Mille splendidi soli
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Materiale linguistico moderno

Hosseini, Khaled

Mille splendidi soli

Abstract: Dopo 96 settimane in classifica e dopo un milione di copie vendute in Italia con Il cacciatore di aquiloni, Khaled Hosseini torna con un romanzo delicato, avvincente e profondo che lo consacra come uno dei massimi scrittori contemporanei. Animato dalla stessa straordinaria forza narrativa che ha fatto de Il cacciatore di aquiloni un classico amato in tutto il mondo, Mille splendidi soli è a un tempo un'incredibile cronaca della storia dell'Afghanistan degli ultimi trent'anni e una commovente storia di famiglia, di amicizia, di fede, e della salvezza che possiamo trovare nell'amore. Nate a distanza di una generazione, e con idee molto diverse, Mariam e Laila sono due donne che la guerra e la morte hanno costretto a condividere un destino comune. Mentre affrontano i pericoli che le circondano - sia nella loro casa che per le strade di Kabul - Mariam e Laila danno vita a un rapporto che le rende sorelle e che alla fine cambierà il corso delle loro vite e di quelle dei loro discendenti. Con grandissima sensibilità e padronanza del racconto, Hosseini mostra come l'amore di una donna per la sua famiglia possa spingerla a gesti inauditi e a eroici sacrifici, e come alla fine sia l'amore, o persino il ricordo dell'amore, Tunica via per sopravvivere. Mille splendidi soli è la storia di una stagione indimenticabile, di un'amicizia e di un amore indistruttibili.


Titolo e contributi: Mille splendidi soli / Khaled Hosseini ; traduzione di Isabella Vaj

Pubblicazione: Casale Monferrato : Piemme, c2007

Descrizione fisica: 432 p. ; 22 cm

ISBN: 978-88-384-8703-3

EAN: 9788838487033

Data:2007

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Altri titoli:
  • A thousand splendid suns
Nota:
  • Tit. orig.: A thousand splendid suns

Nomi:

Classi: 823 LETTERATURA. Letteratura inglese. Narrativa (14)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2007

Sono presenti 77 copie, di cui 48 in prestito.

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Ultime recensioni inserite

E' indubbiamente una bella storia!. Avevo acquistato questo libro appena uscito, ma l'ho letto solamente ora perchè per tutto questo tempo "dovevo sentirmi" di leggerlo. Dunque l'ho letto un po' prevenuta, ma soprattutto indignata perchè la donna, in quel mondo, è considerata meno di niente e subisce violenze gratuite di tutti i tipi.
Appena finito, l'ho donato alla biblioteca e, dato il tema crudo, crudele e triste, ho subito cercato una storia più leggera che mi deviasse da quella pesantezza che avevo in testa. Infine, mi è piaciuto di più il 'Cacciatore di aquiloni' .

Bello ma nello stesso tempo assurdo e terribile che nell'epoca in cui viviamo ciò possa esistere ancora.
Decisamente un libro che fa riflettere!! Dovrebbero leggerlo donne/ragazze superficiali, annoiate, frivole, vuote e senza valori!
Sicuramente la loro vita cambierà e non potrà che fagli bene!!

Un bellissimo libro, scritto davvero molto bene e che fa riflettere...... ogni capitolo è ricco di emozioni e sentimenti... ho letto molti libri di questo genere ma questo mi ha colpito davvero molto, tanto da farmi immedesimare nel racconto e farmi anche commuovere.....

questo libro è un capolavoro!non solo fa riflettere sulla condizione della donna in questi paesi ma la storia ti coinvolge e ti commuove come pochi libri che ho letto sono riusciti a fare,tanto che ho passato ore a leggere,anche fino a notte fonda perchè non riuscivo a smettere.
lettura straconsigliata a chiunque

Un bel libro che vale la pena leggere. Credo sia ancora piu' importante fermarsi a pensare alla condizione di chi ha avuto la sfortuna di nascere in un paese martoriato da continue guerre e nel quale l'integralismo islamico ha soffocato quelle libertà che noi donne occidentali sono praticamente uno stile di vita.

Mentre lo leggi ti sembra irreale che le donne possano ancora vivere così. pensi che forse ti sei sbagliata e si svolga tanti anni fa. ma non è così! e ti chiedi come sia possibile.
Forse dopo aver letto questo libro potremo ascoltare e guardare con più attenzione le notizie che ci arrivano da questo paese sempre in lotta e riuscire a cogliere e vedere anche quelle cose più significative e reali che prima non riuscivamo a vedere.
Mirella

è un pugno nello stomaco..bellissimo,commovente e purtroppo reale... veramente da leggere

Sì, è la storia molto cruda della condizione femminile in Afghanistan negli ultimi venti anni. Ma è soprattutto una denuncia alla stupidità umana che tollera la guerra, l' integralismo, il maschilismo più abbietto. Anche se il romanzo lascia intravvedere una luce di speranza, queste "forze oscure" non sono sopite ed i recenti fatti di Gaza ne sono un esempio.
Da leggere per il piacere della lettura e per meditare, ma non sentiamoci responsabili di tutti i mali del mondo. In fondo, la storia ce lo insegna, l' evoluzione ha sempre un suo prezzo. O saranno loro a vincere???
 
 

La storia attuale dell'Afganisthan vissuta attraverso la vita di due forti donne. Vero, drammatico, commovente ma che lascia intravvedere una speranza di una vita migliore.
Il resto è già stato detto.
Assolutamente da leggere, per capire, commuoversi e indignarsi.
 

Tutto quello che c'era da dire mi sembrea sia già stato detto, bellissimo libro, reale e contemporaneo, fa riflettere su quali sono i veri valori da considerare, a noi nati nell'era del consumismo, dell'egoismo e dell'ipocrisia.Da rileggere. 

COncordo con quanto già scritto dagli altri lettori:un libro da rileggere nel futuro. Fatto bene anche il film

Come tutti coloro che conosco, frequento, con cui mi relaziono quotidianamente, vivo nella nostra bella e florida Italia, preda degli affanni comuni piu’ o meno a tutti. La disoccupazione, l’avvento dell’euro che ha tolto potere d’acquisto ai nostri stipendi, la vita sempre  piu’ cara, la malasanita’, i trasporti pubblici che non funzionano a dovere, etc…Poi accendiamo la TV e i notiziari trasmettono notizie raccapriccianti: la borsa che crolla, forse i nostri denari piu’ o meno faticosamente, piu’ o meno onestamente, accantonati e investiti in questo o in quel titolo, potrebbero essere andati in fumo; la nazionale di calcio ha perso il suo bomber per un infortunio; qualche giovane di belle speranze per meglio apparire e’ rimasto vittima della chirurgia estetica;  automobilista spericolato alla guida della sua macchinona che costa come un appartamento  falcia vecchino sulle strisce pedonali; il ministro della pubblica istruzione suggerisce l’introduzione del voto in condotta; e via di queste atrocita’.Fin quando un bel giorno ti capita tra le mani un libro, uno di quelli famosi, gratificato dalla critica e dal successo di pubblico. E lo leggi. E scopri che l’autore ne ha scritto anche un altro, sullo stesso tema. E leggi anche quello.E ti accorgi che l’Afghanistan e’ oggi. L’Afghanistan non e’ 2 o 3 secoli fa.L’Afghanistan e’ a poche ore di volo. Non su un altro pianeta.Che in Afghanistan la gente continua a morire. Di fame, di sete, di fuoco.E ti dici: ma devono veramente averla fatta grossa gli afghani per essere sottoposti a questo flagello da vent’anni! E ti sorprendi: non ricordavi piu’ ci fosse una guerra in Afghanistan… Credevi fosse finista. Al telegiornale, tra una dieta per combattere l’obesita’  e le ultime eclatanti notizie sulle indagini circa il  complotto ai danni di Lady Diana, “scappa” una notizia su un ennesimo bombardamento in Afghanistan: sono morti 10, o forse 20 soldati francesi. Forse abbattuti dal fuoco amico. Terribile. La comunita’ internazionale e’ sconvolta. In Francia e’ lutto nazionale. Pero’ nello stesso bombardamento sono morti un centinaio di civili afghani.I primi erano soldati. Correvano un rischio professionale. Gli altri erano civili nel loro paese, che cercavano solo di sopravvivere dove nemmeno la natura e i fratelli sono clementi.  Ci mancava giusto il bombardamento.Mi accorgo scorrendo le righe di “Mille splendidi soli” di quanto sono stata sorda e cieca fino ad ora. Leggendo queste pagine si e’ alzato il sipario su una realta’ che non volevo, non potevo conoscere. Questo romanzo  cosi’ intimo e personale, cosi strettamente legato alle vicende delle protagoniste, apre uno spiraglio su quella che e’ una drammatica realta’ attuale. Contemporanea. Ignorata.E il merito di questo romanzo non sta nello stile gradevole in cui e’ scritto o nel ritmo avvincente della narrazione. Sta nel fatto che riesce a risvegliare le coscienze. Ci induce a guardare oltre il nostro campanile. Ci fa riflettere.  Ci fa capire che  su Kabul  non brillano  piu’ Mille Splendidi Soli da troppo tempo, e che tutti ne siamo colpevoli. L’ignoranza non e’ giustificazione.  Il silenzio e’ complicita’. Allora lo sguardo va oltre, e si pensa all’Iran, ai ragazzi frustati perche’ ascoltano canzonette moderne, ai pasdaran che picchiano le donne truccate;  si pensa al Darfour, all’Iraq,  a tutte le guerre e le miserie dimenticate.   Alle tremende ferite che lasciano anche quando sono finite. Cos’e’ successo dopo la caduta dell’Unione Sovietica? Pensiamo ai gasdotti e alle battaglie combattute per il potere su questo e quel pezzo di territorio. Ma la gente, le persone, gli ex sovietici. Che ne e’ stato di loro?  Un moldavo potrebbe raccontare come – dall’oggi al domani – ci si possa svegliare e scoprire che il bancomat non eroga piu’ soldi. E non sapere piu’ come comprare latte per i propri bambini. E di latte non se ne trova, neanche a volerlo rubare. E come allora un giorno si prenda un treno e si parta  per l’ovest, dove il latte c’e’, forse anche un lavoro, forse una speranza… Ma li’ non ti ci vogliono. Non conosci la lingua. Non hai un permesso, una casa, un “certificato di idoneita’ abitativa”, senza il quale se anche il lavoro c’e’ non te lo danno. E tutto questo per l’egoismo di chi deve preoccuparsi di perdere  tutti i chili accumulati per il troppo benessere, per l’ignoranza di quelli che non possono, o non vogliono sapere che queste situazioni esistono. Per tutti quelli che – come me – fino a qualche giorno fa non hanno mai voluto ascoltare e guardare. E sapere. E che – grazie alla lettura di un libro – uno solo  basta. Finalmente si svegliano e acquisiscono almeno un minimo di coscienza e, forse, cominciano a capire cosa sia la compassione e la comprensione. E magari anche quel po’ di carita’ che dovrebbe spingere a fare qualcosa di costruttivo. Fosse anche sono non prendere a calci il pakistano che cerca di venderci cianfrusaglie.

Per capire l'Afghanistan, con l'occhio delle donne. Commuovente da lasciare il segno.

Mariam, ragazzina figlia illegittima di un uomo proprietario di cinema afgano che aspetta con ansia le visite tel padre che si tengono ogni giovedì.Laila invece è nata a Kabul, da due amorevoli genitori. Cresce in compagnia dell'amico Tariq, bambino del quartiere che ha perso una gamba su una ina antiuomo.Mariam e Laila sono personaggi molto diversi, ma la guerra le farà incontrare per creare una storia indimenticabile.Molto bello, ancora più bello del "Cacciatore di Aquiloni".

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