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Tutti i racconti (1939-1942) La tigre della notte. Milano,
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BESTER, Alfred

Tutti i racconti (1939-1942) La tigre della notte. Milano,

MONDADORI, 1993

Abstract: Questo volume completa la presentazione di tutti i racconti brevi dell'autore americano e in più offre l'opera più affermata: La tigre nella notte, in una nuova traduzione.

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“La tigre della notte", tradotto anche come “Destinazione stelle", è una rivisitazione in chiave fantascientifica del “Conte di Montecristo”. Gully Foyle è un naufrago a bordo di un'astronave in avaria; una nave di passaggio, la Vorga, arriva in prossimità del relitto, ma ignora i segnali di soccorso e si allontana. Questo fa scattare qualcosa in Gully, che riesce a rimettere in funzione quel che resta della nave, e parte in cerca di vendetta.

L'ambientazione del romanzo è di tutto rispetto: nel mondo di Gully Foyle esiste la telepatia, e ci si può teletrasportare (“jauntare”) con la forza del pensiero. Incontriamo inoltre un letale uomo radioattivo, un’albina che vede nell'infrarosso, mega-corporazioni industriali (in anticipo di tre decenni sul cyberpunk), una tribù di selvaggi con il culto del Metodo Scientifico, e molto altro. Nel corso della sua caccia, Gully Foyle cresce, acquista spessore e carattere, ma non è un personaggio con cui è facile empatizzare. Per esempio, non ha particolari problemi nello stuprare la seconda donna che incontra (la prima ha preso un pugno in faccia, per essersi messa tra Foyle e la fuga), che oltretutto sarebbe anche l'unica in grado di aiutarlo... Purtroppo anche il resto del cast non fa una gran figura: sono manichini senza personalità sballottati di qua e di là per ragioni di trama, ai limiti dell'incoerenza. D'accordo, il libro ha più di sessant'anni, però da un classico del genere (apprezzato tra l'altro da autori del calibro di Sagan, Haldeman, Delany, Silverberg e Gibson) mi sarei aspettato qualcosa di meglio. 3/5

I 13 racconti inclusi nel volume sono invecchiati molto male: si tratta perlopiù di variazioni sul tema del Raggio della Morte, oppure viaggi nel tempo; un campione rappresentativo della fantascienza pulp anni ’40. Si salvano solo “Adamo senza Eva” (l’ultimo uomo sulla Terra ha una missione da portare a termine), e “L'inferno è per sempre" (sei depravati a confronto con i loro peggiori incubi. Per qualche ragione mi ricorda Neil Gaiman, forse perché è scritto bene ma è inconcludente).

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