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Commenti alla missione 19: Un libro a tema sport

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Utente 78953
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Re: Commenti alla missione 19: Un libro a tema sport

Ho letto : IL SUO NOME E' FAUSTO COPPI di Maurizio Crosetti. Morì che ero piccola ma ancora ricordo mio papà che quella sera tornò dal lavoro con un giornale (forse LA NOTTE). Se ricordo bene in prima pagine campeggiava questo titolo IL GRANDE AIRONE HA CHIUSO LE ALI. Non so spiegarvi perché ho tanti ricordi legati a questo eccezionale campione. All'epoca non potevo essere, e dopo non sono diventata, appassionata di ciclismo, ma ho ricordi molto vivi della sua vita e delle sue imprese. Ogni capitolo del libro é idealmente scritto da una persona che gli stava attorno, la prima, la mamma, e poi via via tanti altri, importanti e non, famigliari e non.
Leggetelo.

Re: Commenti alla missione 19: Un libro a tema sport

"Il professionista" di W.C. Heinz.
Un giornalista sportivo segue per un mese una giovane promessa della boxe fino al giorno della sua opportunità di consacrazione. Bello.

Utente 18152
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Re: Commenti alla missione 19: Un libro a tema sport

Per questa missione ho letto "Le vittorie imperfette" di Emiliano Poddi.
Saša Belov e Kevin Joyce. Due ragazzi all’inseguimento di un sogno: vincere la medaglia d’oro del basket alle Olimpiadi di Monaco del 1972. Uno si è allenato all’ombra della colossale statua della Grande Madre Russia a Stalingrado, l’altro sui campetti di cemento tra i grattacieli di New York. Due squadre. Due mondi contrapposti. Due culture. Quando arrivano allo scontro conclusivo, Usa-Urss non sarà solo una partita memorabile, sarà per sempre legata ai tre secondi più leggendari, contraddittori e ingarbugliati della storia dello sport.
Ma Monaco ’72 è anche la scena di una strage spaventosa: undici atleti israeliani cadono sotto l’attacco terroristico di Settembre Nero. Un lutto che dev’essere riassorbito in fretta, proprio per fare spazio alla sfida tra le due superpotenze.
Molti anni dopo, inchiodato davanti alla replica notturna di quei quaranta minuti, inghiottito dal rivoltarsi continuo dei vinti in vincitori e dei vincitori in vinti, il narratore viene sbalzato in un mondo che non esiste più, riportato alle estati della sua infanzia nel campetto di pallacanestro di Cisternino, quando sognava di salire un giorno sul podio olimpico. Insieme a lui, stiamo con Kevin Joyce e Saša Belov in una partita che incolla alla pagina fino a quei controversi tre secondi finali.
E seguiamo Kevin e Sašha anche negli anni a venire, li vediamo portarsi addosso il peso di essere diventati simboli, l’uno di una sconfitta impossibile da accettare, l’altro di una vittoria da scontare come una condanna.

Re: Commenti alla missione 19: Un libro a tema sport

Detto anche «…”gioco dei re”, l’unico fra tutti i giochi escogitati dall’uomo che si sottragga sovranamente alla tirannia del caso e dia la palma della vittoria all’intelletto. … Ma non ci si rende già colpevoli di una limitazione offensiva, nel chiamare gli scacchi un gioco? Non è anche una forma di scienza, un’arte …? … Ogni bambino può imparare le sue prime regole, ogni sciocco può cimentarvisi, e tuttavia all’interno di questo ristretto immutabile quadrato esso riesce a produrre una particolare specie di campioni, non paragonabile a nessun’altra, uomini dotati solo per gli scacchi, geni specifici, nei quali visione, pazienza e tecnica operano in proporzioni così precise come nel matematico, nel poeta, nel musicista, solo in una diversa stratificazione e connessione».
Questa è la visione che Stefan Zweig aveva di quello che oggi è universalmente riconosciuto come Sport ma, pur intitolandosi “NOVELLA DEGLI SCACCHI”, in questo romanzo essi sono solo uno strumento per incrociare il percorso di due persone, i due protagonisti, che altrimenti mai sarebbero venute in contatto.
È il narratore che ci spiega le due figure, argomentandone l’origine e il vissuto, i difetti, le doti e le peculiarità della loro mente e della loro personalità, non solo esponendo notizie di pubblico dominio ma anche attraverso la rivelazione delle proprie impressioni (frutto di esperienza diretta) o riportando dialoghi profondi e densi di significato.
Si è rivelata una lettura piacevole dai risvolti inattesi, dove grattando la superficie si scoprono realtà inimmaginabili.

Utente 31856
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Re: Commenti alla missione 19: Un libro a tema sport

"Il ragazzo che cavalcava il vento. Storia di corsa e coraggio, di uomini nati per correre" di L. Soresi
La corsa e la maratona visti non solo come sport ma anche come mezzo per crescere e conoscere se stessi (in questo caso anche per portare all'attenzione del mondo la tragedia dell'etnia tarahumari messicana)

Utente 36703
102 posts

Re: Commenti alla missione 19: Un libro a tema sport

Andre Agassi "OPEN"
Non gioco a tennis non ne conosco le regole e amo guardare lo sport in tv.
Con questo libro però è stato diverso. Sapere cosa pensa un giocatore quando si trova in campo è davvero interessante. La cosa che mi ha colpito di più nel racconto di Agassi è quando dice che sul campo il tennista è solo. Può parlare solo con se stesso. Lo paragona alla box ma anche nella box il pugile quando è nell'angolo può parlare col suo coach, nel tennis no. Lo sport non è una questione di sacrificio solo fisico...

Giselle
99 posts

Re: Commenti alla missione 19: Un libro a tema sport

“L’ora del tè” di Alexander McCall Smith

Incredibilmente proseguendo nella lettura di questa serie di gialli che hanno come protagonista Precious Ramotswe, la prima detective privata donna del Botswana, mi sono imbattuta in un romanzo a tema sportivo, dato che stavolta la detective e la sua assistente, la signorina Makutsi, sono chiamate a scoprire il motivo delle continue sconfitte della squadra più forte del campionato, i Falchi del Kalahari.
Sebbene le vicende narrate dall’autore, il professore di diritto dell’Università di Edimburgo, Alexander McCall Smith, siano sempre piacevoli, non ho apprezzato il maschilismo che caratterizza alcuni personaggi, come il presidente della squadra, il signor Molofololo

Gin86ger
130 posts

Le protagoniste - Eva Cantarella, Ettore Miraglia

Il saggio è diviso in due parti: una prima, introduttiva, presenta lo sport nel mondo classico (greco e romano), la sua concezione e la partecipazione femminile alle discipline, con un breve accenno alle consuetudini sociali (e un po' troppi rimandi ad altre opere dell'Autrice per gli approfondimenti). La seconda parte è invece una carrellata di sportive che hanno lasciato il segno nelle rispettive discipline e hanno contribuito a portare avanti la lotta per una sempre maggiore partecipazione della donna nello sport agonistico (soprattutto in declinazione Olimpiadi). Laddove la prima parte risulta un po' troppo condensata, questa seconda parte fornisce il giusto mix tra brevità e informatività e mi ha permesso di conoscere molte figure e vicende che non avevo mai sentito nominare. Intrattiene e informa.

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