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Commenti alla missione 25: un libro che ha vinto un premio letterario internazionale

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Utente 50222
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Re: Commenti alla missione 25: un libro che ha vinto un premio letterario internazionale "UOMINI E TOPI " DI JOHN STEINBECK

PROTAGONISTI DUE LAVORATORI STAGIONALI , UNO DEI DUE UN GIGANTE COL CUORE E LA MENTE DI UN BAMBINO .
IN UN AMERICA STRETTA DA UNA CRISI ECONOMICA .IL DESTINO E LA MALIZIA DEGLI UOMINI LO SOSPINGONO VERSO UNA FINE STRAZIANTE . MOLTO TRISTE , MA LASCIA DELLE RIFLESSIONI MOLTO POSITIVE SULL' AMICIZIA .

Roberta Vanzan
161 posts

Re: Commenti alla missione 25: un libro che ha vinto un premio letterario internazionale

"Il Cardellino " di Donna Tartt un libro classico e stupefacente, una buona trama anche se ci sono dei punti molto forti e autodistruttivi... Un finale pesante , come( una paternale), ma lo consiglio vivamente..

Utente 14585
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Re: Commenti alla missione 25: un libro che ha vinto un premio letterario internazionale

Il vecchio e il mare, premio Pulitzer 1953

Un racconto dallo stile asciutto, ma coinvolgente, da quando la barca prende il mare mi sono sentita anche io insieme al vecchio. Un uomo che, nonostante l'età, riesce a dimostrare il suo eroismo, anche sul finale.

Utente 9053
86 posts

Re: Commenti alla missione 25: un libro che ha vinto un premio letterario internazionale

Texas Blues - Attica Locke (vincitrice nel 2018 del prestigioso premio internazionale Anthony Award). Il libro narra la storia di un renger nero che si trova ad indagare su due omicidi, uno dei quali riguarda una ragazza bianca, nel Texas più profondo e, ancora, razzista. Un libro scorrevole, che mette in luce una parte di America di cui sapevo poco. Un difetto, se posso, credo sia la presenza di tantissimi nomi che fanno un attimo perdere il filo della storia. Per il resto lo consiglio. Da 0 a 5 stelle? 3 stelle e mezzo.

Giselle
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Re: Commenti alla missione 25: un libro che ha vinto un premio letterario internazionale

"Maus" di Art Spiegelman
Ritengo questa graphic novel, la prima ad essere insignita del Premio Pulitzer, un capolavoro: dai disegni (geniale la scelta di disegnare i personaggi come animali) al registro narrativo. Raccontare la storia del padre dell'autore, sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti, non concentrandosi solo sulla vicenda storica ma anche sull'effetto che questa ha avuto sulla sua vita a distanza di anni permette di comprendere ancora di più la tragedia vissuta da milioni di persone.

Utente 86355
30 posts

Re: Commenti alla missione 25: un libro che ha vinto un premio letterario internazionale

"Favole Al Telefono" di Gianni Rodari -232 pag-
Chissà se il ragionier bianchi in regola rappresentante di commercio degli anni 60, che al telefono ogni sera raccontava alla sua bambina favole straordinarie, userebbe il cellulare o l'email... In ogni caso le favole al telefono sembrano conoscere il passare del tempo: i paesi visitati da Giovannino perdigiorno, la minuscola Alice cascherina, i personaggi anticonformisti, gli eventi imprevisti e le dolcissime strade di cioccolato costituiscono i punti di forza di quella inesauribile capacità di invenzione, che Gianni Rodari sapeva coniugare con l'osservazione della realtà.

Utente 31856
369 posts

Re: Commenti alla missione 25: un libro che ha vinto un premio letterario internazionale

"NON LASCIARMI" di K.Ishiguro
L'autore, premio nobel per la letteratura nel 2017 ha vinto con questo libro il premio Alex nel 2005.
Un romanzo sull'essere umano, sull'ingegneria genetica, sui cloni, ambientato nell'Inghilterra degli anni '90. Kathy H., trentuno anni, rivela attraverso i suoi ricordi una realtà parallela, un "mondo nuovo" di ragazzi e ragazze creati e cresciuti nell'esclusiva scuola di Hailsham, college inglese di ottimo livello immerso nel cuore verde di un'Inghilterra civile e fredda, dove si insegna soprattutto l'espressione della creatività individuale.
Al centro dei ricordi di Kathy vi è la relazione di amicizia e amore tra Kathy stessa, la sua intelligente amica Ruth, e Tommy, il ragazzo collerico, sportivo e imbranato che entrambe amano. Non hanno genitori, ma non sono nemmeno orfani. La loro vita scorre nel tedio del collegio, con una vaga sensazione di minaccia che incombe sui tre giovani. I bambini fanno domande ai tutori sul loro futuro, sul perché i loro disegni e le loro poesie vengano requisiti e messi in un luogo misterioso, ma ottengono sempre risposte evasive e reazioni eccessive ai loro dubbi. I tre sono cavie di un processo scientifico inquietante che prevede per loro un futuro già programmato da "donatori" di organi a partire dai sedici anni o da "assistenti" di sostegno ai donatori, come nel caso di Kathy, la protagonista narrante.
Il romanzo si divide in tre parti: la prima parte che descrive il periodo dell’infanzia ad “Hailsham”, l'istituto, dove vengono impartite lezioni di storia, geografia, ecc., ma soprattutto arte, materia alla quale viene data particolarmente importanza: “Un modo per dimostrare che avete un’anima”; Nella seconda parte viene descritta la vita adolescenziale, quella parentesi nel mezzo tra infanzia ed età adulta in cui i personaggi non sono più sotto stretta sorveglianza dei tutori, ma vivono in maniera da affrontare l’età adulta, ovvero, quello per cui sono venuti al mondo e per cui sono stati addestrati: il loro destino! La terza ed ultima parte riguarda l’età adulta, il momento per cui tirar fuori la forza d’animo di affrontare tutto ciò per cui sono stati educati, che la cosa sia crudele o meno, etica oppure no.

Utente 1246
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Re: Commenti alla missione 25: un libro che ha vinto un premio letterario internazionale

25. Margaret Atwood, "I testamenti", Booker Prize 2019
https://webopac.csbno.net/opac/detail/view/csbno:catalog:603502

Ho molti dubbi riguardo a questo libro. E più ci penso e meno mi convince.
La mia sensazione leggendolo è stata che la Atwood, dopo 35 anni, si sia quasi dimenticata di quanto narrato ne "Il racconto dell'ancella", il contesto - le guerre, i disastri nucleari – e quanto compiuto dai personaggi, nonché dell'importanza stessa del romanzo.
Fare di Zia Lydia uno dei personaggi principali è sicuramente una trovata interessante. Posso capire il bisogno di narrare quanto successo dal suo punto di vista, nel tentativo di spiegare cosa possa aver provato in una situazione così estrema, quando il presente all'improvviso si è trasformato in un incubo, e le è stato offerto un barlume di speranza di non morire. Inevitabilmente porta a riflettere: in quanti si comporterebbero come lei, accettando questa unica via d'uscita dall'orrore? Però la Zia Lydia qui presentata non è la stessa del primo libro. Dubito che l'idea iniziale alla base del personaggio fosse questa. E il tentativo di farmi empatizzare con lei mi ha urtato molto. Mi sono sentita defraudata, come quando in una serie tv cambia sceneggiatore e all'improvviso la storia prende una piega totalmente diversa dall'idea originale.
Gli altri due personaggi protagonisti sono una ragazza che ha memoria praticamente solo di Gilead e considera normale quanto vi succede e una ragazzina canadese, che quindi ha una conoscenza parziale ed edulcorata di quanto accade realmente. Si perde, di conseguenza, quell'effetto scioccante de "Il racconto dell'ancella", quel pugno nello stomaco in ogni pagina, che era anche critica e riflessione sulla nostra di storia e sul nostro possibile futuro.
Speravo di trovare la caduta del regime in nome della libertà e dell'uguaglianza, una ribellione interna, una speranza nel genere umano. Non quanto narrato.
Più ci penso e meno mi convince.
"Il racconto dell'ancella" è un libro necessario. Questo no.

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