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Commenti alla missione 36: un libro di uno scrittore deceduto

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brisabri
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Re: Commenti alla missione 36: un libro di uno scrittore deceduto

Le porte di Damasco - Agatha Christie
Pag. 154

Tommy e Tuppence Beresford, ormai settantenni, decidono di trasferirsi a Hollowquay, un tranquillo paesino della campagna inglese, per godersi il meritato riposo dopo essere stati a lungo titolari della "Associazione giovani investigatori".
Sistemando dei vecchi libri in soffitta trovano uno dei libri di Stevenson, "La freccia nera", dove sfogliandolo si imbattono in alcune parole sottolineate di rosso e che messe insieme formano la frase: "Marie Jordan non e' morta di morte naturale. L'ha uccisa uno di noi. Io so chi e' stato".
I due protagonisti iniziano ad indagare sulle famiglie che abitavano lì prima di loro e rimangono così coinvolti in una storia che scopriranno avere profonde radici nel passato.

Utente 77410
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Re: Commenti alla missione 36: un libro di uno scrittore deceduto

L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón.
Il libro narra, sullo sfondo una Spagna segnata dal regime di Franco, la storia del giovane Daniel alle prese con un libro misterioso e le ricerche sulla vita dello scrittore. Nonostante il romanzo sia considerato un capolavoro, indubbiamente per la costruzione della trama, dei personaggi e lo stile narrativo, lo trovo troppo cupo e lento nella prima parte e melodrammatico nella seconda. Tuttavia alcuni momenti di elevata intensità emotiva valgono la lettura del libro.

Utente 22749
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“1984” di George Orwell

Trama. Londra, 1984. Nel superstato di Oceania, in guerra perenne, la società è controllata da un partito unico, il cui comandante supremo è il Grande Fratello, misterioso dittatore il cui viso compare ovunque nei teleschermi e sui manifesti di propaganda. Comportamenti o anche solo pensieri che deviino rispetto alla filosofia del Partito (“IngSoc” o “English Socialism”) sono severamente puniti.
In questo contesto, il romanzo racconta le vicende di Winston Smith, un dipendente pubblico il cui lavoro consiste nel “correggere” gli articoli di giornale già pubblicati in modo da “allineare” la storia scritta rispetto alle esigenze del Partito. Ad un certo punto, Winston comincia a scrivere su un diario i propri sentimenti di malcontento nei confronti del regime e la sua vita inizia a cambiare…
Cosa mi è piaciuto. Si tratta di un libro dal fascino conturbante e inquietante, ricco di “suspense” e ben congegnato nella sua struttura (ad esempio, ho apprezzato l’idea di affidare la descrizione del contesto storico del racconto a un libro proibito che appare solo dopo la metà del romanzo). I paragoni con il presente sorgono spontanei e provocano il lettore (quanto la nostra opinione viene influenzata da ciò che vediamo o leggiamo sui "social"? Quanto la tecnologia controlla la nostra vita e i nostri pensieri? Quanto, ancora oggi, viviamo in un mondo caratterizzato dalle disuguaglianze?). La ricostruzione dell’ambiente politico e sociale, evidentemente ispirata ai totalitarismi del Novecento, è estremamente accurata e realistica, così come sono precise le descrizioni dei processi mentali (“doublethink”) e linguistici (“Newspeak”) di chi aderisce al Partito. Il racconto distopico di Orwell ha avuto grande successo, viene citato nelle classifiche dei migliori libri di sempre ed ha influenzato molto la cultura, anche pop, del nostro tempo. Il romanzo ha il pregio di individuare chiaramente le capacità di manipolazione psicologica degli Stati totalitari e di evidenziare l’importanza dell’educazione, del pensiero critico e indipendente, di una vera solidarietà e fiducia tra gli uomini, della capacità argomentativa, della logica, dello studio della storia e delle lingue straniere, del metodo scientifico, della cultura in generale e di un linguaggio ricco di parole e di significati, rappresentazione di un pensiero altrettanto profondo, vario e multiforme. Consiglio “1984”, fra l'altro, a chi ha avuto modo di apprezzare “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury per via delle somiglianze tra i due romanzi.
Cosa non mi è piaciuto. Ho trovato alcune parti del romanzo (soprattutto nella prima metà) poco scorrevoli e un po’ ripetitive. Segnalo comunque di aver utilizzato la versione in lingua originale; ciò potrebbe aver giustificato una lettura più lenta e difficoltosa rispetto a quella di un romanzo in italiano.
Voto. 4/5.
Versione tradotta in lingua italiana. https://webopac.csbno.net/opac/detail/view/csbno:catalog:309064
Versione in lingua originale. https://webopac.csbno.net/opac/detail/view/csbno:catalog:447493

Utente 14585
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Re: Commenti alla missione 36: un libro di uno scrittore deceduto

Macbeth, di William Shakespeare.
Ciò che più mi ha colpito è l'importanza delle parole e quanto uno possa anche manipolarle per assecondare se stesso.

Utente 31856
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Re: Commenti alla missione 36: un libro di uno scrittore deceduto

"COME DONNA INNAMORATA " di M.SANTAGATA
Santagata ripercorre la vita di Dante Alighieri da quando decise di non seguire le orme paterne, ma di dedicarsi allo studio della grammatica, all’attimo in cui per la prima volta il suo sguardo si posò su quello di Beatrice Portinari fino al momento del suo esilio dalla città toscana a seguito della “carriera” politica. La vita di Dante viene narrata usando diversi piani temporali, sovrapponendoli e alternandoli e affidando a numerosi flashback i ricordi più intimi e amari. Dante non è mostrato come un essere superiore. Di lui apprendiamo la sfrontatezza, la strafottenza, la voglia di arrivare là dove altri non sono giunti, e il suo egoismo nelle scelte di vita e in quelle messe su carta. Appare anche un affresco del Medioevo, delle guerre tra guelfi e ghibellini, del potere che sempre e da sempre muove le gesta dell’uomo.
Interessante per gli spunti sopra riportati ma sinceramente non l'ho apprezzato

Re: Commenti alla missione 36: un libro di uno scrittore deceduto

"Il Fu Mattia Pascal"
Un libro che non ha bisogno di commenti. Doveva leggerlo mia figlia per la scuola e mi è venuta voglia di rileggerlo anche a me... un grande classico !

Utente 52252
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Re: Commenti alla missione 36: un libro di uno scrittore deceduto

Guida galattica per autostoppisti di Duglas Adams
E’ un libro bizzarro (di fantascienza) e a tratti divertente con molti punti/spunti di riflessione : qualunque cosa succeda non farsi mai prendere dal panico, aggredire la vita con un misto di ingenua incompetenza ed eccezionale talento, tutto l’universo è regolato da numeri .. il pc “Pensiero profondo” tenta di rispondere a tutte le domande …Perché nasciamo? Perché moriamo? …. Leggete per scoprire la risposta

Roberta Vanzan
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Re: Commenti alla missione 36: un libro di uno scrittore deceduto

Clive Cussler "I tiranni delle ombre " Clive Cussler uno degli miei autori preferiti e posso dire di aver letto tutti i suoi libri. Un libro che parla di avventure e tecnologia anche se questo l'ho trovato alquanto ripetitivo, ma lo consiglio comunque.

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