Community » Forum » Recensioni

Resurrezione
0 1 0
Tolstoj, Lev Nikolaevic

Resurrezione

Roma : Biblioteca economica Newton, 1995

Abstract: Dalla storia pietosa ed edificante, narratagli da un amico giurista, il più che settantenne Tolstoj trae lo spunto per un romanzo di grande respiro, "illuminato con il modo odierno di veder le cose", per usare le sue parole. Alla vicenda di Katjuscia e Nechljudov, con la loro finale "resurrezione" a una nuova vita, di cui la dignità e la coscienza di sé sono i pilastri, ben si affianca, e anzi fa da protagonista, quella folla di personaggi "umiliati e offesi" che scatenò gli entusiasmi di un critico illustre come Cechov. Non più semplice coro, ma componente essenziali degli avvenimenti, di questa gente semplice, lo scrittore si fa accorato portavoce, tracciando quadri di indimenticabile intensità e vigore.

53 Visite, 1 Messaggi
Utente 7646
6 posts

Il principe Nechljudov seduce e abbandona la cameriera Katjuscia Maslova, salvo poi ritrovarla anni dopo in tribunale, dove lei, ormai disonorata e costretta a prostituirsi, è accusata di omicidio in un processo a cui Nechljudov stesso partecipa tra i giurati. La Maslova viene condannata per un cavillo, con enorme rammarico di Nechljudov, che si considera responsabile della sua rovina. Comincia così il percorso di redenzione spirituale di Nechljudov, che lo porterà da S. Pietroburgo alla Siberia. Finale aperto, amaro ma cautamente ottimista, e soprattutto non banale.

Tratto da un episodio realmente avvenuto, "Resurrezione" è l'ultimo romanzo di Tolstoj, il più didascalico e probabilmente oggi il meno conosciuto. Tolstoj si interroga sull'etica del sistema penale, a partire dalla domanda più semplice: che diritto hanno alcuni uomini di giudicarne e condannarne altri? In fondo per Tolstoj "siamo tutti peccatori"; e se l'intero sistema giudiziario è fondamentalmente sbagliato, perché opprime e corrompe i più deboli e mira unicamente a mantenere lo status quo, c'è un'alternativa? (Spoiler: carità e compassione cristiana, "porgi l'altra guancia"). E poi, la proprietà, in particolare terriera, è un furto ai danni dei contadini; infine, non mancano strali contro il culto religioso ortodosso, che per Tolstoj è un'aberrante parodia del Cristianesimo predicato da Gesù.

Il tema del rapporto tra giustizia e ineguaglianza sociale è quanto mai attuale, anche se personalmente concordo solo in parte con l'analisi di Tolstoj e trovo irrealistica fino ai limiti del ridicolo la "soluzione" suggerita. Purtroppo l'autore spesso sacrifica l'estetica del romanzo al messaggio, cioè martella in continuazione il lettore di prediche, sia attraverso i pensieri e le osservazioni di Nechljudov, sia intervenendo direttamente nella narrazione. Molto interessante e documentato lo spaccato sulla vita quotidiana dei contadini e dei carcerati nella Russia di fine Ottocento. Se non avete mai letto nient'altro di Tolstoj, NON cominciate da "Resurrezione" (provate i racconti). Voto 3/5.

Per saperne di più sul romanzo e le circostanze in cui venne steso (in inglese - contiene spoiler):
http://www.ourcivilisation.com/smartboard/shop/smmnsej/tolstoy/chap12.htm

  • «
  • 1
  • »

5963 Messaggi in 4913 Discussioni di 884 utenti

Attualmente online: Ci sono 57 utenti online