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Libri Moderni

Wharton, Edith

La casa della gioia

Abstract: New York, primi del Novecento. Come è possibile per una ragazza bella e intelligente, mantenere la propria integrità morale nei salotti più eleganti della città? E' la difficile scelta che dovrà fare Lily Bart fino alla completa rovina. Tra feste, gite in campagna, bridge, spettacoli teatrali, pretendenti dalle grandi possibilità e giovani brillanti di mezzi limitati, la narrazione delinea a poco a poco un grande affresco della società americana degli inizi del secolo, nello scontro tra le vecchie famiglie aristocratiche e i nuovi ricchi.


Titolo e contributi: La casa della gioia / Edith Wharton ; prefazione di Benedetta Bini ; [traduzione di Clara Lavagetti Sforni]. - 4. ed

Pubblicazione: ROMA : EDITORI RIUNITI, 2000

Descrizione fisica: XX, 388 p. ; 21 cm

ISBN: 88-359-4940-8

Data:2000

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Nota:
  • Trad. di: The house of mirth

Nomi:

Classi: 823 LETTERATURA. Letteratura inglese. Narrativa (14)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2000

Sono presenti 6 copie, di cui 0 in prestito.

Biblioteca Collocazione Inventario Stato Prestabilità Rientra
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Lily Barth è stata educata a credere che la ricchezza e la posizione sociale siano sufficienti a rendere la vita sopportabile. Lily, di quando in quando, avverte la povertà emotiva e l’assenza d’amore della sua esistenza, desiderando fuggirne, ma non prende mai le distanze in modo inequivocabile. La Wharton ha creato un personaggio che non possiede né la forza né la destrezza necessarie per infrangere le convenzioni sociali; l’“alta società” non è semplicemente artificiosa, affettata e chiusa; è capace anche di ricorrere al complotto, alla falsità, all’oppressione morale e alla più rapace disonestà. Lily viene abbandonata dai suoi amici più cari; in un batter d’occhio questi si rivoltano contro di lei relegandola all’oscura esistenza dell’individuo socialmente inaccettabile. La parabola esistenziale della protagonista ricorda quella di tante eroine negative dei romanzi ottocenteschi o della storia del melodramma. Opera di lettura non scorrevole, talora ridondante e spesso appesantita dal continuo ricorso alle metafore.

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