Al primo piano della nostra biblioteca potrete trovare un'apposita sezione permanente dedicata all'educazione alla legalità, sezione che raccoglie materiale di storia della criminalità organizzata, studi su chi ha lottato attivamente contro quest'ultima, opere che trattano il delicato tema del terrorismo in Italia e che raccontano il tuttora attuale tema della violenza di genere.

La sezione è stata dedicata dal Comune di Cormano alla memoria di Alessandra Congedi, testimone di legalità.

Qui sotto potete vedere i vari documenti che la compongono:

Trovati 299 documenti.

Modelli criminali
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Materiale linguistico moderno

Pignatone, Giuseppe - Prestipino, Michele

Modelli criminali : mafie di ieri e di oggi / Giuseppe Pignatone, Michele Prestipino

Bari : Laterza, 2019

I Robinson. Letture

Abstract: Giuseppe Pignatone e Michele Prestipino ci svelano le caratteristiche e le trasformazioni delle organizzazioni mafiose di cui si sono occupati nella loro lunghissima esperienza da Palermo a Reggio Calabria, fino alle più recenti inchieste che hanno coinvolto la capitale. Il libro analizza il dna della mafia siciliana e di quella calabrese: la struttura organizzativa su cui entrambe si fondano, la 'famiglia' in cui si entra mediante cerimonie solenni e, infine, il sistema di relazioni che le collegano a soggetti esterni. Un'ampia parte - aggiornatissima alle ultime decisioni dei giudici romani - è dedicata alla presenza della mafia nel Lazio e nella capitale. Dalle vicende romane si prende spunto per affrontare un aspetto oggi centrale nelle pratiche mafiose: l'utilizzo sistematico dei metodi corruttivi e collusivi, senza mai dimenticare che mafia e corruzione sono due cose diverse. Infine gli autori prendono in esame gli scenari più recenti e di frontiera della criminalità economica, particolarmente preoccupanti perché l'espansione delle mafie e la penetrazione dei capitali illeciti nell'economia legale mettono in pericolo le basi stesse della vita democratica.

Milanesi brava gente
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Liuzzi, Matteo - Bertelli, Tommaso

Milanesi brava gente : storie di nera a Milano (1946-1976) / Matteo Liuzzi, Tommaso Bertelli

[S.l.] : Milieu, 2018

Banditi senza tempo ; 19

Abstract: Questo libro parla del nero e anche del grigio di un'onnipoli, la città dove c'è tutto, qual è Milano. Piero Colaprico Fatti di cronaca nera lontani nel tempo, chiaroscuri di una Milano trascorsa rimasti solo nel ticchettio di verbali di polizia, chiacchiere da bar rivivono in questo libro, preciso, divertente, umanissimo.

Un morto ogni tanto
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Borrometi, Paolo

Un morto ogni tanto : la mia battaglia contro la mafia invisibile / Paolo Borrometi

Milano : Solferino, 2018

Saggi

Abstract: «Ogni tanto un murticeddu, vedi che serve! Per dare una calmata a tutti!» Nelle intercettazioni l'ordine è chiaro: Cosa Nostra chiede di uccidere il giornalista che indaga sui suoi affari. Ma questo non ferma Paolo Borrometi, che sul suo sito indipendente La Spia.it denuncia ormai da anni gli intrecci tra mafia e politica e gli affari sporchi che fioriscono all'ombra di quelli legali. Dallo sfruttamento e dalla violenza che si nascondono dietro la filiera del pomodorino Pachino Igp alla compravendita di voti, dal traffico di armi e droga alle guerre tra i clan per il controllo del territorio. Le inchieste raccontate in questo libro compongono il quadro chiaro e allarmante di una mafia sempre sottovalutata, quella della Sicilia sud-orientale. Il tutto filtrato dallo sguardo, coraggioso e consapevole, di un giornalista in prima linea, costretto a una vita sotto scorta: alla prima aggressione, che lo ha lasciato menomato, sono seguite intimidazioni, minacce, il furto di documenti importantissimi per il suo lavoro, sino alla recente scoperta di un attentato che avrebbe dovuto far saltare in aria lui e la sua scorta. I nemici dello Stato contano sul silenzio per assicurarsi l'impunità, e sono disposti a tutto per mettere a tacere chi rompe quel silenzio. Il primo libro di Paolo Borrometi è una denuncia senz'appello su un fenomeno ritenuto in declino e in realtà più pervasivo di sempre, da combattere anzitutto attraverso la conoscenza del nemico. Perché il potere della mafia, come diceva Paolo Borsellino, è anche un fenomeno sociale, fatto di atteggiamenti e mentalità passive contro cui l'unico antidoto è l'esempio della resistenza e della lotta

12 dicembre 1969
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Materiale linguistico moderno

DONDI, Mirco

12 dicembre 1969 / Mirco Dondi

Bari ; Roma : Laterza, 2018

I Robinson. Letture

Abstract: Una fredda giornata di dicembre, un giorno come un altro. Affari da sbrigare. Cambiali da pagare. Bancarelle. Compere da fare prima di un Natale ormai imminente. Niente di speciale. Poi, improvvisamente, una bomba. E tutto cambia. Segna un prima e un dopo, a Milano e in tutta Italia. Un prima che rigetta la violenza come strumento della lotta politica, un dopo in cui la violenza ne diventa l'arma, tanto da far temere un possibile colpo di Stato. Alcuni protagonisti di questa vicenda hanno nomi scolpiti nel nostro immaginario: il commissario Luigi Calabresi, il questore Marcello Guida, il ballerino Pietro Valpreda, il ferroviere Giuseppe Pinelli. Poi ci sono gli altri, per lungo tempo ignoti, quelli che lavorano sotto traccia manipolando le informazioni, occultando le prove e insabbiando le indagini. Senza contare i misteriosi 'suicidi', che come un contagio travolgeranno alcuni uomini coinvolti nella vicenda. Una ricostruzione serrata del 'giorno della strage' con uno sguardo incrociato sulle vittime, gli esecutori, i servizi segreti e i politici.

Storia segreta della 'ndrangheta
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Materiale linguistico moderno

Gratteri, Nicola - Nicaso, Antonio

Storia segreta della 'ndrangheta : una lunga e oscura vicenda di sangue e potere : (1860-2018) / Nicola Gratteri, Antonio Nicaso

Milano : Mondadori, 2018

Le scie

Abstract: Se un tempo i suoi affiliati andavano a dorso di mulo, rubavano polli e vacche, e l'unica risorsa di cui disponevano era la violenza, oggi la 'ndrangheta è l'organizzazione criminale più ricca e più potente al mondo, con un fatturato annuo di diverse decine di miliardi di euro, in gran parte provenienti dal traffico internazionale di cocaina. Grazie alla sua enorme capacità di stringere relazioni con il potere, si è infatti radicata in quasi tutti i continenti e ha assunto una dimensione «globale», in un singolare connubio di tradizione e adattabilità, forza d'urto e mediazione, logiche tribali e cointeressenze politico-finanziarie. Ma è anche, incredibilmente, l'organizzazione mafiosa meno conosciuta, tanto che non molti anni fa, prima della strage di Duisburg in Germania (2007), era ancora considerata una versione casereccia e «stracciona» di Cosa nostra. Eppure la 'ndrangheta ha una storia antica, che affonda le radici nella Calabria ottocentesca e nei suoi difficili, talora drammatici rapporti con il nuovo Stato italiano, ha attraversato indenne due guerre mondiali, il fascismo e la liberazione, grazie anche alle colpevoli omissioni e sottovalutazioni della classe dirigente e della magistratura, e si è sviluppata e rafforzata, cambiando pelle e diversificando la propria attività criminale, nella Prima e nella Seconda Repubblica, grazie alla debolezza della politica, delle istituzioni e dell'economia che con essa hanno scelto di convivere. Spazzando via molti luoghi comuni e alla luce di una ricca mole di documenti e carte processuali, Nicola Gratteri, un magistrato che da trent'anni è in prima linea nella lotta contro la mafia calabrese, e Antonio Nicaso, scrittore e docente universitario che da trent'anni anni la studia e la analizza in ogni suo aspetto, ricostruiscono in dettaglio tutte le fasi evolutive della 'ndrangheta e raccontano come, lungo un'ininterrotta e feroce sequenza di delitti e omicidi, di violenze e sopraffazione, si è trasformata da cosca regionale eversiva e parassitaria in sistema di potere e di governo del territorio, che sta infiltrando e inquinando pericolosamente la politica e l'economia nazionale e internazionale. Con questo libro che è, insieme, un grido d'allarme e una dichiarazione di guerra, Gratteri e Nicaso intendono farci capire quanto necessario sia combattere con ogni mezzo questo «mostruoso animale giurassico che non si estingue, perché sono ancora in tanti a proteggerlo, a tutelarlo e a legittimarlo», e spezzare quell'oscuro grumo di potere che continua ad alimentarlo.

La corruzione spiegata ai ragazzi che hanno a cuore il futuro del loro paese
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Materiale linguistico moderno

CANTONE, Raffaele - CARINGELLA, Francesco

La corruzione spiegata ai ragazzi che hanno a cuore il futuro del loro paese / Raffaele Cantone, Francesco Caringella

Milano : Mondadori, 2018

Abstract: Il tema "corruzione", cavallo di battaglia di Raffaele Cantone (presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione) e Francesco Caringella, (Presidente di sezione del Consiglio di Stato) è fondamentale per un paese come il nostro, dove i danni che ne conseguono sono gravissimi e palesi. Ma non è, e non deve essere, un tema riservato agli esperti, agli intellettuali, alla sola società civile. Di corruzione è importante parlare a tutti i livelli, partendo dalle scuole, dove c'è molto da fare per insegnare ai ragazzi che si può e si deve vivere senza lasciarsi tentare dalle sirene del facile guadagno, senza imboccare scorciatoie, con rigore, correttezza, rettitudine. Perché se così fosse, tutti vivremmo meglio. Il libro, quindi, sarà rivolto ai ragazzi delle scuole medie e superiori, perché possano entrare in un mondo difficile con le idee più chiare, con le giuste conoscenze, il senso critico e l'apertura mentale che aiutano a scegliere; ma anche al pubblico di lettori adulti che sono interessati a tematiche di questo genere, ma talvolta sentono di non avere le basi e la formazione necessarie ad affrontare testi più specifici. Perché la corruzione si sconfigge (anche) con la conoscenza.

I diari di Falcone
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Materiale linguistico moderno

Montolli, Edoardo

I diari di Falcone / Edoardo Montolli

Milano : Chiarelettere, 2018

Principioattivo

Abstract: Le agende di Giovanni Falcone entrarono e uscirono velocemente nella vicenda della strage di Capaci. A distanza di molti anni, dopo processi, depistaggi, falsi testimoni, morti sospette, e diversi interrogativi irrisolti, questo libro recupera materiali rivelatori che sono stati trascurati nelle inchieste della magistratura e che invece aiutano a capire che cosa è successo quel 23 maggio 1992. E perché. Le agende personali fanno paura: quella di Borsellino è scomparsa e quelle di Falcone, esaminate dai periti Gioacchino Genchi e Luciano Petrini (morto troppo presto), nonostante strane interruzioni, pongono domande decisive: sugli incontri del giudice con funzionari russi per indagare sui finanziamenti clandestini del Pcus; su come sia stato possibile che la mafi a sapesse il giorno e la data del suo viaggio a Palermo; sul suo misterioso viaggio a Washington; su dove sia stato tra il 28 aprile e il primo maggio prima dell’attentato; e molte altre ancora. In questa meticolosa inchiesta, l’autore mette in relazione fatti, testimonianze, appunti personali, e traccia un quadro inedito che apre nuovi scenari sulla morte del giudice, dimostrando come essa vada inserita all’interno di una più generale strategia di destabilizzazione che ha interessato il nostro paese alla fine della Prima repubblica.

Isola assassina
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BONINI, Carlo

Isola assassina : la sfida di Daphne al cuore corrotto dell'Europa / Carlo Bonini

Milano : Feltrinelli, 2018

Serie bianca

Abstract: Daphne Caruana Galizia è morta il 16 ottobre 2017 a Bidnija, a nord di Malta, uccisa da una bomba collocata nell'auto che guidava, una Peugeot 108. Aveva cinquantatré anni, un marito e tre figli. Era una giornalista famosa ed era stata premiata con il Pulitzer per le sue inchieste sul riciclaggio e sull'evasione fiscale internazionali, che hanno legato l'isola ai Panama Papers. È stata lei la prima a rivelare il coinvolgimento in quello scandalo del ministro Konrad Mizzi e di Keith Schembri, capo di gabinetto del primo ministro laburista Joseph Muscat. Non è ancora noto il nome di chi ha ordinato l'omicidio di Daphne. Ma la sua storia getta luce su una verità fino a oggi ignorata, una verità che l'Europa fin qui ha preferito non vedere. Forse perché Malta è "lo Stato nel Mediterraneo che fa da base pirata per l'evasione fiscale nell'Unione Europea", come ha scritto la giornalista nei suoi MaltaFiles. Poco più grande dell'Isola d'Elba, Malta ha iscritto nei registri della Camera di commercio locale 53.247 società e 581 fondi d'investimento, drenando all'economia dell'Unione Europea 8,2 miliardi di euro negli ultimi dieci anni. Carlo Bonini si mette sulle tracce delle indagini di Daphne per riprendere le fila della coraggiosa inchiesta internazionale di cui ha fatto parte, il "Daphne Project", che ha rivelato il centro di un inquietante sistema di elusione fiscale, corruzione e crimine organizzato. E nella ricostruzione della storia tragica di una grande giornalista mostra che il cuore corrotto dell'Europa si trova nella sua periferia, e riguarda tutta l'Unione. La storia di Daphne e la storia di Malta ci riguardano.

Amok
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Materiale linguistico moderno

Lucarelli, Carlo - Picozzi, Massimo

Amok : le stragi dell'odio / Carlo Lucarelli, Massimo Picozzi

Milano : Mondadori, 2018

Strade blu

Abstract: La sera del 1º ottobre 2017, dalla finestra di un albergo di Las Vegas, Stephen Paddock apre il fuoco sulla folla che assiste a un concerto di musica country, uccidendo cinquantotto persone e ferendone più di cinquecento. È il più terribile omicidio di massa commesso da un solo uomo nella storia degli Stati Uniti. Quelli come Paddock li chiamano rampage killers, dove rampage sta per «furia improvvisa, esplosione di odio letale». Sono assassini che uccidono più persone insieme, spesso in luoghi pubblici, sul posto di lavoro, nelle scuole, e in un singolo tragico evento, in preda a una follia omicida che trascina con sé la vita di vittime innocenti. La stessa violenza cieca raccontata dai primi esploratori del Sudest Asiatico, quando nelle loro cronache descrivevano i casi di giovani indemoniati che all'improvviso, e senza apparente ragione, iniziavano a correre e a gridare «Amok! Amok! Amok!», tentando di ammazzare tutti coloro che incontravano, amici, parenti 0 animali che fossero. Oggi, però, dietro quel che sembra il gesto di uno squilibrato si celano spesso deliranti motivazioni di natura religiosa, politica, razziale. E il filo conduttore è sempre uno: l'odio contro qualcuno o qualcosa. Un odio che lentamente cresce, di volta in volta si alimenta dei pregiudizi legati al sesso, all'etnia, alla lingua, alla nazionalità, all'aspetto fisico, alla religione, all'identità di genere, e d'improvviso erompe, dando origine alla carneficina. Alternando i profili e le storie dei killer protagonisti di delitti efferati all'analisi dei meccanismi psicologici, culturali e sociali che ne hanno condizionato il comportamento, Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi in queste pagine allargano via via il loro campo d'indagine sul crimine e, dai massacri nelle università ai femminicidi, dagli attacchi kamikaze agli episodi di cyberbullismo, dagli attentati omofobi alle aggressioni a sfondo razzista, tracciano i contorni delle nuove stragi dell'odio.

Padre Pino Puglisi
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Materiale linguistico moderno

Scaglione, Fulvio

Padre Pino Puglisi : martire di mafia per la prima volta raccontato dai familiari / Fulvio Scaglione ; prefazione di Corrado Lorefice ; postfazione di Maurizio Artale

Cinisello Balsamo : San Paolo, 2018

Tempi e figure

Abstract: Un racconto accompagnato da decine di fotografi e inedite, un passo verso il cuore del sacerdote che perse la vita per offrire una speranza alla gente di Brancaccio. La sera del 15 settembre 1993 padre Pino Puglisi, parroco del quartiere palermitano di Brancaccio, fu ucciso dai killer della mafia. Perché si volle colpire quel sacerdote mite ma deciso, affezionato alla sua gente e mai disponibile a deviare dalla strada del Vangelo? Chi era questo martire che nel 2013 è stato elevato agli onori degli altari e proclamato Beato da papa Francesco? In questo libro, e per la prima volta, i familiari di padre Pino ne tracciano un ritratto sorprendente che parte dalla giovinezza, dalla vocazione, dall'impegno con i ragazzi. Ma anche dal rapporto con la madre e i fratelli, dalla delicata funzione di supporto ai nipoti. In queste pagine la partecipazione alle cause sociali, i primi scontri con la violenza e le faide, si accostano alle feste e agli scherzi in famiglia. E ancora: il rapporto dialettico con le istituzioni, la fondazione del Centro di Accoglienza Padre Nostro e la fi ne violenta, sono riletti accanto agli ultimi giorni trascorsi meditando nella casa del fratello. Riga dopo riga riscopriamo padre Pino Puglisi, guardandolo da una prospettiva che non era ancora stata raccontata.

La maestra e la camorrista
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Materiale linguistico moderno

Fubini, Federico

La maestra e la camorrista : perché in Italia resti quello che nasci / Federico Fubini

Milano : Mondadori, 2018

Strade blu

Abstract: Tre forze silenziose dominano oggi la società italiana: la ricchezza patrimoniale di milioni di famiglie, la povertà demografica di un Paese nel quale le nascite di nuovi bambini sono sempre più rare (mentre i giovani emigrano) e la fragilità culturale evidente in una proporzione di laureati e diplomati fra le più basse dell'Occidente. Il modo in cui queste forze si combineranno fra loro è destinato a decidere del nostro futuro. L'Italia di oggi è un Paese pietrificato, dove la mobilità sociale è bloccata e i discendenti di chi in passato ha costruito grandi fortune sono ancora al vertice, mentre i pronipoti delle classi popolari di un tempo sono sempre fermi sui gradini più bassi. È quanto emerge da uno studio di due ricercatori della Banca d'Italia che, confrontando la Firenze attuale con quella quattrocentesca dei Medici, hanno fatto la clamorosa e desolante scoperta che le famiglie più ricche e quelle più povere sono rimaste le stesse di sei secoli e venti generazioni fa. Per capire come mai un Paese a democrazia matura e welfare avanzato come il nostro presenti una tale rigidità sociale, Federico Fubini ha condotto una serie di test, soprattutto su bambini e ragazzi in età scolare, per verificare quali sono i maggiori ostacoli che impediscono ai più svantaggiati di cambiare la propria condizione d'origine. Per esempio, quanta fiducia in se stessi, nella loro intelligenza, nel futuro e nel prossimo hanno gli allievi di un prestigioso liceo classico milanese e di un collegio universitario esclusivo del Nord, e quelli di un istituto professionale di Mondragone (Caserta), uno di quell'1,5% di comuni italiani in cui si guadagna di meno e dove si registra un alto tasso di criminalità? O, nel quartiere più giovane di Napoli, infestato dalla camorra, fra bambini appartenenti a famiglie che vivono nella legalità, e figli di genitori che vivono fuori o ai margini della legalità? La risposta è sempre impietosamente la stessa e conferma l'influenza decisiva dell'ambiente nel tracciare, fin dalla più tenera età, il successivo percorso di vita: «Già a cinque anni l'attitudine a fidarsi, investire, interagire nel proprio interesse, era molto diversa in base al luogo di nascita». A partire da questa consapevolezza, però, Fubini mostra che esistono non solo problemi radicati nella storia, ma anche soluzioni pratiche. Se l'Italia stenta a riprendersi dalla crisi economica, afflitta com'è da un debito pubblico che lievita in modo inversamente proporzionale alla crescita, dal drammatico calo delle nascite, dai patrimoni dinastici e da «una povertà educativa sorprendente per una nazione con la nostra storia», l'immobilismo sociale è un'ulteriore, inaccettabile complicazione che penalizza e paralizza le nuove generazioni. Per risolverla, è necessario che la scuola porti il suo aiuto molto presto e con più efficacia, sapendo che un asilo d'infanzia «rende più di un bond». Perché è solo nei primi anni di vita che si può cambiare una mentalità e, quindi, un destino.

Il legno storto della giustizia
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Materiale linguistico moderno

COLOMBO, Gherardo - Zagrebelsky, Gustavo

Il legno storto della giustizia / Gherardo Colombo, Gustavo Zagrebelsky

Milano : Garzanti, 2017

Saggi

Abstract: La corruzione è una piaga che infetta gran parte della vita sociale e politica del nostro paese, in misura non solo eticamente inaccettabile ma anche economicamente insostenibile. Proprio all'Italia sembra infatti spettare un non onorevole posto tra le nazioni più corrotte al mondo: ovunque si formino aggregati di potere, lì alligna il rischio del malaffare. Prendendo le mosse da questi presupposti drammatici che troppo spesso consideriamo immutabili e ai quali sembriamo quasi assuefatti, Gherardo Colombo e Gustavo Zagrebelsky si confrontano con schiettezza e reciproco rispetto discutendo da punti di vista diversi e complementari il senso ultimo del nostro vivere in comunità. Con la consapevolezza che la democrazia può rappresentare un ambiente favorevole alla diffusione della corruzione e scavando nella nostra natura e nel desiderio tipicamente umano di raggiungere fama, potere e ricchezza anche a costo di sopraffare il prossimo, i due autori discutono di letteratura e filosofia del diritto, spaziano dalla storia all'attualità più recente, in un dialogo che sarà motivo di riflessione per quanti ancora credono nell'onestà, nella correttezza e nei principi della nostra Costituzione.

Fiumi d'oro
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Materiale linguistico moderno

Gratteri, Nicola - Nicaso, Antonio

Fiumi d'oro : come la 'ndrangheta investe i soldi della cocaina nell'economia legale / Nicola Gratteri, Antonio Nicaso

Milano : Mondadori, 2017

Strade blu

Abstract: 10 luglio 1973: viene rapito a Roma John Paul Getty III, sedici anni, nipote del petroliere Jean Paul Getty, uno degli uomini più ricchi al mondo. Il nonno pensa a uno scherzo per spillargli dei soldi. Dopo tre mesi di inutili trattative, i sequestratori inviano al «Messaggero» una busta con un pezzo dell'orecchio del ragazzo. Il 15 dicembre John Paul viene liberato: sono stati pagati circa 2 miliardi di lire. La notizia rimbalza sui giornali di tutto il mondo ed è così che l'organizzazione mafiosa dal nome impronunciabile, 'ndrangheta, che sta facendo dei rapimenti un affare miliardario, comincia a essere conosciuta anche all'estero. Con i soldi sporchi dei sequestri vengono costruiti in Meridione interi quartieri, ma si comprano anche camion, autocarri, pale meccaniche, si creano imprese edili che partecipano alle gare per gli appalti pubblici. E soprattutto, una grossa parte di quel denaro viene investita prima nel contrabbando delle sigarette, poi nell'acquisto della droga, il vero, grande business delle mafie. L'enorme quantità di contante disponibile grazie agli «affari» richiede di essere lavata e riciclata. Come? In molti modi, e per favorirne la riconversione, gli uomini della 'ndrangheta cominciano a spostarsi al Centro e al Nord d'Italia, ma anche all'estero, in Nord Europa, in Sudamerica, in Australia, in Canada. Forti anche delle «carenze» normative di molti paesi, come appunto il Canada, che solo agli inizi degli anni Duemila fissa un limite nell'introduzione di denaro liquido. Si stima che la 'ndrangheta fatturi ogni anno circa 43 miliardi di euro, di cui almeno il 75 per cento viene reinvestito nell'economia legale. Quelli che scorrono sono veri e propri fiumi d'oro: la mafia calabrese li investe nell'edilizia, nel settore immobiliare, nel terziario, nell'eolico, nei rifiuti, ma anche nel turismo, nel lusso, e persino nei centri di accoglienza. E lo fa grazie a una miriade di alleanze strategiche con funzionari pubblici, bancari, avvocati, commercialisti, broker senza scrupoli. Perché la corruzione continua a essere l'ossatura del potere mafioso. Nell'era della tecnologia più avanzata, poi, le nuove leve della 'ndrangheta si scambiano informazioni grazie ai social e WhatsApp, e dal Canada spediscono in Italia BlackBerry con sofisticati software che impediscono le intercettazioni. Combattere contro il riciclaggio su scala planetaria diventa ogni giorno più faticoso: la differenza dei sistemi giuridici, la mancanza di reati associativi e la difficoltà di globalizzare l'azione di contrasto favoriscono tutte le mafie che, invece, riescono sempre più a collaborare a livello internazionale. Questo libro, però, ci insegna che non è impossibile farlo.

Dieci lezioni sulla giustizia per cittadini curiosi e perplessi
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Materiale linguistico moderno

CARINGELLA, Francesco

Dieci lezioni sulla giustizia per cittadini curiosi e perplessi / Francesco Caringella

Milano : Mondadori, 2017

Saggi

Abstract: È possibile che giudici che fanno lo stesso lavoro, hanno seguito gli stessi studi, hanno superato lo stesso concorso, applicano le stesse leggi, approdino, sugli stessi fatti e a fronte di identiche prove, a decisioni non solo diverse o molto diverse, ma del tutto antitetiche: assoluzione o condanna; libertà immediata o carcere a vita; inizio di una nuova esistenza o definitiva negazione di un futuro? Insomma, la giustizia è un orologio di precisione, come ci insegnano, o una macchina capricciosa, regolata dagli umori e dall'arbitrio? Dagli interrogativi che ogni sera l'anziana madre gli poneva alla fine della telefonata quotidiana, gli stessi che assillano milioni di cittadini di fronte ai frequenti paradossi della cronaca giudiziaria, Francesco Caringella - che indossa la toga da oltre venticinque anni - trae lo spunto per spiegare, con linguaggio semplice e taglio divulgativo, cos'è la «giustizia», quella amministrata ogni giorno nelle aule d'udienza in nome del popolo italiano. Lo fa in dieci brevi «lezioni» sui punti salienti dell'attività del giudicare e del rito processuale, cioè i mezzi con cui la società cerca, innanzitutto, di «rendere giustizia» alla vittima di un reato, oltre che di punire il colpevole. Ecco allora che prendono corpo, e trovano puntuale risposta, questioni cruciali come il tipo di verità che è lecito attendersi dalla sentenza di un tribunale e quali sono i maggiori ostacoli che ne insidiano l'accertamento. Quesiti ardui come quelli sulle doti tecniche e caratteriali che deve possedere l'uomo chiamato a decidere della vita di altri uomini o su quando un dubbio è ragionevole al punto da imporre al giudice, malgrado l'intima convinzione della colpevolezza dell'imputato, un verdetto di assoluzione. E, infine, domande scottanti su quale giustizia sia quella che richiede tempi superiori alla capacità d'attesa degli interessati e, talvolta, della loro stessa esistenza; se sia accettabile che il reato si prescriva quando invece le lacrime dei parenti delle vittime sono destinate a scorrere per sempre, o se sia giusto che, nel vuoto legislativo, il giudice si arroghi il potere di decidere anche sulla vita e sulla morte dei suoi simili. Se, come afferma Caringella, ogni cittadino dovrebbe poter capire i meccanismi della giustizia e il significato delle decisioni prese da pochi nell'interesse di tutti, queste pagine costituiscono un concreto contributo perché ciò, finalmente, avvenga.

Guardare la mafia negli occhi
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Materiale linguistico moderno

Minari, Elia

Guardare la mafia negli occhi : le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della 'ndrangheta al Nord / Elia Minari

Milano : Rizzoli, 2017

Abstract: Nel 2009, quando ancora frequenta il liceo, Elia Minari si accorge che le feste della sua scuola si tengono in una discoteca gestita da personaggi vicini a una cosca mafiosa: perché viene sempre scelto quel locale? E cos'hanno da spartire quei personaggi con la rassicurante provincia emiliana? Elia studia i documenti, inizia a fare delle domande scomode, insieme ad alcuni amici dà vita a un giornalino studentesco e a un'associazione, Cortocircuito. Poi realizza una serie di video-inchieste sulla presenza delle mafie al Nord e approfondisce casi sempre più importanti, fino agli appalti Tav e alla gestione dei rifiuti nella Pianura Padana. Elia denuncia e si scontra con un'omertà inattesa, accompagnata da accuse pubbliche («Danneggi il turismo, rovini le imprese del territorio») e minacce esplicite. Eppure non si ferma e le sue inchieste arrivano in tribunale, all'interno di cinque indagini della magistratura sulle infiltrazioni criminali al Nord. Guardare la mafia negli occhi restituisce il senso dell'impegno civico di Elia, che smaschera il vero volto della 'ndrangheta: dedita a crearsi un'immagine pulita anche tramite trasmissioni pilotate di tv locali e articoli di giornale, abile nell'utilizzo strategico dei social media, interessata agli eventi sportivi e popolari, capace di camuffarsi. Perché, come scrive nella prefazione il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, "la vera forza delle mafie è fuori dalle mafie".

Non c'è spazio per quel giudice
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Materiale linguistico moderno

Carreri, Cecilia

Non c'è spazio per quel giudice / Cecilia Carreri

Grancona : Mare verticale, 2017

Abstract: Negli anni in cui la politica bersaglia la magistratura come un nemico da battere, strappano la toga di dosso al giudice Cecilia Carreri, processata per avere messo sotto sforzo la schiena durante una regata in barca a vela, dopo che il Consiglio Superiore della Magistratura l'ha collocata fuori ruolo e il Tribunale le ha concesso delle ferie arretrate. Per una certa stampa, Cecilia diventa un mostro mediatico, il capro espiatorio per attaccare una magistratura inerte e inefficiente. Consiglio Superiore della Magistratura e Ministero la stringono in una morsa mortale, costringendola alle dimissioni. Da allora, Cecilia vive un calvario allucinante, fatto di processi e ricorsi, in cui spariscono documenti, in cui si altera clamorosamente la verità.Poi, esplodono le indagini a carico di una Banca e del suo Presidente, un imprenditore che Cecilia Carreri aveva tentato invano di mandare a processo anni prima. È lo scandalo della Banca Popolare di Vicenza.Scopre inquietanti legami con la sua drammatica vicenda, grazie a importanti giornalisti d'inchiesta.Le vittime di quella Banca chiedono a gran voce la riabilitazione e il rientro in servizio del giudice skipper

Il sistema della corruzione
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Materiale linguistico moderno

DAVIGO, Piercamillo

Il sistema della corruzione / Piercamillo Davigo

Roma ; Bari : Laterza, 2017

I Robinson. Letture

Abstract: Sono trascorsi venticinque anni dall’avvio dell’inchiesta Mani pulite, e ancora oggi le prime pagine dei giornali raccontano quotidianamente di casi di corruzione che coinvolgono i livelli più alti del mondo politico, economico e finanziario italiano. Non è cambiato nulla dal 1992? O sono cambiati solo gli attori, a fronte degli identici meccanismi che regolano efficacemente il malaffare? Uno dei protagonisti della stagione di Tangentopoli, al centro del dibattito giudiziario e politico nel suo ruolo di presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, offre una chiara e lucida analisi del fenomeno tracciando il quadro di un vero e proprio sistema criminale, che non potrà mai essere smantellato con le sole armi della giustizia penale

6 novembre 1992
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Materiale linguistico moderno

Magnifico, Michela

6 novembre 1992 : il coraggio di un uomo / Michela Magnifico ; con la collaborazione di Giovanna Belluna ; prefazione a cura di Agostino De Paolis ; postfazione a cura di Dimitri Lioi

Molfetta : La meridiana, 2016

Paceinsieme... alle radici dell'erba

Abstract: Una data può segnare una fine, una svolta, un nuovo inizio. La data del 6 novembre del 1992 rappresenta per la città di Foggia tutto questo insieme. La fine è quella della vita di Giovanni Panunzio, l'imprenditore edile che non si era limitato a dire no al pizzo, ma da subito aveva reso pubblico il suo rifiuto rompendo lo schema che vedeva l'imprenditoria del mattone nella Capitanata sotto scacco della mafia. Un sistema solido e perverso, condizione necessaria per costruire a Foggia. La mafia controllava e assicurava. Panunzio sceglie di farsi proteggere dallo Stato. Denuncia. Collabora. Per questo deve morire ammazzato. E muore. L'omicidio Panunzio è stato un punto di svolta per polizia e magistratura, la conferma che la mafia foggiana esisteva e che i primi segnali risalivano a un decennio prima. Una mafia che, per scelta, aveva tenuto, fino all'assassinio dell'imprenditore, un profilo basso, tessendo tutta una serie di legami con la parte sana della società civile. La stessa che non si era mai ribellata al potere mafioso, che non aveva mai creato uno spartiacque preciso tra ciò che è giusto e ciò che non lo è. Il salto di scala fatto dalla mafia negli anni, con l'omicidio Panunzio diviene manifesto. Come anche diviene manifesto che qualcosa di sano è possibile nella società civile. Panunzio, imprenditore sano viene ucciso e Mario Nero, cittadino che per caso assiste alla fuga dell'assassino, racconta ciò che ha visto divenendo testimone di giustizia. Per questo il 6 novembre del 1992 è una data che segna un nuovo inizio ancora possibile per Foggia. Grazie alla testimonianza di Mario Nero, il processo viene non solo celebrato ma anche concluso arrivando a condanne definitive. La fine di Giovanni è l'inizio anche di una costante, attiva, continua testimonianza della famiglia e di quanti intorno a lei hanno fatto del no alla mafia di Giovanni la ragione per immaginare una città diversa che parla e non tace, che spezza catene di omertà e disegna legami con la società civile sana. Che anche a Foggia c'è e ha bisogno di riconoscersi e ritrovarsi. Vent'anni dopo ricordare con un libro Giovanni è non rendere vano il coraggio di un uomo. E ripartire ancora.

La tua giustizia non è la mia
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Materiale linguistico moderno

COLOMBO, Gherardo - DAVIGO, Piercamillo

La tua giustizia non è la mia : dialogo fra due magistrati in perenne disaccordo / di Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo

Milano : Longanesi, 2016

Le spade ; 43

Abstract: Un confronto serrato, una conversazione aperta e sincera, non priva di accenti polemici, sui temi più scottanti della giustizia in Italia. Grazie alla loro lunga esperienza nelle aule dei tribunali, Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo, due tra i più noti magistrati del pool di Mani Pulite, forniscono in queste pagine non soltanto una diagnosi scrupolosa dei tanti mali che affliggono la giustizia del nostro paese, ma avanzano suggerimenti e proposte di riforma, senza nascondere conflittualità e divergenze d'opinione, talvolta radicali. Lontani da ogni astrattismo, calati nella realtà della vita quotidiana, i loro interrogativi ci aiutano a capire perché le questioni più delicate e controverse che investono il mondo del diritto - le stesse che anno ispirato pensatori come Aristotele Kant, Sant'Agostino e Foucault - ci riguardano così da vicino. È la giustizia, infatti, che traccia i confini della nostra libertà. È la giustizia che indica il grado di civiltà di uno Stato e la cultura diffusa che permea le sue istituzioni. Ma quand'è che una legge può dirsi davvero "giusta"? Basta minacciare una pena per dissuadere il ladro o il truffatore dal commettere un reato? Il carcere è l'unica soluzione? È dunque più efficace educare o punire? Quanto è diffusa la corruzione in Italia, e come mai, nonostante la stagione di Mani Pulite e le tante inchieste che hanno svelato l'intreccio perverso tra politica e affari, non accenna a diminuire?

Padrini e padroni
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Materiale linguistico moderno

Gratteri, Nicola - Nicaso, Antonio

Padrini e padroni : come la 'ndrangheta è diventata classe dirigente / Nicola Gratteri, Antonio Nicaso

Milano : Mondadori, 2016

Strade blu. Non Fiction

Abstract: Nel 1908, un tragico terremoto divora Messina e Reggio Calabria. Si stanziano quasi centonovanta milioni di lire per la ricostruzione, ma la presenza nella gestione dei fondi anche di boss e picciotti - molti dei quali tornati dall'America per l'occasione - causerà danni gravissimi, sottraendo risorse preziose, trasformando le due città in enormi baraccopoli e dando vita a un malcostume ormai diventato abituale. Lo stesso scenario che si ripeterà, atrocemente, cent'anni dopo, nel 2009, con il terremoto dell'Aquila. Mentre la gente moriva, in Abruzzo c'era chi già pensava ai guadagni. E ancora, nel 2012, nell'Emilia che crolla la mafia arriva prima dei soccorsi. In Piemonte, la 'ndrangheta era riuscita a infiltrarsi nei lavori per la realizzazione del villaggio olimpico di Torino 2006 e in quelli per la costruzione della Tav nella tratta Torino-Chivasso. La corruzione, l'infiltrazione criminale, i legami con i poteri forti - occulti, come le logge segrete, e non, come la politica sul territorio e a tutti i livelli, fino ai più alti - sono oggi parte di una strategia di reciproca legittimazione messa in opera da decenni da tutte le mafie e in particolare dalla 'ndrangheta. Già nel 1869, le elezioni amministrative di Reggio Calabria erano state annullate per le evidentissime collusioni 'ndranghetiste. Il primo caso di una serie di episodi che nei decenni hanno segnato l'intera penisola, arrivando fino a Bardonecchia, in Piemonte, nel 1995, e a Sedriano, in Lombardia, nel 2013.