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Commenti alla missione 56: un libro con una forma architettonica nel titolo

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Commenti alla missione 56: un libro con una forma architettonica nel titolo

Commenti alla missione 56: commenta e prendi spunto dalle letture degli altri!

Utente 194
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Re: Commenti alla missione 56: un libro con una forma architettonica nel titolo

Ho letto " finestre su New York" di Matteo Pericoli. Ed. Il Saggiatore.
Un mix tra disegno e testo.
Si legge velocemente.

I <3 NY

Utente 835
211 posts

Commenti alla missione 56: un libro con una forma architettonica nel titolo

Il giallo della villa abbandonata di Riccardo Landini
Giallo della serie dedicata allo "sfigato" restauratore Astore Rossi: storia un pò cupa e macabra con protagonisti a volte improbabili; trama un pò traballante ma lettura discreta.

Utente 18412
14 posts

Re: Commenti alla missione 56: un libro con una forma architettonica nel titolo

"La sala da ballo" di Anna Hope
La storia si sviluppa nella atmosfera rallentata e rarefatta di un manicomio di inizio secolo.
Ho faticato ad ingranare proprio per questa lentezza iniziale, probabilmente voluta, per riflettere il ritmo delle vite delle persone rinchiuse nel manicomio. Dopo un po' però ho imparato ad immergermi in questa lentezza e a gustare i piccoli dettagli della dolce storia d'amore che viene raccontata.
Toccante.

Utente 77410
63 posts

Re: Commenti alla missione 56: un libro con una forma architettonica nel titolo

Sul tetto del mondo di Robett Bates.
Il libro raccoglie i racconti di tanti scalatori che hanno sfidato le cime più alte del mondo con esiti non sempre positivi. Appassionante e coinvolgente, ci si ritrova a sentire il freddo e la tensione di questi uomini che hanno con tenacia ed estremo coraggio scalato in condizioni estreme.

Utente 5537
208 posts

Re: Commenti alla missione 56: un libro con una forma architettonica nel titolo

"Il ponte di San Luis Rey" di Thornton Wilder.

Scrittura un po' di maniera, a cui sono poco avvezzo e che non é riuscita a trasmettermi il senso dell'intera narrazione...
Speravo di assaporare i colori e i profumi del Perú, ma cosí non é stato.
Unica nota positiva, il nome del personaggio che sviscera la vicenda, tale Fra Ginepro.

Utente 31856
368 posts

Re: Commenti alla missione 56: un libro con una forma architettonica nel titolo

"LA CUPOLA DEL MONDO" di Sebastian Fleming.
E' un romanzo scorrevole che offre un'ampia panoramica sul rinascimento italiano, vissuto dai principali protagonisti, Michelangelo e Bramante. Roma, 1505. La basilica della città è un cumulo di macerie. Ma è proprio da quelle rovine che Donato Bramante sogna di far sorgere una nuova chiesa, superbo emblema della Cristianità. Per questo è stato chiamato a Roma dal papa. Per questo lavora giorno e notte, senza un attimo di tregua. Per questo sarà disposto a sacrificare tutto, perfino la donna che ama. Diventerà l'edificio più grandioso di tutto l'Occidente, l'imponente simbolo della Cristianità. Ma chi sarà degno di mettere la propria firma su quell'opera destinata ad attraversare i secoli? Bramante è l'architetto di papa Giulio II, eppure Michelangelo è disposto a vendere l'anima al diavolo pur di ottenere l'incarico... D'un tratto, Roma intera diventa il palcoscenico su cui si succedono cortigiane affascinanti e artisti geniali, prelati senza scrupoli e nobili crudeli, tutti coinvolti nel dramma scatenato dall'ambizione e dalla sete di potere. E, dietro le quinte, c'è proprio il cardinale Giacomo Catalano, più che mai deciso a lasciare la propria impronta su quella che sarà considerata la cupola del mondo...
BELLO VERAMENTE

Utente 8891
121 posts

Re: Commenti alla missione 56: un libro con una forma architettonica nel titolo

Sydney Wignall. “La spia sul tetto del mondo”. Pagg.383. Voto 7
Libro che narra una vicenda veramente accaduta, di non facile lettura ma estremamente interessante, almeno per chi sia appassionato di geopolitica e avventure di montagna. Ben raccontata sia la vivenda umana dell’autore che la tragedia del popolo tibetano che,anche se ormai storicamente lontana, rimane attuale: rara e importante testimonianza di quelle orribili cose che hanno fatto i cinesi all’epoca di Mao, una fra tutte l'aver distrutto i tibetani e la loro cultura, ma anche l’assoluto disprezzo di qualsiasi umanità sacrificata sull’altare dell’ideologia. Della serie “Dio me ne scampi e liberi”

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