Vedi tutti

Gli ultimi messaggi del Forum

Pronti a tutto - David Allen

Libro scritto davvero male, poco chiaro e con poche tecniche pratiche, solo alcune visioni interessanti ma senza alcuna struttura da ricalcare.
Delusione totale:(

Il sospetto - Robert Crais

Romanzo ben costruito e condotto. Personaggi empatici e non solo. Scrittura a volte troppo dettagliata ma consigliato a chi ama il genere poliziesco.

La caduta - Michael Connelly

Ottimo romanzo. Autore e protagonista del romanzo superano se stessi. Consigliato a chi ama sia il genere che la scrittura di Connelly.

Tossici - Norman Ohler

Opera inconsueta. Eccezionale. Si rileggono poi gli eventi dell'ascesa di Hitler e della seconda guerra mondiale sotto un'altra luce.
Anfetamina a quintalalate. Esterrefatto!!!!!

Una felicità imperfetta - Tina Seskis

Leggendo la trama di questo romanzo, mi aspettavo qualcosa di meglio. A volte confuso e un po' pasticciato, nonostante fosse buona la storia. A mio parere doveva essere sviluppato meglio.

Blade runner - Philip K. Dick

Da ragazzino, negli anni ’50, mi ero appassionato alla fantascienza, ed avevo letto, acquistandoli sulle bancarelle dei libri usati, moltissimi romanzi pubblicati da Urania, che oggi conservo gelosamente in cantina. Negli anni successivi avevo continuato a leggere qualche opera di fantascienza, come lettura d’evasione, ma non mi era capitato di incontrare i romanzi di Philip Dick, o almeno non me ne ricordo. Di recente, dopo aver letto “Il regno” di Carrère, “libro impegnativo e ambizioso, sospeso tra autoanalisi e storia e filosofia del cristianesimo”, che racconta, fra l’altro, della passione di Carrère per l’opera di Dick, ho deciso di colmare questo mio gap in fatto di letteratura di fantascienza. Ho deciso di iniziare con la biografia scritta da Carrère, “Io sono vivo, voi siete morti”, che sarebbe già sufficiente per conoscere le tematiche folli ed astruse, ed al limite della metafisica, delle opere di Dick. Poi ho affrontato tre delle sue opere, nell’ordine “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”, più noto con il titolo della sua trasposizione cinematografica “Blade Runner”, “Ubik”, da cui Carrère ha tratto il titolo della biografia, ed infine il primo dei tre libri della trilogia di “Valis”. Si tratta di un viaggio letterario non solo attraverso la psiche perturbata di un geniale autore di fantascienza, ma anche la scoperta dell’ispirazione dell’opera di Carrère, che non avrebbe scritto “Il regno” se non avesse letto “Valis”. Un percorso che permette di comprendere ed apprezzare, contemporaneamente, i due autori e che suggerisco di seguire. Per chi volesse limitarsi a Dick, per contro, mi sembra che “Ma gli androidi…” sia, come è confermato dal successo di “Blade Runner”, la sua opera più suggestiva e riuscita.

Ubik - Philip K. Dick

Da ragazzino, negli anni ’50, mi ero appassionato alla fantascienza, ed avevo letto, acquistandoli sulle bancarelle dei libri usati, moltissimi romanzi pubblicati da Urania, che oggi conservo gelosamente in cantina. Negli anni successivi avevo continuato a leggere qualche opera di fantascienza, come lettura d’evasione, ma non mi era capitato di incontrare i romanzi di Philip Dick, o almeno non me ne ricordo. Di recente, dopo aver letto “Il regno” di Carrère, “libro impegnativo e ambizioso, sospeso tra autoanalisi e storia e filosofia del cristianesimo”, che racconta, fra l’altro, della passione di Carrère per l’opera di Dick, ho deciso di colmare questo mio gap in fatto di letteratura di fantascienza. Ho deciso di iniziare con la biografia scritta da Carrère, “Io sono vivo, voi siete morti”, che sarebbe già sufficiente per conoscere le tematiche folli ed astruse, ed al limite della metafisica, delle opere di Dick. Poi ho affrontato tre delle sue opere, nell’ordine “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”, più noto con il titolo della sua trasposizione cinematografica “Blade Runner”, “Ubik”, da cui Carrère ha tratto il titolo della biografia, ed infine il primo dei tre libri della trilogia di “Valis”. Si tratta di un viaggio letterario non solo attraverso la psiche perturbata di un geniale autore di fantascienza, ma anche la scoperta dell’ispirazione dell’opera di Carrère, che non avrebbe scritto “Il regno” se non avesse letto “Valis”. Un percorso che permette di comprendere ed apprezzare, contemporaneamente, i due autori e che suggerisco di seguire.

Io sono vivo, voi siete morti - Emmanuel Carrère

Da ragazzino, negli anni ’50, mi ero appassionato alla fantascienza, ed avevo letto, acquistandoli sulle bancarelle dei libri usati, moltissimi romanzi pubblicati da Urania, che oggi conservo gelosamente in cantina. Negli anni successivi avevo continuato a leggere qualche opera di fantascienza, come lettura d’evasione, ma non mi era capitato di incontrare i romanzi di Philip Dick, o almeno non me ne ricordo. Di recente, dopo aver letto “Il regno” di Carrère, “libro impegnativo e ambizioso, sospeso tra autoanalisi e storia e filosofia del cristianesimo”, che racconta, fra l’altro, della passione di Carrère per l’opera di Dick, ho deciso di colmare questo mio gap in fatto di letteratura di fantascienza. Ho deciso di iniziare con la biografia scritta da Carrère, “Io sono vivo, voi siete morti”, che sarebbe già sufficiente per conoscere le tematiche folli ed astruse, ed al limite della metafisica, delle opere di Dick. Poi ho affrontato tre delle sue opere, nell’ordine “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”, più noto con il titolo della sua trasposizione cinematografica “Blade Runner”, “Ubik”, da cui Carrère ha tratto il titolo della biografia, ed infine il primo dei tre libri della trilogia di “Valis”. Si tratta di un viaggio letterario non solo attraverso la psiche perturbata di un geniale autore di fantascienza, ma anche la scoperta dell’ispirazione dell’opera di Carrère, che non avrebbe scritto “Il regno” se non avesse letto “Valis”. Un percorso che permette di comprendere ed apprezzare, contemporaneamente, i due autori e che suggerisco di seguire.

Candore - Mario Desiati

Storia particolare, ambiente particolare. L autore però descrive molto bene un mondo non conosciuto da tutti. La figura del protagonista è molto ben delineata nella sua ingenuità ossessiva. Finale abbastanza amaro. Scritto bene comunque

Biglietto d'amore - Laura Mancinelli

Si legge in poche ore con grande facilità. E' un racconto, molto di fantasia, che rievoca gli autori principali dei "Minnesang", un po' l'equivalente tedesco delle raccolte poetiche della scuola siciliana o di quelle dei trovieri di lingua d'oil. Può dare lo spunto per un approfondimento ed è perciò raccomandabile come testo scolastico, anche se non privo di rilevanti anacronismi. L'editore avrebbe potuto aggiungere degli apparati, uno storico sulla vera vicenda dei Minnesang, l'altro antologico con qualche poesia della raccolta.

Uva noir - Gabriella Genisi

Un libro che scorre via velocemente e cattura l’interesse tra investigazioni e episodi di vita privata e pubblica della protagonista commissario Lolita di una certa prestanza fisica ricca di ironia, ricorda un pò al femminile il sicialiano Montalbano. Comunque è piacevolissimo da leggere, ti conquista la semplicità sia della scrittura che della storia e sopratutto si rivelano abitudini, tradizioni, modi di dire e di pensare della bellissima Bari.