Vedi tutti

Gli ultimi messaggi del Forum

Un'estate alla grande - Jennifer Weiner

La prima parte del libro è scorrevole, la seconda parte, dopo l'omicidio diventa prolissa.
Come libro giallo lascia parecchio a desiderare, l'indagine per omicidio è trattata con superficialità, non si capisce come vengano fatte delle deduzioni che portano a scoprire chi ha commesso l'omicidio.
Come romanzo rosa a parte una scena piccante non è ben sviluppato.
Insomma un gran minestrone per accontentare tutti. Non ne vale molto la pena.

Prima tappa: AVVENTURA

Prodi avventurieri che il viaggio nella "terra con un nome che a volte suona bene, ma che nessuno conosce" abbia inizio!
Scrivete i vostri commenti relativi ai materiali presi in prestito: siamo curiosi di conoscere la vostra opinione e eventuali suggerimenti di altri titoli a tema ...!

La strana biblioteca - Haruki Murakami

Un ragazzino entra in biblioteca a prendere in prestito dei libri, e si ritrova prigioniero in una cella in fondo a un labirinto. Riuscirà a scappare prima che il vecchio carceriere torni a succhiargli via il cervello?

A metà tra Neil Gaiman e Roald Dahl, il mio secondo Murakami (dopo Underground) si è rivelato un modo tutto sommato piacevole per passare una mezz'ora scarsa. Il paragrafo conclusivo suggerisce un'interpretazione degli eventi affine a quella del romanzo Sette minuti dopo la mezzanotte di P. Ness. Da segnalare le più che discrete illustrazioni di L. Ceccotti. 4/5

Come un respiro - Ferzan Ozpetek

Bella storia di amore/odio tra due sorelle, la parte finale è poco contestualizzata nel presente, volutamente misteriosa e forse più simile ad una sceneggiatura...
L'idea è interessante ma non mi ha soddisfatto pienamente, troppi interrogativi sui personaggi, che sono trattegiati solo superficialmente.

R: Resto qui - Marco Balzano

Concordo con l'utente 392: bellissimo libro, assolutamente consigliato. Emblematica la frase della madre della protagonista che, nelle più nere avversità della vita, basandosi sulla sana saggezza popolare, dice "Guardare e andare avanti è l'unica direzione concessa, altrimenti Dio ci avrebbe messo gli occhi di lato come i pesci".

Venere privata - Giorgio Scerbanenco

Milano, seconda metà degli anni ’60. Duca Lamberti, medico condannato per aver praticato l'eutanasia a un'anziana e radiato dall’Ordine, prende in carico il caso della tetra e persistente ubriachezza di Davide Auseri, unico figlio di un ricchissimo industriale. Lamberti, pur sempre figlio di un poliziotto, non ci mette molto a capire che Davide si sente terribilmente in colpa per qualcosa: ma cosa? C'entra forse lo strano suicidio di una commessa, trovata dissanguata a Metanopoli?

La Milano di Scerbanenco risale a poco più di mezzo secolo fa, eppure sembra provenire da una dimensione parallela, in cui le “passeggiatrici” presidiano la via tra l'Arco della Pace e il Castello Sforzesco, all'Alemagna di via Manzoni le tartine hanno misure da “Versailles e Tuileries”, la Standa è un punto di riferimento per i consumatori milanesi, il juke-box è arredo fisso dei bar e alla Tv Milva canta nel Milva Club. Il giallo in sé è gradevole, anche se si dipana in modo un po' prevedibile, e per certi aspetti sente parecchio gli anni (un omosessuale viene indicato come “invertito” e “anomalo”). Di Scerbanenco finora avevo letto solo qualche raccontino, ma questo romanzo mi invoglia a proseguire la quadrilogia di Duca Lamberti. Da segnalare il breve scritto autobiografico in chiusura, in cui l’autore riflette sulla propria identità (nato in Ucraina ma cresciuto e formatosi in Italia, parlava romanesco e, malgrado il cognome “russo”, rivendicava con orgoglio il proprio essere italiano) e sul mestiere di scrittore. 4/5

Il colibrì - Sandro Veronesi

Storia di Marco Carrera, dall'infanzia alla morte; una vita particolare che procede e cambia non in modo lineare ma a balzi e la sua capacità di adattarsi a questi improvvisi stravolgimenti (resilienza?) per cercare di mantenere la rotta. Lo stile all'inizio mi ha lasciata perplessa, poi mi ha affascinata. Bellissimo