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Il giorno prima della felicità
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DE LUCA, Erri

Il giorno prima della felicità

Milano : Feltrinelli, 2009

Abstract: Don Gaetano è uomo tuttofare in un grande caseggiato della Napoli popolosa e selvaggia degli anni cinquanta: elettricista, muratore, portiere dei quotidiani inferni del vivere. Da lui impara il giovane chiamato "Smilzo", un orfano formicolante di passioni silenziose. Don Gaetano sa leggere nel pensiero della gente e lo Smilzo lo sa, sa che nel buio o nel fuoco dei suoi sentimenti ci sono idee ed emozioni che arrivano nette alla mente del suo maestro e compagno. Scimmia dalle zampe magre, ha imparato a sfidare i compagni, le altezze dei muri, le grondaie, le finestre - a una finestra in particolare ha continuato a guardare, quella in cui, donna-bambina, è apparso un giorno il fantasma femminile. Un fantasma che torna più tardi a sfidare la memoria dei sensi, a postulare un amore impossibile. Lo Smilzo cresce attraverso i racconti di don Gaetano, cresce nella memoria di una Napoli (offesa dalla guerra e dall'occupazione) che si ribella - con una straordinaria capacità di riscatto - alla sua stessa indolenza morale. Lo Smilzo impara che l'esistenza è rito, carne, sfida, sangue. È così che l'uomo maturo e l'uomo giovane si dividono in silenzio il desiderio sessuale di una vedova, è così che l'uomo passa al giovane la lama che lo dovrà difendere un giorno dall'onore offeso, è così che la prova del sangue apre la strada a una nuova migranza che durerà il tempo necessario a essere uomo.

319 Visite, 3 Messaggi
Claudia Cavalli
260 posts

interessante dolce poetica questa poesia fatta prosa.
divertente tenero e al contempo duro e spietato il racconto di una crescita nella napoli del dopoguerra:autobiografico??

Utente 400
18 posts

da leggere!
c'è tutta la sua Napoli

Utente 9105
74 posts

Questo gradevole romanzo di successo, scritto con un linguaggio elementare e scorrevole, volutamente un po’ sgrammaticato (è il ragazzino protagonista che narra in prima persona), ricco di poesia in prosa, di raffinata ma non ostentata arte letteraria, è costruito utilizzando una serie di ingredienti che in parte sono degli stereotipi di Napoli e dei napoletani, ripresi dalla letteratura o dal cinema:
-   Un titolo accattivante e programmatico: “il giorno prima della felicità” è il leopardiano “il più gradito giorno”
-   Un portinaio colto, empatico e filosofo (cfr. L’eleganza del riccio)
-   Un ebreo nascosto in cantina per proteggerlo dalle truppe nazi-fasciste
-   Un ragazzino abbandonato che, con l’aiuto del portinaio che gli fa da padre, va formando la propria personalità, e impara a giocare a scopa
-   La narrazione dell’insurrezione della città che, con l’approssimarsi della flotta alleata, si libera dell’occupazione tedesca (cfr. Le quattro giornate di Napoli di Nanni Loy)
-   Una vedova che, come nelle barzellette, per fare sesso ricorre al portinaio factotum e poi, con entusiasmo, emancipa al sesso il ragazzino
-   Un nobile inquilino che ama giocare a carte (cfr. Il conte Prospero de L’oro di Napoli)
-   Due siparietti alla Totò - Peppino De Filippo
-   Il battesimo del mare, in cui il protagonista partecipa ad una nottata di pesca
-   Il sogno d’amore impossibile tra il ragazzino e una fanciulla autistica (?), che si realizza, con piacevole sorpresa del ragazzino, in un amplesso che è il vero fulcro del romanzo
-   Un duello di guapperia (come poteva mancare a Napoli? (cfr. Sceneggiate napoletane di Mario Merola), vinto, con un colpo di fortuna, dal ragazzino che non ha mai impugnato un coltello in vita sua
Lo scrittore manifesta così il suo amore per la città, evitando per contro, in modo un po’ anacronistico, di affrontarne i complessi problemi sociali ed economici ( il romanzo, anche se è ambientato negli anni ’50, è stato scritto a ridosso del 2010)

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