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Sdraiami
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Del Vecchio, Berarda

Sdraiami

Roma : Castelvecchi, c2007

Abstract: Il libro si propone come un grido di dolore per il maschio che non c'è più. Ragazze e donne che si sentono femministe, indipendenti e adulte, ma vorrebbero anche che, ogni tanto, il primo passo lo facesse lui, mentre al contrario sembra che gli uomini mostrino un atteggiamento cameratesco. Soprattutto, sembra che gli uomini abbiano smarrito completamente la grammatica dell'amore, che non sappiano più corteggiare una donna. Tra le varie terapie a disposizione delle donne per guarire da scottature e situazioni del genere, l'autrice ne propone una che chiarisce nettamente la natura del gioco.

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"Sdraiami" edito dalla CastelVecchi, è la seconda "Opera" della Signorina Berarda Del Vecchio.
L'idea è simpatica: frequentando intensivamente l'essere "Maschio" sin dalla giovane età, nel suo paese natio Trecchina, l'Autrice si fa un'idea dei ragazzi da NON avere. Anche a costo di farsi suora.
Da scartare è il depresso perchè ha più psicofarmaci che preservativi nel bagno, ma anche il politico...perchè ama il potere più che il tangibile sesso...
Non va bene neanche l'ipercattolico o il buddhista perchè di missionario han solo le loro vocazioni e non la posizione a letto.
Lo scrittore, poi, parla...parla...parla. E conclude poco. Troppo poco. E di sole parole, sembra dire la signorina Berarda, non si vive.
Quale uomo scegliere? Di sicuro non un italiano. Ma un salmone d'esportazione nordica perchè lassu, sui fiordi, crescono bene. Sono alti, biondi, han le spalle larghe, ti accompagnano loro a casa, hanno un lavoro, ti saltano addosso al primo appuntamento senza tanti se-ma-però. Senza tante seghe mentali, insomma.
Diciamo che l'uomo che non c'è più, l'uomo che l'Autrice auspica per se e per le donne italiane è un uomo d'altri tempi, d'altre latitudini...
Più o meno simile ai simpatici primitivi che "ringano" per una celebre pubblicità televisiva.
Ciò detto della trama, quanto allo stile, si può dire che vi è qualche buona intuizione qui e li. Però vi sono luoghi comuni a go gò. Spesso messi per terminare la riga. Una sintassi a tratti allarmante.
La conclusione con una mail confusionaria...è stata la ciliegina sulla torta. Sembrava quasi che l'Autrice si fosse stufata di scrivere e che c'avesse piazzato una toppa tanto per raggiungere il numero di battute richieste dell'Editore.
Facendo un raffronto con "Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire" di Melissa P., direi che almeno quel "porno soft" era scritto abbastanza bene. Un pò troppo "pompato" per alcuni tratti...ma cribbio...almeno lei ci ha provato.
La signorina Del Vecchio scrive come tante ragazzine nei più disparati blog del web. Forse meno pomiciate e qualche ora di più sui libri le avrebbe giovato ;)

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