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Commenti alla missione 28: un libro con un nome femminile nel titolo

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Commenti alla missione 28: un libro con un nome femminile nel titolo

Commenti alla missione 28: commenta e prendi spunto dalle letture degli altri!

Utente 194
38 posts

Lola nascerà a diciott’anni - Carla Maria Russo

“Lola nascerà a diciott’anni” di Carla Maria Russo
Qualche mese fa ho scaricato l’ebook grazie alla bella iniziativa “Milano da leggere” del sistema bibliotecario di Milano. L’ho letto sul finire di agosto.
E’ un romanzo edito nel 2009 ma ambientato a Milano negli anni del fascismo.
Interessante il fatto che a raccontare siano tutti i personaggi.
Fatti veri e tragici si mescolano a finzioni letterarie credibili.
https://webopac.csbno.net/opac/detail/view/csbno:catalog:435124

cagliostro_e
6 posts

"Anna che sorride alla pioggia" di Guido Marangoni

Daniela e Guido hanno due figlie, tre per la verità ma una è tragicamente morta prima di venire alla luce. Un’esperienza che li ha segnati e cambiati. “Abbiamo già dato”, hanno già vissuto la loro tragedia, la più grande che possa capitare a dei genitori. Ed è per questo che quando Daniela scopre di essere incinta su di loro si riaffaccia lo spettro del dramma precedente, ma non può ripetersi giusto? Perchè loro “Hanno già dato”.
Ed è proprio così, il dramma per loro non si ripeterà, perchè in arrivo c’è un’altra bambina, Anna, che ha qualcosa in più rispetto alle altre persone.... Un piccolo cromosoma.
Guido e Daniela dovranno scontrarsi prima con i loro pregiudizi, una battaglia lunga e difficile contro le ansie da genitori prima, e contro gli sguardi della gente poi. Le battute inopportune, gli sguardi stupiti delle persone… il timore di dover spiegare a quella bambina sempre felice che i suoi sorrisi non sempre verranno accolti.
Strano immaginare un racconto legato a un’esperienza tipicamente femminile, la gravidanza, e tutto quello che ne segue, dalla voce di un uomo. In questa storia c’è l’emozione, la sensibilità e la fragilità di un padre. C’è la forza è la gioia di una famiglia, che affronta quello che normalmente potrebbe rientrare nel calderone dei disagi, con meraviglia e gioia.
Un libro scritto in punta di piedi, divertente e commuovente allo stesso tempo. A volte è proprio vero che per superare un problema è sufficiente cambiare prospettiva.

Utente 29908
3 posts

Re: Commenti alla missione 28: un libro con un nome femminile nel titolo

Il titolo completo è "Rebecca, la prima moglie"

Nives di Sacha Raspini

Ho scelto questo romanzo per la copertina (una foto in bianco e nero di una ragazza sedicenne) e per il titolo, solo un nome di donna, insolito e quindi perfetto per la sfida #28.

E' un romanzo con una struttura molto particolare
Una lunga telefonata tra la protagonista Nives, una settantanne toscana appena rimasta vedova, ed il veterinario Loriano, che conosce da una vita. Una telefonata che parte dalle difficoltà di Nives ad affrontare la solitudine del podere dopo la morte del marito per poi passare ad affrontare fatti avvenuti in decenni passati,
Con un sacco di colpi di scena, non tutti riuscitissimi per me.

E' il primo romanzo di Raspini che leggo e devo ammettere che non mi ha convinto fino in fondo.
Anche il linguaggio di Nives non si sembra adatto ad una settantenne ma forse è tipico dei toscani.

https://webopac.csbno.net/opac/detail/view/csbno:MLOL:150220050

Commenti alla missione 28: un libro con un nome femminile nel titolo

Joël Dicker - La scomparsa di Stephanie Mailer.
Quelli di Dicker sono gialli moderni in stile cold case. L'autore fa riemergere dal passato ricordi, eventi, personaggi per scoprire la verità e, in particolare la prima indagine dei due protagonisti chiusa erroneamente, miscelandola con una serie di crimini del presente. Alla fine la verità viene a galla!

brisabri
15 posts

Re: Commenti alla missione 28: un libro con un nome femminile nel titolo

#28. Un libro con un nome femminile nel titolo_ Anna che sorride alla pioggia (Guido Marangoni)

Guido e Daniela sono una coppia in attesa del loro terzo figlio. Sono a Berlino quando scoprono dal test di gravidanza che arriverà un nuovo componente della famiglia. Guido è talmente pazzo di gioia e convinto che si tratti di un maschietto che decide di montare un canestro. Ma scoprono invece che anche questa volta si tratta di una femminuccia, la loro terza figlia dopo Francesca e Marta. Ma questa volta è diverso perchè Anna, la nuova nascitura, ha qualcosa in più, ed è un cromosoma. Guido decide così di raccontare la nuova avventura che devono affrontare, tra pianti e sorrisi, più sorrisi che pianti: la sindrome di Down.

“<< Una donna è incinta o non lo è. Mica c’è una incintissima e una un pò incinta. E poi quei test non sono affidabili... >> e mentre lo diceva una lacrima scese sulla sua guancia. Non le ho mai chiesto se fosse di gioia o di paura, ma poco importava. La mia gioia avrebbe travolto la sua paura, ma non glielo dissi”.

“E’ buffo perchè se ci dicono ‘sei unico’ ci sentiamo lusingati, mentre se ci dicono ‘sei diverso’ ci sentiamo offesi, ma è lo stesso identico concetto”.

“Alzai lo sguardo e incrociai gli occhi di Daniela. Erano carichi di lacrime, ma il suo sorriso mi fece stare bene. Avevo appena provato sulla mia pelle che condividere le proprie paure e la propria fragilità con gli altri è in assoluto una delle armi più potenti che abbiamo a disposizione”.

Questo libro è semplicemente unico, fantastico. Un inno alla vita e all’amore. Mi sono innamorata subito di Guido e della sua attitudine alla vita, mi ha emozionato il modo in cui si prende cura delle sue figlie e di sua moglie Daniela, ha sempre la battuta pronta che a me personalmente ha sempre rallegrato, compresi i tanti annedoti che li vedono protagonisti come coppia. Mi ha fatto pensare molto come Guido reagisce alla vita e agli ostacoli che gli si presentano, ma mantenendo sempre e comunque il sorriso.
Inoltre mi sono ritrovata in alcuni suoi stereotipi legati alle donne e lì sono partite le risate ;)

“Sentirmi dire “scemo” è ossigeno. Quando non me lo dice o mi chiama per nome, “Guido”, vuol dire che qualcosa non va”.

Ma questo libro non regala solo risate e sorrisi, regala anche lacrime. Perchè il tema affrontato dall’autore è un tema profondo e delicato: Guido e Daniela devono fare i conti con quella ecografia legata a tante misure ma a pochi perchè, durante la quale scoprono che la bimba che aspettano ha la trisomia 21, ovvero la sindrome di Down. Da mamma ho invidiato non poco la forza e il coraggio di questi due genitori, perchè se anche il libro sembra rendere tutto semplice questa condizione in realtà presenta delle difficoltà e delle differenze che al giorno d’oggi sono ancora purtroppo molte. Con grande abilità e sincerità l’autore in veste di papà della piccola Anna ci racconta come la sua famiglia affronta questa nuova avventura che la vita gli ha dato, sia all’interno della vita quotidiana sia all’esterno, dovendosi confrontare con quelli stupidi stereotipi e i diversi tipi di sguardi che Guido classifica in tergicristallo, urli di munch e quelli che si domandano se lo sapevano già prima o l’hanno invece saputo dopo.
Anche nel raccontare questo Guido mi ha catturata, dimostrando un forte senso di autoironia, intelligenza e sensibilità, mostrando un sorriso anche quando sente ribollire il sangue per quegli occhi troppo indiscreti.
Questo libro è un grido di libertà, dai pregiudizi, dagli stereotipi, da quella diversità letta e vista ancora troppo come differenza e non come unicità, e l’intento di Guido è quello di gridare a tutti quei genitori che come lui vivono fragilità e incertezze che hanno paura di mostrare e condividere con gli altri, ed è così che comincia a raccontare la storia di Anna in giro per i teatri e le scuole, cercando di coinvolgere tutti con la stessa ondata di allegria che ha portato la sua nascita.
E così anche noi lettori abbiamo la possibilità di conoscere Anna, una bambina speciale, che regala sorrisi a chiunque le passi accanto, che con i suoi “OOH” riesce a conquistare il mondo e a conquistare noi. Una bambina, come dice Guido, che sorride alla pioggia.

“Dopo l’enigmatico sorriso della Gioconda, Parigi aveva conosciuto il sorriso di Anna, che certamente sarebbe stato una delle sue armi più efficaci per le batteglie future”.

Utente 72
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Re: Commenti alla missione 28: un libro con un nome femminile nel titolo

Storia di Stella Fortuna che morì sette o forse otto volte - Juliet Grames
La premessa è che non è senz’altro un capolavoro dal punto di vista stilistico (forse paga anche le conseguenze di una traduzione frettolosa...). La storia però è piacevole: due sorelle nate nella Calabria degli anni 20 del secolo scorso, l’infanzia trascorsa nella miseria in un piccolo paese della Sila e poi l’emigrazione in Connecticut. La storia è vera, si tratta della bisnonna e della prozia dell’autrice e apre a numerose riflessioni su migrazioni e integrazione, condizione femminile, valore della cultura e dell’istruzione.

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