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La canzone di Achille
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Miller, Madeline

La canzone di Achille

Venezia : Sonzogno, 2013

Abstract: "Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l'orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, amici prima e poi amanti e infine anche compagni d'arme - due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, a cui la dottrina non ha limitato o spento la fantasia creatrice, rievoca la storia d'amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell'epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i Greci antichi riconobbero e accettarono l'omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l'ormai usurata vicenda di Elena e Paride." (Maria Grazia Ciani)

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Utente 4622
29 posts

Ammetto che a metà libro volevo smettere la lettura. Sono troppo legata all’Iliade di Omero, l’ho troppo sviscerata, studiata ed amata che quanto leggevo nelle pagine della Miller mi dava sinceramente fastidio. Non tanto l’amore omosessuale, che per i Greci era un aspetto normalissimo della vita sociale, ma il fatto di prendere due grandi eroi, Achille in particolare, l’eroe che ho sempre adorato, e descriverli in una quotidianità , fantasiosamente ricostruita. Però, al di là dello scopo letterario della storia raccontata dalla Miller non ho potuto far a meno di notare l’esattezza dei particolari mitologici, la sua conoscenza dell’opera di Omero e non solo. E così sono andata avanti e ho finito il libro. Decisamente la seconda parte è molto più avvincente, le scene di guerra congruenti e alcune interpretazioni riguardo l’intervento degli dei consone allo spirito del poema omerico. Pregevole è il tentativo di umanizzare i protagonisti, di rendere l’atmosfera più dolce, più emotivamente intensa; e anche la scelta dell narratore interno e il suo punto di vista Anche se non condivido pienamente, ho apprezzato lo sforzo di scrivere un romanzo indubbiamente ben confezionato ed originale.

Utente 90
10 posts

Premetto, a costo di essere politicamente scorretta, che per me Achille è l'eroe di Omero, il quale ama Patroclo ma dorme con Briseide e Diomeda, ed ha avuto un figlio da Deidamia. Per leggere questo romanzo si deve accettare il fatto che Achille e Patroclo fossero amanti, che quest'ultimo non sapesse combattere, che Briseide, anziché sovrana, fosse una plebea, che Teti fosse crudele ed astiosa contro Patroclo. Se ci si riesce, il libro è suggestivo ed emozionante, soprattutto quando entra nel vivo dei rapporti e dei sentimenti che legano in vita ed in morte i due protagonisti indiscussi dell'opera.

Utente 37225
5 posts

La canzone di Achille affonda le sue radici nell'Iliade e nel poema che, almeno in minima parte, tutti conosciamo. La guerra di Troia, però, occupa solo una sezione del romanzo.
Il narratore è Patroclo il quale ci racconta la sua vita, dall'infanzia all'incontro con Achille fino alla fine della guerra; è proprio grazie a Patroclo che otteniamo una visione degli uomini e degli eventi meno epica e molto più umana. Infatti, il fulcro centrale del libro sono i personaggi e in particolar modo il rapporto tra Patroclo e Achille. Proprio questa caratteristica unita a una narrazione attenta ad attenersi al mito ma allo stesso tempo originale rende il libro avvincente e coinvolgente.
Oltre ai personaggi anche i paesaggi sono descritti con cura, dalle coste luminose e adornate di ulivi della Grecia, al monte Pelio e alla sua natura incontaminata fino a Troia e alle sue mura imponenti.
L'unico difetto che ho riscontrato ma che scalfisce solo leggermente quest'opera è, a mio parere, il cambio del tempo verbale (dal passato al presente) che avviene a volte tra un paragrafo e l'altro. Non ho capito come mai viene effettuato questo passaggio che le prime volte mi spiazzava.
A parte questo piccolo graffio il libro è davvero bello e avvincente, soprattutto perché la scrittrice resta fedele al mito pur inserendo la propria visione originale permettendo al lettore di conoscere meglio e sotto un'altra luce Patroclo e Achille.

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