Rosemary's baby
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Materiale linguistico moderno

Levin, Ira

Rosemary's baby

Abstract: La storia di una giovane donna, del marito, dei misteriosi rapporti con i vicini di casa, del figlio (figlio del diavolo in persona); il tutto ambientato in un antico palazzo di New York. Il romanzo ha ispirato un celebre film di Roman Polanski. quale verranno affidate le indagini. Poirot, in effetti, risolverà il caso, non prima, però, di essersi imbattuto in una sensazionale sorpresa.


Titolo e contributi: Rosemary's baby / Ira Levin ; traduzione di Attilio Veraldi. - 1. ed. - Milano : A

Pubblicazione: MILANO : MONDADORI, 1993

Descrizione fisica: 184 p. ; 20 cm

Serie: OSCAR. BESTSELLERS

ISBN: 88-04-37778-X

Data:1993

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Nota:
  • 362). - Trad. di: Rosemary's baby

Nomi:

Soggetti:

Classi: 823 LETTERATURA. Letteratura inglese. Narrativa (14)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 1993

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Originariamente pubblicato nel 1967, Rosemary's Baby è considerato un opera seminale nel genere horror. I coniugi Guy e Rosemary Woodhouse si trasferiscono nel condominio Bramford, in passato domicilio di un satanista nonchè di una coppia di sorelle con l'hobby del cannibalismo. I Woodhouse si ritrovano come vicini di casa i Castevet, una coppia di anziani ficcanaso; Rosemary ne è un po' imbarazzata, ma Guy comincia a frequentarli assiduamente. All'improvviso la stentata carriera di Guy come attore decolla, al punto che decide di mettere in cantiere un figlio con Rosemary. Lei rimane sorpresa dal repentino entusiasmo del marito, ma accetta di fare la sua parte, e rimane incinta. L'incubo è cominciato: Rosemary, già in rotta con la propria famiglia per aver sposato un protestante, viene progressivamente isolata; persino il suo ginecologo appartiene alla cerchia dei Castevet. Cosa si nasconde dietro le loro attenzioni morbose?

A distanza di oltre cinquant'anni, il sottotesto di emancipazione domestica di Rosemary non perde di mordente. Lo stile di scrittura è asciutto e senza fronzoli, e richiama il tranquillo terrore suburbano di Shirley Jackson. Il travolgente successo di pubblico di Rosemary's Baby, adattato da R. Polanski per il grande schermo nel 1968, avrebbe poi aperto la strada al filone horror degli anni '70, rappresentato tra gli altri da L'esorcista, di W. Blatty (1971) e Carrie, di S. King (1974).

Un horror non certo agghiacciante, ma ben costruito. 4 su 5.

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