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Caino
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Saramago, José

Caino

Milano : Feltrinelli, 2010

Abstract: Caino è protagonista e voce narrante. È lui che racconta della blasfema convivenza fra Eva e il cherubino Azaele, l'assassinio del fratello Abele e il suo successivo dialogo filosofico con dio, la maledizione, il marchio e l'incontro con l'insaziabile Lilith nella città di Nod. E attraverso i suoi occhi che assistiamo al sacrificio di Isacco, alla costruzione della Torre di Babele, alla distruzione di Sodoma. E lui che dialoga con Mosé in attesa sul monte Sinai e che vede nascere l'identità israelita, fino a un ultimo duro confronto con dio. Se nel Vangelo secondo Gesù Cristo José Saramago ci ha regalato la sua visione del Nuovo Testamento, con Caino irrompe l'Antico, e ancora una volta Saramago, dichiaratamente non credente, rivendica il diritto a dire la sua in materia di religione. E lo fa, anche questa volta, a voce ben alta, con quella sua inconfondibile ironia capace di trasformare in sublime letteratura la storia di un Caino che accetta, si, il proprio castigo per l'uccisione di Abele e il destino di errante, ma, insieme, insorge contro un dio crudele e sanguinario che considera corresponsabile. E a questo dio che Saramago, per voce di Caino, chiede spiegazioni, per affermare ancora una volta che "la storia degli uomini è la storia dei loro fraintendimenti con dio, perché lui non capisce noi, e noi non capiamo lui". Ed è essenzialmente l'uomo, nella cui mente solo esiste il dio, a essere il protagonista di queste pagine.

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Riscrittura satirica degli episodi più noti del vecchio testamento che usa Caino come archetipo dell'individuo in perenne conflitto con la divinità che non capisce e da cui non è capito.

Claudia Cavalli
259 posts

dissacrante, divertente e feroce;Saramago non risparmia il Signore Dio di una magra figura: essere abominevole, ingiusto, crudele, pronto a gioire della morte delle persone ché, secondo lui, non son degne di vivere .
Ma vien da dire: da ché pulpito la predica!!
Vale la lettura!!
Ottimo!!

Gin86ger
225 posts

   È il primo libro che leggo dell'autore e ne ho apprezzato il sarcasmo.
Direi che si tratta di un romanzo dissacrante, ma la verità è che con la sua lucida ironia Saramago non fa che portare alla luce le contraddizioni intrinseche delle Sacre Scritture, in particolare dell'Antico Testamento, che ha per protagonista un Dio volubile e incostante che punisce gli uomini quasi per un suo capriccio, tratto decisamente molto poco divino e ben più umano (la mancanza di rispetto dell'autore si rinviene nella scelta di non usare la maiuscola per i nomi propri).
Non è molto di mio gradimento la mancanza di virgolette per il discorso diretto, tanto che i dialoghi appaiono quasi più come un flusso di pensiero dello stesso Caino. Capisco l'artificio narrativo voluto, ma in alcuni punti la lettura diventa decisamente zoppicante e disagevole.

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