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Addio, bicicletta
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BRERA, Gianni

Addio, bicicletta

MILANO : BALDINI & CASTOLDI, 1997

Abstract: La bicicletta è nata come l'anticavallo, dice Brera. Per essa l'uomo divenne somiero di se stesso e si esaltò del proprio vigore. I cosiddetti giganti della strada nacquero dall'impulso turistico dei poveri e dal loro desiderio di rivincita sociale. Uomini difformi, piccoli, sgraziati ottennero con la bicicletta risultati sportivi strabilianti. In Addio, bicicletta Gianni Brera ha scritto l'epopea della povera gente attraverso i ricordi di un leggendario protagonista di imprese ormai inconcepibili: Eberardo Pavesi.

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Utente 17047
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Questo romanzo non solo va letto, andrebbe fatto leggere a scuola obbligatoriamente!
Un romanzo che poi è il racconto di una storia vera.
Uno spaccato di com'era l'Italia di inizio '900 come non se ne trovano in circolazione, una storia bellissima, tanto da non sembrare neppure vera e raccontata con arte e maestria da un grandissimo autore. Brera ci mette tutta la sua abilità ed amore per la scrittura, l'italiano e la bicicletta, il risultato è un autentico capolavoro!

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