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Spatriati
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Desiati, Mario

Spatriati

Torino : Einaudi, 2021

Abstract: Claudia è solitaria ma sicura di sé, stravagante, si veste da uomo. Francesco è acceso e frenato da una fede dogmatica e al tempo stesso incerta. Lei lo provoca: lo sai che tua madre e mio padre sono amanti? Ma negli occhi di quel ragazzo remissivo intravede una scintilla in cui si riconosce. Da quel momento non si lasciano più. A Claudia però la provincia sta stretta, fugge appena può, prima Londra, poi Milano e infine Berlino, la capitale europea della trasgressione; Francesco resta fermo e scava dentro di sé. Diventano adulti insieme, in un gioco simbiotico di allontanamento e rincorsa, in cui finiscono sempre per ritrovarsi. Mario Desiati mette in scena le mille complessità di una generazione irregolare, fluida, sradicata: la sua. Quella di chi oggi ha quarant'anni e non ha avuto paura di cercare lontano da casa il proprio posto nel mondo, di chi si è sentito davvero un cittadino d'Europa. Con una scrittura poetica ma urticante, capace di grande tenerezza, dopo "Candore" torna a raccontare le mille forme che può assumere il desiderio quando viene lasciato libero di manifestarsi. Senza timore di toccare le corde del romanticismo, senza pudore nell'indagare i dettagli più ruvidi dell'istinto e dei corpi, interroga il sesso e lo rivela per quello che è: una delle tante posture inventate dagli esseri umani per cercare di essere felici. «A volte si leggono romanzi solo per sapere che qualcuno ci è già passato». Claudia entra nella vita di Francesco in una mattina di sole, nell'atrio della scuola: è una folgorazione, la nascita di un desiderio tutto nuovo, che è soprattutto desiderio di vita. Cresceranno insieme, bisticciando come l'acqua e il fuoco, divergenti e inquieti. Lei spavalda, capelli rossi e cravatta, sempre in fuga, lui schivo ma bruciato dalla curiosità erotica. Sono due spatriati, irregolari, o semplicemente giovani. Un romanzo sull'appartenenza e l'accettazione di sé, sulle amicizie tenaci, su una generazione che ha guardato lontano per trovarsi.

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Utente 31856
384 posts

Perplessità è ciò che mi rimane dopo aver letto questo libro. Scritto benissimo; i personaggi hanno dei caratteri particolari, abbastanza approfonditi, ma ciò che mi turba di più è la totale mancanza di ideali da parte degli stessi, il vivere sempre in cerca di qualcosa che li possa appagare (sesso sfrenato, droga, raveparty, ecc.) ma senza avere una meta da raggiungere, come falene che sbattono contro le lampadine. Forse la chiave è proprio il titolo: spatriati, senza un approdo sicuro cui giungere.

Utente 13684
5 posts

Nutrivo grandi aspettative per questo libro, che però sono rimaste disattese. Sarà un mio limite ma non ho proprio capito Spatriati, a mio giudizio un libro lungo, ed inconcludente. Lo stile è meritevole ma la trama è sfilacciata: a mio parere una sequenza di episodi strampalati che stanno insieme a fatica. I personaggi risultano liquidi, al limiti del caricaturale, ed i dialoghi forzati e retorici. Spatriati sembra un puro esercizio di stile, lontano dall'essere un bel romanzo. Meno strega allo Strega.

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