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Commenti alla missione 38: un libro da cui sia stato tratto un film

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brisabri
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Re: Commenti alla missione 38: un libro da cui sia stato tratto un film

L’uomo del labirinto – Donato Carrisi
Pag. 390

Samantha Andretti, dopo quindici lunghi anni di silenzio, riemerge come per miracolo sana e salva e viene ritrovata sul ciglio di una strada. Tenuta prigioniera chissà dove, viene subito ricoverata al Saint Catherine, dove il Dottor Green, profiler esperto, si prende cura di lei e cerca di aiutarla a ricordare. Perchè la ragazza, scomparsa all’età di tredici anni in un pomeriggio come tanti altri, non ha mai visto in faccia il suo rapitore e ha parecchie difficoltà a ricordare. Ma cosa ancora più sconcertante, è che Samantha crede di essere rimasta a tredici anni fa, quando era una bambina. Ora invece è una donna. Ma dove è stata per tutto questo tempo? E dove si nasconde ora il suo carceriere che chiamano L’uomo del labirinto?

Bruno Genko, investigatore privato incaricato dalla famiglia Andretti all’epoca dei fatti, malato terminale, è quasi giunto ormai al termine dei suoi giorni.
Prima di andarsene però vuole scoprire chi sia l’uomo misterioso rimasto a piede libero là fuori che ha tenuto prigioniera Samantha e inizia così un’indagine privata per concludere una volta per tutte quello che ha iniziato molti anni prima.

L’uomo del labirinto mi aspetta da molto tempo, più di un anno ed ero convinta che mi entusiasmasse, mi coinvolgesse totalmente. Devo essere onesta: al momento forse è quello che mi è piaciuto meno tra i libri di Carrisi, che per me è un 5 stelle ogni volta. Rispecchia sicuramente i suoi canoni, perchè ogni capitolo ti lascia con il fiato sospeso e ti lancia una piccola bomba che scoppia e che ti costringe a voltare pagina e a proseguire con il capitolo successivo, ti risucchia totalmente nella trama accanto ai personaggi e ovviamente ti regala un clamoroso colpo di scena finale. Questi elementi ci sono tutti anche qui, ma ahimè sarà stata la trama in sè, alcuni argomenti angoscianti che ha toccato, sarà che nonostante avessi azzeccato molte cose altre non mi sono ancora del tutto chiare e limpide, non mi ha coinvolto come i libri precedenti. La trama è ben costruita e sviluppata, i personaggi sono ben descritti e riconoscibili sempre, ma una volta chiuso il libro non ho avuto i soliti occhi luccicanti di quando chiudo un Carrisi. Forse ho solo bisogno di riordinare meglio le idee oppure semplicemente mi ero immaginata un finale diverso che comunque ribadisco, lascia davvero a bocca aperta.
Una cosa che mi è piaciuta sono stati i riferimenti ad altre sue opere nei dialoghi dei personaggi, vengono infatti menzionati il caso Avechot di “La ragazza nella nebbia” e Mila di “Il suggeritore”.
Il nuovo personaggio di Genko è un personaggio che ragiona a voce alta insieme al lettore, perchè ricostruire tutti i fili del gomitolo non è cosa semplice e solo stando molto attenti ai dettagli che Carrisi ci butta qua e là, è possibile ricostruire il finale. Genko come dicevo è nuovo ma si fa subito apprezzare, anche se dalle prime pagine ci dice che lui morirà, di non affezionarci troppo al suo personaggio perchè la conoscenza avrà durata breve, ma come per tutti i detective e poliziotti di Carrisi, ci si affeziona sempre almeno un pò.
Anche stavolta il male sporca e inquina il mondo, come non mai forse, e si fa davvero fatica a capire cosa spinga certe persone a determinate azioni disumane.
E si fatica anche a capire la spiegazione finale del libro, o meglio nonostante i pezzi si incastrino, c’è qualcosa che rimane non del tutto limpido, ma del resto mi è già capitato di non avere tutte le risposte alle mie domande, perchè Carrisi lo conosciamo ... dà molti indizi ma non tutte le spiegazioni per capire fino in fondo, dà una trama pazzesca che diventa sempre più intrecciata e a mano a mano ti toglie tutte le certezze, ti fornisce una spiegazione ma sai già che non è quella definitiva. Con lui è garantito entrare in un vortice che ti scuote anche nei giorni successivi alla conclusione del libro.
Ma la domanda che stavolta davvero mi pongo è: siamo davvero usciti dal labirinto?

Re: Commenti alla missione 38: un libro da cui sia stato tratto un film

"Colazione da Tiffany" di Truman Capote.
La magia di Audrey Hepburn nel film qui viene ridimensionata. La trama originale è molto più dura e senza aloni romantici. Bello.

Utente 6775
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Re: Commenti alla missione 38: un libro da cui sia stato tratto un film

Sfida di Laura S. Per questa missione ho letto: "The Help" di Kathryn Stockett. Gran romanzo, ti dà tutto quello che ti aspetti da un best seller e quando lo hai finito già ti manca. Ottima anche la trasposizione cinematografica. Consigliatissimo insieme al film.

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