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Grugni, Paolo

Let it be

Milano : Colorado noir, [c2004]

Abstract: Tommaso Matera, semiologo. Una vita normale spesa a cercare i significati nascosti nelle parole, nelle frasi, nei testi delle canzoni, come quelle dei Beatles, la passione della sua vita. Una vita che cambia in modo drammatico quando la Sezione crimini violenti della polizia di Milano lo chiama come consulente per decifrare i messaggi che gli assassini lasciano sul luogo del delitto. Un lavoro terrificante, che diventa insostenibile quando Matera incrocia la strada di un maniaco che infierisce con una mazza da baseball sul corpo delle giovani donne che uccide. Nauseato dalla violenza, Matera lascia la polizia e cerca di ricostruire la sua esistenza in un paesino della Brianza. Ma la casa dove è andato ad abitare nasconde segreti inquietanti...

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Utente 25261
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Ho letto il libro Let it be di Paolo Grugni, un autore scoperto recentemente che mi è piaciuto subito, dopo Italian sharia e la geografia delle piogge, eccomi al suo primo giallo, pubblicato da Mondadori nella collana Colorado noir. Il libro è un romanzo, ma ha tanti elementi che lo rendono un giallo, o meglio un noir molto intrigante, all’altezza delle migliori penne investigative. Il filo conduttore è l’amore verso i Beatles e le loro belle canzoni, tanto da essere usate come elementi per scegliere sia le vittime, che per costruire la sequenza e le motivazioni delle uccisioni. La storia si sviluppa nella vita di Tommaso, un semiologo che collabora con la polizia investigativa per la soluzione di casi difficili, dove spesso l’assassino semina delle tracce per sfidare l‘acume investigativo dell’arma. L’azione si svolge tra Milano e Volate, un paesino della Brianza dove il protagonista si rifugia per uscire dalla spirale di violenza che lo circondava e lo soffocava. Qui affitta una villa, piena di misteri e avvia una sua attività di produzione di conserve biologiche. La vita del nostro protagonista è tormentata e piena di episodi discutibili, ma suo malgrado anche di omicidi. Si entra subito nelle pagine della storia e tutto è ben collegato con una trama narrativa accattivante, intrigante e interrogativa. Infatti, l’autore ci invita ad immergerci nella storia e ci coinvolge mantenendo alto il ritmo narrativo tanto che, come succede nei migliori gialli, si rimane inchiodati alla lettura in modo piacevole fino alla fine. I personaggi sono ben caratterizzati con descrizioni sia del profilo umano e sia psicologico, tanto da farli sembrare colleghi di lavoro o nostri vicini di casa, lasciando comunque ampio spazio all’immaginazione e a qualche sorpresa. A volte i personaggi apportano elementi narrativi che aprono a domande sul perché entrano in gioco, sul ruolo che avranno nella storia. Questo permette di incuriosire la lettura, ad esempio quando entra in scena Lucy e porta tutta la sua bellezza e freschezza giovanile, in contrasto con l’aria cupa che avvolgeva le figure incontrate finora. La soluzione dei casi diventa a sua volta parte della storia che si avvolge rievocando elementi presentati nella prima parte, in questo modo tutti i personaggi hanno dei ruoli importanti durante tutta la trama.
Un libro ben scritto e ben documentato, alla storia si affianca la fuga da una vita frenetica che ingoia il nostro tempo e la nostra umanità, vomitando malesseri e manie che portano alla generazione di solitudini e fortunatamente soltanto in alcuni casi a dei mostri. Il protagonista rifiuta la vita sociale, e il caos della città, ha perso la fiducia nel genere umano e diffida di quasi tutti.
Nello sviluppo della storia l’autore ci coinvolge nel giallo fornendoci molti dettagli e aneddoti utili all’azione investigativa per partecipare in questo modo al gioco della scoperta dell’assassino. Se la storia è l’ossatura del libro, il linguaggio è il contenitore, ed è il mezzo usato dallo scrittore per sedurre il lettore. Infatti, ci sono descrizioni molto poetiche che interrompono il ritmo investigativo per aprire altri orizzonti immaginifici, elevandoci in uno spazio atemporale.
Un libro che mantiene viva la suspence ma che dispiace dover lasciare quando si arriva all’ultima pagina. Naturalmente, nel finale c’è un colpo di scena che soddisfa gli amanti del genere, che spariglia e confonde le idee sul possibile assassino, che quindi diventa una sorpresa.

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