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Commenti alla missione 55: un romanzo epistolare

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Commenti alla missione 55: un romanzo epistolare

Commenti alla missione 55: commenta e prendi spunto dalle letture degli altri!

Utente 72
221 posts

Re: Commenti alla missione 55: un romanzo epistolare

Trio - Dacia Maraini

Un bel romanzo epistolare, veloce e coinvolgente. Ambientato durante la peste di Messina del 1743, non può che far venire in mente tanti collegamenti con il periodo attuale (dichiarati tra l'altro dalla scrittrice nella prefazione)

Utente 4502
9 posts

Re: Commenti alla missione 55: un romanzo epistolare

Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, libro ambientato nel 1946 tratta dell' occupazione tedesca, personaggi freschi spontanei, una lettura pulita e scorrevole

Utente 55136
40 posts

Re: Commenti alla missione 55: un romanzo epistolare

La Tregua Di Natale. Lettere Dal Fronte" a cura di Alberto Del Bono

Sebbene tecnicamente non sia un romanzo è quanto di più epistolare possa esserci: gli autori originali hanno trascorso anni a raccogliere le missive che i soldati al fronte inviavano a casa.
Una splendida, e drammatica, finestra su quell'orribile bestia che è la guerra, aperta da chi l'ha combattuta in prima persona, e sull'umanità di coloro che l'hanno vissuta. In grado di trasmettere il dramma e la povertà (reale e intellettuale) di chi si trovava suo malgrado a combattere.
Fin troppo spesso viene detto chiaramente che a combattere la guerra non è chi l'ha voluta, ma i poveri cristi che non hanno avuto i mezzi per opporvisi
Piacerebbe poter dire che spinge a sperare che l'uomo possa un giorno aprire gli occhi, ma al fianco di manifestazioni di stupore per la non prevista umanità di chi sta dall'altra parte del fronte (molti si sorprendono di non avere di fronte mostri ma, molto spesso, ragazzi come loro se non perfino persone che hanno vissuto nel loro Paese) compaiono fin troppe volte manifestazioni di indubbia (???) superiorità rispetto al nemico.

Carla Mariani
265 posts

Re: Commenti alla missione 55: un romanzo epistolare

"84,Charing Cross Road" è un romanzo epistolare: vent'anni di corrispondenza tra una giovane scrittrice di New York, appassionata di libri antichi, e una libreria londinese. Mi è piaciuto molto. Se amate i libri e le librerie, è perfetto per voi.

Utente 32500
123 posts

Re: Commenti alla missione 55: un romanzo epistolare

Consigli(atissimi) di lettura: "Papà Gambalunga" di Jean Webster e "Dracula" di Bram Stoker.

In "Papà Gambalunga" è la giovane Judy Abbott, orfana a cui viene data la possibilità di studiare da un misterioso benefattore che le mantiene gli studi, che scrive lettere al suo misterioso mentore, il quale, però, vuole tenere nascosta la sua identità. E' un libro molto scorrevole e divertente.

In "Dracula" seguiamo la storia dal punto di vista dei vari personaggi, ma sempre in forma di diario o di lettera.
Impossibile non affezionarsi ai protagonisti, alla loro intelligenza, al loro coraggio e alla loro lealtà per la causa (uccidere Dracula).

Utente 1286
65 posts

LEGGEREVOLARE Commenti alla missione 55: un romanzo epistolare

Non è propriamente un romanzo epistolare ma il protagonista invia lettere e ne riceve dagli altri personaggi del romanzo, che consiglio perchè tratta del cambiamento nella continuità della vita e della continuità nel cambiamento della vita, IL COLIBRI' di Sandro Veronesi

brisabri
106 posts

Re: Commenti alla missione 55: un romanzo epistolare

#55. romanzo epistolare (metà romanzo metà romanzo epistolare)

Come un respiro - Ferzan Ozpetek
Pag. 160

È domenica mattina di fine giugno e Sergio e Giovanna hanno organizzato a casa loro al Testaccio un pranzo con due coppie di loro amici. Nell'attesa degli ospiti suona però il campanello e si presenta alla loro porta una donna che non hanno mai visto, dicendo di essere vissuta in quella casa molti anni prima e di voler rivederla un'ultima volta. Ha uno sguardo smarrito come se cercasse qualcuno. Si chiama Elsa Corti e nella borsa che ha con sé conserva un fascio di vecchie lettere. Questa donna avvolta dal mistero e il suo passato stravolgeranno gli animi dei sei amici.

Ferzan Ozpetek è al suo terzo libro, ma per me è il primo che leggo di questo autore. Sono stata parecchio incuriosita e motivata dalle mie amiche lettrici che con le loro opinioni positive mi hanno spinto a leggerlo. È un thriller intenso che intreccia passato e presente, sdoppiandosi su due diversi archi temporali. Il lettore viene trasportato alla fine degli anni Sessanta, facendo un viaggio che parte da Roma per arrivare fino a Istanbul, in un susseguirsi continuo di colpi di scena.
Una domenica come altre Sergio e Giovanna hanno invitato a casa loro per pranzo due coppie di amici. È tutto pronto quando all'improvviso alla porta si presenta una sconosciuta. Una donna che stravolgerà completamente la loro domenica.
“Come un respiro” è la storia di due sorelle, di due amiche, di due anime fragili. Adele ed Elsa. Entrambe rispettivamente con il racconto e le lettere scritte ci raccontano la loro storia. Una storia avvolta dal mistero dove la verità ci viene svelata solo alla fine del libro. Devo ammettere che però giunta alla fine sono rimasta un pò perplessa e con qualche dubbio, alcuni indizi seminati durante il racconto non sono stati completamente svelati ma mi sarebbe piaciuto conoscerne lo sviluppo. Forse la bravura di quest’autore è proprio questo (ne avrò conferma leggendo gli altri suoi libri), avvolgere e cullare il lettore nel mistero anche una volta terminato il libro, la sensazione è stata proprio questa.
Non intendo dire molto altro sulla trama perchè per coloro che devono ancora leggerlo, merita di essere assaporato senza sapere molto altro.
Mi è piaciuto il velo di mistero che l’autore è riuscito a tenere per tutta la durata del libro, ogni personaggio sembra nascondere qualcosa e durante la lettura nessuno è come sembra, e più di una volta mi sono ritrovata a fine capitolo a dire “ non ci credo!”.
Oltre a questo mi è piaciuto lo stile e i diversi generi che Ozpetek intreccia: un romanzo che diventa un thriller attraverso i capitoli narrati da Adele che si alternano ai capitoli epistolari narrati da Elsa, dove si riscontra anche un romanzo descrittivo quando l’autore ci regala delle magnifiche descrizioni della città di Istanbul e dei suoi harem. Questo aspetto mi è piaciuto molto. Per quanto riguarda i personaggi, se inizialmente ho provato antipatia per una delle due sorelle, devo dire che giunta al termine del libro mi sono ricreduta.
Come le mie compagne consiglio vivamente questo libro e credo che provvederò a recuperare le due letture precedenti.

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