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sfida utente 8891

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Utente 8891
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Re: sfida utente 8891

24) Sfida 54. G.L.Barone. “Il settimo oracolo”. Pagg.310. Voto 8
Ultimo capitolo della trilogia “Codice Fenice Saga” (gli altri “La settima profezia” e “Il settimo enigma”, voto complessivo alla saga 8) mantiene inalterate le caratteristiche peculiari dello scrittore (italiano!!): azioni veloci, capitoli brevi, con pochi personaggi (tra cui il bambino oggetto della ricerca spasmodica di tutti gli altri protagonisti) dai ruoli e caratteri ben delineati, alla base di un racconto che mescola abilmente fantasie, verità scientifiche e, ahinoi, l’attuale realtà (Covid). Certamente non soltanto si fa leggere speditamente, ma fa anche riflettere sul mondo che stiamo vivendo (anche se con ciò la lettura risulterebbe meno piacevole!). Della serie “Spesso è peggiore il rimedio del male” (ndr: personalmente la soluzione migliore al problema della sovrappopolazione è quella romanzata da Dan Brown nel libro “Inferno”, di cui consiglio a tutti la lettura)

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Re: sfida utente 8891

25) Sfida 58. Emilio Lussu. “Un anno sull’altipiano”. Pagg.212. Voto 10
Mario Rigoni Stern (uno dei miei vati) lo ha definito il più bel libro sulla Prima Guerra Mondiale… e chi sono io per contraddirlo!!! Anzi, lo collocherei nei primissimi posti nel vasto panorama dell’intera letteratura di guerra. Un lucido, incisivo e amaro racconto (purtroppo breve) di quanto vissuto da milioni di uomini durante la Prima Guerra Mondiale con una scrittura asciutta ed essenziale, lontana dal voler “colpire al cuore” e attraversata da una forte vena ironica che riesce nell'impresa di "far divertire" il lettore, descrivendo con amaro dileggio gli aspetti più assurdi e grotteschi del conflitto: il Generale Leone è ormai diventato un mito indiscusso, prototipo dell’ottusità di molti alti ufficiali. Un libro che molti (tutti?) dovrebbero leggere, della serie “meglio cento giorni da pecora che uno da Leone”

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Re: sfida utente 8891

26) Sfida 7. Jeffery Deaver. “Fiume di sangue”. Pagg.359. Voto 6
Se conoscete poco Deaver, non iniziate certo da questo romanzo. Fiume di sangue è il secondo volume della trilogia con protagonista John Pellam, precedente alla serie di Lincoln Rhyme, e si vede: Pellam è un personaggio simpatico ma poco profondo, tratteggiato in maniera piuttosto superficiale e lontano anni luce dal detective tetraplegico che ha fatto la fortuna dell’autore. Il confronto è quasi impietoso. Lo stile è essenziale, ma a volte denuncia un’imperizia al limite dell’imbarazzante ma forse per questo la lettura è godibile. Da notare che uno dei protagonisti del racconto viene costretto alla sedia a rotelle (come Rhyme). Della serie “Se son rose fioriranno”

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Re: sfida utente 8891

27) Sfida 32. Gary Jennings. “Il viaggiatore”. Pagg.914. Voto 8
Romanzo storico che ci fa accompagnare Marco Polo (è lui che racconta la storia in prima persona) e la sua famiglia nel viaggio da Venezia alla Cina. Pur se non all’altezza del capolavoro “L’Azteco “(libro che colloco nella mia personale top ten), è comunque assolutamente godibile. Una lettura consigliata per chi è curioso, per chi ama scoprire le peculiarità di paesi lontani, per chi non ama giudicare, per chi ha una mentalità aperta come Marco Polo, che ci fa capire come può essere importante vivere una vita piena, senza rimpianti e sempre alla ricerca della conoscenza. Della serie “Chi non risica non rosica”

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Re: sfida utente 8891

28) Sfida 27. Herman Melville. “Moby Dick”. Pagg.502. Voto 10.
Caposaldo della letteratura mondiale, con la “balena bianca” entrata nell’immaginario collettivo anche se, in tutta franchezza, la sua storia, così come quella della baleniera comandata dal mitico Achab, occupa meno della metà del libro. Il resto è un compendio enciclopedico sui cetacei e sulla vita marinaresca dell’800 per cui il lettore deve essere nella giusta predisposizione d’animo per poterne apprezzare, parola dopo parola, la prosa eccellente e lo stile linguistico impeccabile: non per niente molti lo ritengono lungo, prolisso e troppo tecnico, abbandonandone la lettura prima della fine. Non è il mio caso: Moby Dick è un romanzo per chi ama “leggere” e non semplicemente “leggere una bella storia”. Della serie “Un libro che si finisce in un baleno” (il gioco di parole era doveroso)

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Re: sfida utente 8891

29) Sfida 11. Robert Peroni. “I colori del ghiaccio”. Pagg.182. Voto 8
Alla base dovrebbe esserci il racconto di un’impresa folle e coraggiosa: attraversare da parte a parte l'altopiano groenlandese. In effetti non è solo un libro d'avventura, ma anche un libro fortemente introspettivo di un uomo innamorato degli spazi aperti, della natura e di un popolo così poco conosciuto e che in pochi si sono presi la briga di conoscere davvero, gli inuit. Un libro che fa sognare e riflettere e che mi porta a consigliare anche gli altri 2 libri del medesimo autore: “Dove il vento grida più forte” e “In quei giorni di tempesta”, che insieme danno una visione più completa. Della serie “Chi la dura la vince”

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Re: sfida utente 8891

30) Sfida 28. Paolo Cognetti. “Sofia si veste sempre di nero”. Pagg.201. Voto 5
Libro dalla scrittura semplice impiegata per costruire una storia sinceramente un po’ banale, molto lontana dal Cognetti di “Le otto montagne”. Scritto è ben scritto, senz'altro, ma poco convincente è la vicenda che perde forza mano a mano che si procede nella lettura. Un libro che potrebbe anche andare per una lettura distratta ma non mi convince a fondo, tanto da lasciare sospesa una domanda, tanto banale quanto decisiva: e quindi? Essendo arrivato alla sfida n°30 sulle 60 proposte, è giocoforza piazzarlo nella serie “Nel mezzo di cammin di nostra vita”

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