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Notturni
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HOFFMANN, Ernst Theodor Amadeus

Notturni

ROMA : NEWTON COMPTON, 1995

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E.T.A. Hoffmann (1776-1822), scrittore, compositore, critico musicale e giurista tedesco, è una figura chiave del Romanticismo. Le sue opere hanno influenzato generazioni di scrittori, tra cui Poe, Gogol, Baudelaire, Dostoevsky e Kafka. I Notturni si basano sull'improvviso irrompere del sovrannaturale nella realtà, a volte sottoforma di una specie di "realismo magico", più spesso sottoforma di suggestioni inquietanti (come il sonnambulismo e il mesmerismo) che possono condurre alla pazzia o alla rovina. Si tratta sostanzialmente di fiabe "nere", difficili da riassumere proprio perchè si reggono sulla logica del sogno, e anche i personaggi sono agenti fondamentalmente emotivi.

- L'uomo della sabbia: il racconto più celebre di Hoffmann, e a parer mio il migliore della raccolta. Per far andare a letto i bambini, la balia di Nathanael raccontava loro la fiaba dell'Uomo della sabbia, una specie di orco che getta sabbia negli occhi dei bambini per poi strapparglieli e portarli ai propri figli sulla Luna. Nathanael crede di riconoscere l'Uomo della Sabbia nell'avvocato Coppelius, amico del padre. In un'occasione Nathanael si nasconde per spiare il "mostro", viene scoperto e Coppelius cerca di accecarlo infilandolo nel focolare e gettandogli negli occhi tizzoni roventi, per poi tentare di "svitargli" mani e piedi (l'intercessione del padre gli salva la vita). Il padre di Nathanael muore in un incidente alchemico, e Coppelius si volatilizza, salvo ricomparire nella vita di Nathanael, ormai adulto, sottoforma di un venditore di lenti piemontese, Giuseppe Coppola. L'equilibrio mentale di Nathanael comincia a vacillare, ed egli abbandona la sua fidanzata storica, la semplice e pragmatica Clara, e si infatua di Olimpia, la bellissima figlia del dottor Spalanzani. Olimpia però nasconde un terribile segreto, che porterà Nathanael alla pazzia. Il segreto di Olimpia anticipa di quasi centocinquant'anni un tema chiave della fantascienza. Allucinante. 5/5
- Ignaz Denner: il guardacaccia Andres accoglie in casa propria Ignaz Denner, un mercante enigmatico e sospettosamente ricco. Questo gesto caritatevole trascinerà Andres e la sua famiglia in una spirale di sangue e violenza. 4/5
- La chiesa dei Gesuiti di G.: la filosofia della pittura secondo il misterioso Berthold, un tempo pittore di un certo successo, ormai ridotto ad affrescare le chiese di provincia. Un racconto sulla follia del genio romantico. 2/5
- Il Sanctus: la cantante Bettina ha perso la voce. Il medico è perplesso, e il maestro di cappella propone di eutanizzarla (perchè lei vive solo per il canto, si intende), ma un "viaggiatore entusiasta" conosce una storia che casca a fagiolo. Non c'è niente di particolarmente inquietante nella nevrosi di Bettina, è più un racconto sul potere taumaturgico dell'arte e della musica (e sui limiti della medicina). 2/5
- La casa desolata: il giovane ed emotivo Theodor decide di investigare su una casa, piuttosto malandata, che spicca come un pugno in un occhio in uno dei viali più prestigiosi di Berlino. Misteriose presenze cominciano a influenzare l'equilibrio psichico di Theodor. Una storia sul mesmerismo. 2/5
- Il maggiorasco: il procuratore V. e il suo pronipote si recano al castello del barone Roderich per questioni di ordinaria amministrazione. Il giovane è testimone di un'apparizione spettrale, ma il vecchio si rivela in grado di esorcizzarla. All'arrivo del barone la situazione si complica, e il ragazzo si invaghisce (ricambiato) della baronessa Seraphine. Il vecchio procuratore, però, è deciso a impedire che il pronipote rimanga vittima della maledizione che aleggia sul castello. Un racconto nella migliore tradizione gotica, purtroppo un po' aggrovigliato nel finale. 3/5
- Il voto: una monaca dal velo impenetrabile viene ospitata dal sindaco del villaggio. La monaca è incinta. Chi è la monaca misteriosa? Qual è la sua storia? E chi è il padre del bambino? Una novella che si regge sul tema del doppio, o Doppelgänger. Finale movimentato. 3/5.
- Il cuore di pietra: rievocazione di una festa in costume. Ritorna il Doppelgänger, ma una volta tanto c'è un lieto fine. Troppi personaggi, troppo fumo e poco arrosto. 1/5

Per il lettore moderno questi racconti hanno almeno due problemi. Primo, lo stile è verboso e sovraccarico; secondo, il ricorso al flashback e al "racconto nel racconto" spezza il ritmo della narrazione e genera uno sgradevole anticlimax (vedi il Voto e il Maggiorasco). Consiglio comunque i primi due "notturni".

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