a cura di Jann S. Wenner w Joe Levy ; introduzione di Carlo AntonelliVercelli : White Star, 2008IX, 267 p. ; 22 cm
EAN: 9788854007987
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Se da bambino per caso io mi fossi detto: "Uno di questi giorni affronterai un'intera giornata senza pensare neppure per una volta che il tuo è il naso più grande del mondo, amico", sarei scoppiato a ridere, sai. Era enorme. All'epoca, era il motivo per cui facevo qualsiasi cosa. Ecco perché suonavo la chitarra: il mio naso. Il motivo per cui ho scritto canzoni è stato II mio naso. PETETOWNSHEND Oh, sì. John Lennon era assolutamente il mio Beatle preferito, senza alcun dubbio. Non so chi scrivesse cosa nelle canzoni dei Beatles, ma Paul McCartney mi imbarazza. Lennon era evidentemente disturbato. Ecco qualcosa che mi era familiare. KURTCOBAIN Talvolta spuntavo un ingaggio di spalla ad altri artisti. I New York Dolls suonavano con tre o quattro altri gruppi mai sentiti nominare, e toccava a me rompere il ghiaccio della serata. Nessuno voleva saperne di me. Non avevo neppure un microfono. Allora non mi rimaneva altra scelta che gridare le mie poesie. E c'era sempre qualcuno che sbraitava: "Trovati un lavoro! Ritornatene in cucina!". PATTI SMITH Mick deve imporsi sulla vita per forza. Vuole controllarla. Per me, la vita è un animale selvaggio. Ti auguri di riuscire a cavartela quando ti salta addosso. È questa la differenza più marcata tra noi due. Lui non riesce ad andare a dormire senza aver scritto cosa farà al risveglio, lo spero solo di svegliarmi, e non è poi questo gran disastro. KEITHRICHARDS Paul mi chiese: "Che cosa vuoi dire?". Risposi: "Voglio dire che il gruppo è finito, me ne vado". ...Quando pronunci la parola 'divorzio', è normale che la faccia di chi ti sta di fronte diventi di tutti i colori. Finalmente anche lui capiva che quello era l'atto conclusivo. JOHN LENNON