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Il fuoco di Jeanne
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MORAZZONI, Marta

Il fuoco di Jeanne

Parma : Ugo Guanda, 2014

Abstract: Nata a Domremy o a Parigi? Morta sul rogo nel 1431 o nel suo letto nel 1450? Pastora o principessa, santa o indemoniata? La vicenda di Jeanne d'Arc è un gioco di specchi, in cui ognuno può vedere ciò che vuole: la guerriera che spezzò l'assedio di Orléans; la contadina inviata da Dio a spianare a Carlo di Valois la strada verso il trono; la pazza di cui la Chiesa seppe neutralizzare le pericolose visioni; la martire bruciata dagli inglesi; la bastarda reale manovrata come una pedina dalla corte di Francia nell'epoca cupa della guerra dei cent'anni. Sono tanti i volti di Jeanne, forse troppi: è per questo che il tempo ha fatto di lei un archetipo femminile, in bilico tra identità e stereotipi, tra dovere e passione. Sottraendole, però, la sua umanità e schiacciandola sull'immagine suggestiva ma sterile dell'eroina che "precedeva le fiamme cavalcando". Sulle tracce di una comprensione non meno epica, ma più profonda, della vita e della leggenda di Jeanne si pone Marta Morazzoni, con questa vivida ricostruzione che è anche la storia di una ricerca personale, quasi intima. Dalla corte di Chinon all'esilio di Jaulny, da una Loira sfolgorante a una tempestosa Rouen, l'autrice e il suo personaggio sembrano procedere affiancate in una narrazione che unisce il fascino del racconto storico e la passione dell'indagine, componendo il romanzo moderno di una vicenda senza tempo.

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E' un testo che unisce il fascino del racconto storico e la passione dell'indagine, sullo sfondo di una visita diretta ai tragici luoghi che videro arsa viva questa signorina di 19 anni. Fu ingiustamente accusata di stregoneria in un processo farsa guidato da un malefico vescovo. Il testo ha divertenti spunti satirici: pag.118 (Dio non interviene ad aiutare i francesi) ; ali angeliche non intervengono per favorire la sua fuga pag.122; gustosa è la descrizione della visita dell'autrice alla biblioteca nazionale di Parigi pag.131. Il suo travestirsi da uomo è visto come "una mai sperata libertà". Giovanna era una "proto-luterana"? Si chiede l'autrice.

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