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Gli ultimi messaggi del Forum

Passaggio in ombra - Mariateresa Di Lascia. - 1. ed

La lettura di questo unico romanzo scritto dalla Di Lascia può inizialmente sconcertare. Infatti il lettore che abbia un minimo di conoscenza della biografia dell’autrice potrebbe attendersi un’opera ispirata ai temi delle battaglie civili e politiche che la Di Lascia combatteva come personaggio pubblico fortemente ed appassionatamente impegnato, non solo, ma anche l’uso di un linguaggio moderno, chiaro, giornalistico. Nel romanzo non c’è quasi nulla di tutto ciò, bensì il ricordo dell’ambiente arretrato, quasi arcaico, del piccolo paese in cui la Di Lascia è nata ed ha vissuto la propria infanzia, avendo però, Lei, la scrittrice, a differenza della Chiara del romanzo, il coraggio di costruire il proprio futuro. La scrittrice ha voluto rendere la descrizione di questo ambiente più viva e realistica, adottando una lingua che talora ne rispecchia le sintassi dialettali.
Il romanzo è diviso nettamente in due parti che, in sequenza temporale, narrano dell’infanzia e dell’adolescenza di Chiara, piene di speranze e di amori disillusi, ma con frequenti incursioni nel tempo presente, nella vita solitaria e inerte dell’adulta. La narrazione è in prima persona, “autobiografica”, ma talvolta vi è il ricorso alla terza persona del narratore onnisciente. Non sono rare le riflessioni “metafisiche”, scritte con una tessitura più complessa e meno intellegibile. Tutto il romanzo è al passato o al presente; il futuro viene utilizzato solo per i sogni, unica via di evasione dell’uomo dalla realtà avversa e difficile da affrontare. Quindi un’opera costruita faticosamente, e certamente di letteratura sofisticata, “alta”.
L’inerzia psicologica della Chiara adulta è po’ la metafora dell’immobilismo dello spaccato della società rurale di certo meridione d’Italia. Lo sguardo desolato che Chiara rivolge a sé stessa, al ciarpame che la circonda, riassumono il fallimento della sua esistenza, illuminata da qualche barlume di luce, ma condannata a rimanere nell’ombra dell’inerzia e dell’irresolutezza.
Romanzo molto bello anche se di lettura non sempre facile. L’autrice, scomparsa prematuramente, lascia nel lettore il rammarico di ciò che per Lei, come essere umano e come scrittrice, avrebbe potuto essere, ma non è stato.

Scrivere Zen - Natalie Goldberg

Libro piacevole da leggere con uno stile coinvolgente e affatto noioso.Per chi si vuole cimentare ci sono anche suggerimenti concreti.
Lascia intravedere nuovi modi di fare scrittura anch eper se stessi.

Tutto è possibile - Elizabeth Strout

Questa recente opera della Strout è nata come sequel del precedente Mi chiamo Lucy Barton. Ma la Strout ritorna qui alla struttura di Olive Kitteridge , cioè quella della raccolta di racconti-capitoli che, nel loro assieme, formano un romanzo ambientato nella profonda provincia americana, sfondo di tutte le opere della scrittrice. Lo spezzettamento narrativo, l’incrociarsi dei numerosi personaggi, l’assenza di un protagonista che come Olive Kitteridge faccia da filo conduttore della narrazione, (qui il ruolo è affidato, si può dire indirettamente, a Lucy Barton), generano una maggiore difficoltà di concentrazione nella lettura, ed alimentano il sospetto che la Strout, dopo il successo ottenuto da “Olive Kitterridge” in televisione, abbia voluto scrivere un altro copione adatto ad una futura serie TV. Come capita alla vita di Annie, uno dei personaggi principali, anche il romanzo “si dispiega come un lavoro a maglia di diversi colori, alcuni cupi, sparsi qua e là.”

La moglie imperfetta - B.A. Paris

Bellissimo. E' uno psico-giallo costruito alla perfezione. Tratto scorrevole. Lo si legge d'un fiato.
Da notare: non è costruito con continui flashback (come spesso si fa per "far conoscere le cose" solo quando serve) : quindi, grande capacità di "costruzione dei tempi" (non è così banale! )
Poi, i personaggi sono "pochi" e se per caso uno fosse lasciato troppo a lungo in disparte ( che, se volgliamo, non è neanche vero del tutto) quando lo si riprende, tra le prime righe, la sapienza narrativa fa riaffiorare quel tanto che basta per ricordarlo. (se mai ce ne fosse il bisogno!) Forse il miglior giallo che abbia mai letto. Costruzione, tempi e stile narrativo da 5 stelle. BRAVA.

Eppure cadiamo felici - Enrico Galiano

Segue sicuramente i classici topic dei romanzi adolescenziali (crisi dell età, problemi coi genitori e a scuola, primi problemi amorosi...) ma aggiunge elementi attuali interessanti, come i problemi psicologici e mentali affrontati con professionisti. Scorrevole e carino, anche se in alcune parti poco credibile (17enne senza cellulare, 17enne con amica immaginaria...) o stereotipato (il prof positivo e "salvatore").comunque consigliato

R: Britt-Marie è stata qui - Fredrik Backman

Personaggio caricaturale, che appunto estremizza alcuni comportamenti per renderli si grotteschi, ma che fa anche molto riflettere.
Britt-Marie coinvolge piano piano il lettore, fino a investirlo con tutta se stessa.