view/csbno:catalog:92424

Commenti alla missione 59: Un libro in cui il/la protagonista abbia 20 anni

“Madame Pylinska e il segreto di Chopin” di Eric-Emmanuel Schmitt.
È il quarto libro dello scrittore francese che mi capita di leggere, e sono sempre letture piacevoli e sorprendenti, delicate ma mai superficiali. In questo caso sembra che la vicenda sia autobiografica, visto che l’io narrante è l’autore stesso (ma il bello della letteratura è non riuscire a distinguere tra realtà e finzione), il quale ritorna al periodo in cui era uno studente ventenne a Parigi e aveva deciso di prendere lezioni di pianoforte, lezioni che si riveleranno piuttosto inusuali, grazie alla bizzarra e imprevedibile insegnante polacca, madame Pylinska appunto, che sarebbe troppo poco definire innamorata di Chopin. Oltre a lei, altro personaggio fondamentale è la zia Aimée, ricordata dal nipote con affetto, gratitudine e tenerezza. Poco meno di cento pagine dense di musicalità.

"Chopin scrive sul silenzio, la sua musica nasce e ci ritorna, è praticamente cucita al silenzio. Se non sa assaporare il silenzio non apprezzerà mai Chopin.”

“LIszt sbalordisce, Chopin incanta. Liszt tramortisce il pubblico, Chopin si interroga. Liszt è uno che stupisce, Chopin uno che si stupisce.”

“I titoli di Chopin, quasi matematici, sono più onesti e più misteriosi: non nominano le emozioni, perché le emozioni nasceranno dalla musica. Se la musica raccontasse, non avremmo ragione di servircene. Abbordando l’ineffabile, la musica dice ciò che non è mai stato detto da nessuna parte.”

https://webopac.csbno.net/opac/detail/view/csbno:catalog:615930

Commenti alla missione 42: Un libro con un triangolo amoroso al centro della storia

“Il romanzo di Tristano e Isotta” di Joseph Bédier.
In questo romanzo - scritto nel 1900 da uno studioso e scrittore francese non particolarmente famoso - viene narrata la storia della tormentata e inestinguibile passione tra il cavaliere Tristano e Isotta la Bionda, dapprima principessa d’Irlanda e poi sposa del re di Cornovaglia, Marco, nonché zio di Tristano. In effetti sembra un classico triangolo amoroso ambientato nel medioevo, e il racconto potrebbe non risultare particolarmente avvincente, anche per la notorietà della vicenda; ma le dinamiche non sono proprio tutte così banali e prevedibili, e ad un certo punto il triangolo diventa addirittura un quadrilatero, quando Tristano, esule in Bretagna, si sposa con un’altra Isotta, pur rimanendo in qualche modo fedele al suo primo e unico amore. Non è certo il mio genere preferito, ma è stata comunque una lettura istruttiva.
https://webopac.csbno.net/opac/detail/view/csbno:catalog:531400

Commenti alla missione 18: Un libro che parli di un road trip

“La tregua” di Primo Levi.
Non servono molti commenti per questo libro, data la sua fama. Rispetto a “Se questo è un uomo” coinvolge decisamente meno da un punto di vista emotivo, come è forse normale che sia, poiché in questo resoconto del faticoso e discontinuo viaggio (che mi sono arrischiato a definire come “road trip”, seppure sui generis) fatto per arrivare a Torino dopo la liberazione da Auschwitz, le vicende sono sicuramente meno drammatiche, per quanto il ritorno a casa non sia stato certo facile. Il tono passa da momenti di ironia nel raccontare alcuni episodi, ad altri di amarezza e pessimismo, con l’ombra del lager ancora allungata come una pesante nube sui pensieri e sulle speranze del sopravvissuto.
“Ci sentivamo vecchi di secoli, oppressi da un anno di ricordi feroci, svuotati e inermi. I mesi or ora trascorsi, pur duri, di vagabondaggio ai margini della civiltà, ci apparivano adesso come una tregua, una parentesi di illimitata disponibilità, un dono provvidenziale ma irripetibile del destino.”
https://webopac.csbno.net/opac/detail/view/csbno:catalog:420315

Missione n° 18: un libro che parli di un road trip

Durante queste sfide letterarie a volte mi piace azzardare, arrivare ai limiti della categoria proposta, a rischio di far squalificare il libro (finora non è mai successo, ma lo so che è perché le organizzatrici sono troppo buone...!).
Ebbene, in occasione del recente giorno della memoria ho pensato di iniziare la lettura di un libro che avevo in mente da anni, ovvero "La tregua" di Primo Levi. Ho visto che qualcuno ha già avuto la stessa idea, inserendolo nella categoria 9. Io ho invece pensato di considerarlo per una categoria che potrebbe apparire appunto strana, forse un po' troppo originale. Però credo che non si possa negare che il travagliato viaggio di ritorno da Auschwitz fino a casa raccontato dall'autore sia in qualche modo un road trip.

Commenti alla missione 24: Un libro in cui venga citato un monumento famoso

“L’attesa” di Gaëlle Josse.
Un romanzo che mi è parso particolarmente riuscito: coinvolgente nonostante l’ambientazione e la protagonista siano lontani, non solo geograficamente o temporalmente, dalla mia esperienza; commovente senza essere patetico (solo qualche volta si sfiora questo rischio); emozionante nonostante di cose ne succedano davvero poche, se non tutte quelle rivissute e raccontate da Anne, la madre che attende il figlio partito per mare senza preavviso, fuggito da una famiglia che non sentiva come sua. Quindi la categoria in cui alla fine sono riuscito a inserirlo (i monumenti di Parigi sono citati solo come sfondo al viaggio fatto da Anne col marito Étienne) non gli rende granché giustizia, ma ho dovuto fare di necessità virtù. Se proprio devo trovare un difetto, mi pare che il rapporto coi due figli avuti dal secondo matrimonio (Gabriel e Jeanne) sia poco approfondito, apparendo artificiosamente superficiale, in modo forse poco credibile. Ma il giudizio è decisamente positivo, tra i migliori libri letti per le varie edizioni della challenge.
https://webopac.csbno.net/opac/detail/view/csbno:catalog:596206

Missione n° 24: un libro in cui viene citato un monumento famoso

Avevo iniziato a leggere un romanzo davvero molto bello ("L'attesa" della scrittrice francese Gaëlle Josse), ma non riuscivo proprio a trovare una categoria adatta in cui inserirlo. Mi stavo quindi rassegnando al fatto di non poterlo commentare per la challenge, quando verso la fine i protagonisti fanno un viaggio a Parigi, e nel racconto di questa visita vengono citati alcuni famosi monumenti di quella città. Certo, non è proprio quello il fulcro della vicenda, che si svolge quasi tutta in un paesino della Bretagna, ma spero possa valere comunque per la missione n° 24.

Commenti alla missione 28: Un libro con una divinità greca tra i personaggi principali

“Anfitrione” di Plauto.
È una divertente commedia (anche se l’autore nel prologo la definisce tragi-commedia) degli equivoci e degli scambi di persona, a cui hanno poi attinto diversi drammaturghi (da Shakespeare a Molière, da Goldoni a Kleist). A distanza di così tanti secoli ora può forse apparire un tantino ingenua e semplicistica, ma secondo me vale ancora la pena leggerla. Le figure mitologiche presenti sono gli dèi Giove e Mercurio, che assumono le sembianze rispettivamente del protagonista Anfitrione e del suo servo Sosia, per giocare loro qualche scherzo e approfittare dei propri poteri in modo da soddisfare i loro interessi e desideri immediati, decisamente umani.
https://webopac.csbno.net/opac/detail/view/csbno:catalog:303519

La sfida di Andrea

Eccomi, non posso mancare alla terza edizione di questa avvincente sfida letteraria!
Il primo anno sono arrivato a 33 libri, il secondo a 40, vedremo che cosa succederà quest'anno.
Quel che è certo è che anche questa volta sarà una divertente scusa per continuare con una delle mie attività preferite.
Allora parto con la missione n° 28, quella che richiede la presenza di una divinità della mitologia greca tra i personaggi, scegliendo la commedia latina "Anfitrione", scritta da Plauto oltre duemila anni fa.

Re: 24 dicembre

“L’incarico” di Friedrich Dürrenmatt.
Nonostante il termine della sfida natalizia sia ormai ampiamente scaduto, volevo ugualmente commentare questo breve romanzo, che ha addirittura due sottotitoli: il primo è “Dell’osservare di chi osserva gli osservatori”, il secondo appunto “Novella in ventiquattro frasi”, che mi aveva portato a sceglierlo per questa missione. Come in molte altre opere dello scrittore svizzero, anche qui il suo sguardo cinico descrive una realtà complessa e sfuggente, dove la difficoltà del percorso di lettura è data non solo dalla trama già di per sé tortuosa e oscura, ma anche dalla particolare tecnica utilizzata, che prevede appunto 24 capitoli tutti costituiti da un’unica frase, che si prolunga a volte anche per alcune pagine. Certo non tra i miei libri preferiti di Dürrenmatt, ma il suo modo di raccontare per me risulta sempre ipnotico.
https://webopac.csbno.net/opac/detail/view/csbno:catalog:340773

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