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Paura
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Zweig, Stefan

Paura

Milano : Adelphi, 2011

Abstract: Irene Wagner, bella viennese della migliore borghesia e moglie di un noto penalista, sta scendendo rapida le scale di una casa non sua dopo aver fatto visita all'amante, un giovane pianista. Ma lì, su un pianerottolo, il fato la attende sotto le spoglie di una sordida ricattatrice. Quella donna sa tutto di lei. E Irene cede, e paga. Ma da quel momento comincia l'incubo: le richieste di denaro aumentano vertiginosamente, e lo sguardo indagatore del marito, l'avvocato Wagner, ormai la atterrisce - certo sospetta qualcosa, forse ha subodorato l'inganno. E quello che le ha fatto notare un giorno, en passant, raccontandole delle sue esperienze professionali è terribilmente vero: spesso il colpevole soffre più per la paura di essere scoperto, per l'ansia di dover nascondere il delitto, che non per il terrore del castigo; la pena, anzi, è catartica. Che fosse un tacito invito alla confessione? Maestro della suspense, Zweig pedina l'adultera, tormentata dalla ricattatrice non meno che da se stessa e divisa fra angoscia e rimorso; ne mette a nudo la psicologia, ne dipinge gli incubi, ne svela le riflessioni, tra passi falsi, decisioni sempre rinviate e scene isteriche all'amante, a torto ritenuto complice della ricattatrice: sino al coup de théâtre finale...

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Gin86ger
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Ho visto lei che bacia lui...
Una moglie tradisce il marito, per noia, per spirito d'avventura, per sottrarsi alla monotonia della sua vita borghese e inquadrata. Poi, però, un giorno una donna dall'aria volgare la aspetta fuori dal portone dell'amante e la accusa di averla vista e di sapere tutto. E inizia il tormento. Ricattata e per paura di perdere proprio quella vita borghese i cui confini le andavano troppo stretti, la moglie cede al ricatto, che si fa via via sempre più intollerabile.
Fin qui la trama... ma in realtà la vera protagonista di questo romanzo è la paura stessa, l'angoscia eviscerata fin nelle più sottili declinazioni di ansia, agitazione, apprensione, irrequietudine, inquietudine, patimento, tortura e supplizio che sconfina nel panico nei momenti di maggior paranoia, in un'altalena costante che alterna il terrore dell'essere smascherata e accusata a effimeri e fugaci tentativi di razionalizzazione e rassicurazione, misti al recondito e quasi allettante desiderio di essere, infine, scoperta e punita. Perché la punizione è l'unico modo per porre fine al suo lento logorio.

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