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Utente 9105
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Panait Istrati, scrittore rumeno figlio di un contrabbandiere greco, indirizzato alla letteratura dal Nobel Romain Rolland, ha scritto per lo più in francese ed ha goduto, nel primo dopoguerra, una stagione di grande fama mondiale, tradotto in venticinque lingue. Definito da Romain Rolland il “Gorki dei Balcani”, è un poeta di vagabondi e derelitti, della povertà dei contadini del delta del Danubio che muoiono di stenti tra “I cardi del Baragan”, oppure della promiscuità e dell’ambivalenza dell’oriente, dell’esistenza che assomiglia a un lupanare, dall’ingresso invitante ma dalla turpitudine all’interno, come più volte succede al protagonista di “Kyra Kyralina”, un racconto di una sorte di “Mille e una notte” perversa.

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