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Io confesso
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Grisham, John

Io confesso

Milano : Mondadori, 2010

Abstract: Quando in una fredda mattina d'inverno uno sconosciuto si presenta nella sua parrocchia e chiede insistentemente di vederlo, il reverendo Keith Schroeder non può immaginare che quell'incontro cambierà la sua vita per sempre. L'uomo si chiama Travis Boyette, ha subito varie condanne per reati sessuali, è in libertà vigilata e sostiene di custodire da molti anni un terribile segreto che è deciso a confessare. Perché proprio adesso? Dice di avere un tumore incurabile al cervello e di volersi liberare dal peso che grava sulla sua coscienza. Con la sua testimonianza potrebbe scagionare Donté Drumm, un giovane di colore condannato a morte in una piccola città del Texas per l'omicidio di una ragazza bianca il cui corpo non è mai stato ritrovato. Boyette afferma di sapere chi è il vero assassino, ma non ha intenzione di rivelarlo a nessuno se non al reverendo Schroeder. Mancano quattro giorni all'esecuzione. Basteranno per salvare Donté, o almeno per una sospensione della condanna? "Io confesso" è un thriller dal ritmo teso che riconferma profondo interesse di John Grisham per i grandi temi sociali e di attualità, offrendo un'amara riflessione sul sistema giudiziario americano e soprattutto sulla pena di morte.

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Ho letto questo libro con le lacrime agli occhi, Grisham riesce a far "sentire" le emozioni dei protagonisti rendendole davvero realistiche. E' un libro molto drammatico e il tema è davvero difficile e controverso. Alla fine ho pensato più e più volte che, ok è pura invenzione.... ma chissà quante volte è successo davvero.... e più ci penso e più rabbrividisco. anche questo romanzo è davvero ben scritto e non è per nulla pensante, anzi è molto scorrevole e la trama è coinvolgente e cattura subito l'attenzione.

Utente 24891
152 posts

Il modo con cui Grisham coinvolge il lettore nella storia è unico. Scrive in modo molto scorrevole, dando spazio all'azione, a scapito di descrizioni e digressioni, che d'altra parte non sembrano necessarie in questo tipo di romanzo. Un neo è forse il fatto che il condannato viene descritto in modo fin troppo positivo e gli antagonisti in modo fin troppo negativo. Per quanto sia chiaro fin da subito dov'è la ragione e dove il torto, il lettore vorrebbe 'avere qualche dubbio in più'. Ho trovato un po' troppo frettolosa la scrittura del finale. [7]

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