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Gli ultimi messaggi del Forum

La sfida di Mariagrazia di PRIMAVERA: LA RAGAZZA CON L'ORECCHINO DI PERLA di Tracy Chevalier

Come può essere nato il celeberrimo quadro di Vermeer "La ragazza con l'orecchino di perla"? Che storia può esserci dietro tale tela? A tutto ciò risponde Tracy Chevalier. L'autrice infatti compone un interessante affresco seicentesco ambientato nell'Olanda dell’epoca nel quale si muove la protagonista Griet, un'umile e semplice ragazza che viene assunta come domestica presso il noto pittore Vermeer. Eppure giorno dopo giorno l'artista rimane meravigliato dalla giovane protagonista, dai suoi modi delicati, dalla sua riservatezza e dalla sua innocenza, tanto che la invita a posare per lui e a divenire il celebre soggetto dell'altrettanto celebre quadro. Il romanzo storico della Chevalier è molto interessante, dettagliato (soprattutto sono molto accurate le descrizioni degli usi e dei costumi olandesi seicenteschi), avvincente ed anche emozionante (in modo particolare nel momento in cui l'autrice si concentra sulla peste e sulla drammatica esperienza della quarantena).

La sfida di Mariagrazia di PRIMAVERA: LA RAGAZZA CON L'ORECCHINO DI PERLA di Tracy Chevalier

sfida primavera nr 5
Delft, Olanda, XVII secolo. La vita scorre tranquilla nella prospera città olandese: ricchi e poveri, cattolici e protestanti, signori e servi, ognuno è al suo posto in un perfetto ordine sociale. Così, quando viene assunta come domestica in casa del celebre pittore Johannes Vermeer, Griet, una bella ragazza di sedici anni, riceve con precisione il suo compito: dovrà accudire con premura i sei figli dell'artista, non urtare la suscettibilità della scaltra suocera e, soprattutto, non irritare la sensuale, irrequieta, moglie del pittore e la sua gelosa domestica privata. Inesorabilmente, però, le cose andranno in modo diverso... Griet e Johannes Vermeer, divideranno complicità e sentimenti, tensione e inganni.

Re: Commenti alla missione 1: un libro con la parola "marzo, aprile o maggio" nel titolo

Un incantevole aprile – Elizabeth Von Arnim

Devo confessare che, sarà la primavera iniziata, il caldo improvviso qui a Milano, ma ho fatto una faticaccia
ad arrivare in fondo a questo libro.
Le vicende compassate delle quattro lady inglesi, in vacanza per un mese in un castello medievale italiano sul mar Mediterraneo, mi hanno, mea culpa, fatto addormentare a più riprese.
Quindi, tra una palpebra abbassata e l'altra, non mi è rimasto molto della storia.
Da rileggere, forse in estate questa volta.
Rimandato.

Re: Commenti alla missione 6: libro che abbia in copertina degli uccelli

Kristin Hannah, "L'Usignolo"
https://webopac.csbno.net/opac/detail/view/csbno:catalog:541220

Le due sorelle protagoniste da piccole hanno perso la madre e sono state abbandonate dal padre, distrutto dalla morte della moglie e da quanto affrontato durante la I Guerra Mondiale. Uno spunto interessante per sviluppare dei buoni personaggi, con il loro carico di dolore, il bisogno di amore, i non detti. Ma questo non succede: non vi è analisi, non vi sono confronti significativi, ma solo la ripetizione continua di questo scarno riassunto.
Isabelle è un personaggio insopportabile per gran parte del romanzo, una ragazzina che soffre per i vari abbandoni che ha vissuto e per questo si sente legittimata a comportarsi in modo impulsivo ed egoista. Vianne è presentata come un personaggio debole, che ha troppa paura di affrontare gli avvenimenti e si culla con fantasie e non detti; forse ancora più egoista della sorella. I comprimari sono solo dei tipi: il bello misterioso e impegnato politicamente, il nazista sadico, l'amica buona. Zero approfondimento, zero dialoghi significativi. Soprattutto l'assenza di confronto fra Vianne e l'amica Rachel è incomprensibile. Per non parlare del finale.
Fra gli aspetti più irritanti del romanzo, oltre al finale volutamente strappalacrime, vi sono le azioni totalmente stupide e inverosimili compiute dalle protagoniste, tipo Isabelle che cerca di sfidare i nazisti appena arrivati a Carriveau (che cosa può ottenere, se non mettere in pericolo la sua famiglia?) o Vianne che va al quartier generale a fare una scenata al nazista acquartierato nella sua casa (ma aspettare che ritorni a casa no?).
La sensazione durante la lettura è stata di una superficialità di fondo e di una mancanza di approfondimento: tutto troppo semplicistico, spesso poco verosimile. Tante le incongruenze e le ripetizioni.
Se si desidera leggere un buon romanzo sulla Resistenza e il ruolo attivo e di primo piano delle donne, consiglio invece "Inés y la alegría" di Almudena Grandes, un altro livello.

La sfida di Mariagrazia di PRIMAVERA: L'ESATTA MELODIA DELL'ARIA di Richard Harvell

Sin dalle prime pagine, mi ha colpito positivamente il linguaggio, raffinato e ricco, utilizzato nelle descrizioni dei luoghi, dei personaggi e degli avvenimenti. Dà al lettore la sensazione di approcciarsi ad un libro d’altri tempi, dall’esposizione scorrevole e ricercata. L’esatta melodia dell’aria è un racconto sapientemente sviluppato, sia nelle immagini vivide e piene di colori, che nei momenti d’azione, particolarmente carichi di pathos. È soprattutto però un’opera intrisa di suoni, a volte delicati come le note dell’arpa pizzicata dalle dita leggere, altre volte roboanti come il tuono, che con il suo lampo squarcia il cielo in mezzo alla notte. Le melodie si diffondono in un sottofondo sempre percettibile, fino all’orecchio del lettore che, rapito dalle atmosfere e perso tra le righe, può quasi udirne gli echi lontani diffondersi nell’aria. L’autore ci accompagna, con eleganza, in una storia dalla trama originale, dove lo sguardo sull’umano sentire conferisce alla narrazione un contenuto corposo e intenso: l’amore, nel senso più ampio del suo significato, la passione, ma anche la brama di possesso e il senso di onnipotenza sono i fili che si intrecciano e che si snodano nella vita dei diversi personaggi.

La sfida di Mariagrazia di PRIMAVERA: L'ESATTA MELODIA DELL'ARIA di Richard Harvell

Ambientato nel XIII secolo, tra le montagne maestose e i cieli cobalto del Canton di Uri in Svizzera, L’esatta melodia dell’aria narra la storia del piccolo Moser. Sua madre è una donna sorda, sola ed emarginata, il cui compito acquisito è quello di suonare le campane del paese che, imponenti, dall’alto del campanile, diffondono il loro pesante rintocco in tutta la valle. Suo padre, invece, il parroco del villaggio, è un vile religioso che, pur di nascondere al mondo il peccato carnale commesso, rapisce il proprio figlio, nel tentativo di affogarlo nelle impetuose acque del torrente.
Moser però viene miracolosamente salvato, avendo così l’accesso al suo nuovo destino, inatteso e denso di imprevedibili vicende. Personaggi di grande cuore lo sosterranno nei suoi giorni, non esenti da dolorosi eventi e dall’incontro con ambigue figure.

Re: Commenti alla missione 8: Un libro con una storia d'amore tra giovani

"Voglio mangiare il tuo pancreas" di Yoru Sumino
Mi è piaciuto questo romanzo sull'amore tra i liceali, Sakura e il suo compagno di classe (il cui nome è avvolta nel mistero), perchè è scorrevole e molto delicato. Iniziata con un segreto che i due condividono, la storia del loro rapporto viene delineata con molto scrupolo e verosimiglianza

La casa delle bugie - Sue Watson

All'inizio ho trovato questo psicothriller un po' troppo ripetitivo x i miei gusti ed anche statico. Sembrava che non volesse decollare. ...poi. ....verso la fine si è movimentato un po e posso dire che il finale non è stato x niente prevedibile ma inaspettato. E non mi è dispiaciuto.

La sfida di Mariagrazia PRIMAVERA: IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI FIORI di Vanessa Diffenbaugh

L'elemento caratteristico, che dà anche il titolo al libro, è la passione di Victoria per i fiori e per i loro significati nascosti; passione tramandatale da Elizabeth, che Victoria usa per comunicare con un mondo nel quale non riesce altrimenti a penetrare.
L'idea di base è molto carina, e avrebbe permesso uno sviluppo della storia molto interessante e coinvolgente. Purtroppo però, già dopo poche pagine, il carattere della protagonista prende il sopravvento, suscitando nel lettore una profonda antipatia e tanta irritazione. La sua misantropia, la sua sfiducia nel mondo e negli altri, il suo orgoglio e soprattutto la sua testardaggine, sono esasperati al limite dell'assurdo; il suo modo di agire, le sue scelte, sono per lo più inverosimili e ridicole. È impossibile ritrovarsi in lei e, con il susseguirsi delle sue azioni, sempre più bizzarre, diventa impossibile anche capirla o provarne pietà.
Se lo scopo dell'autrice era evidenziare e condannare gli effetti dell'abbandono e delle adozioni sbagliate, purtroppo questo non si rileva. Victoria è talmente esasperata (ed esasperante), da portare il lettore a ritenere un'esagerazione anche tutto ciò che la circonda (compreso il suo passato).

La sfida di Mariagrazia PRIMAVERA: IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI FIORI di Vanessa Diffenbaugh

È la storia di Victoria, una diciottenne senza radici, figlia di chissà chi, abbandonata nella culla, la quale, durante l’infanzia, viene portata di famiglia in famiglia adottante, senza mai restare per sempre: tutti si lamentano di lei, che non ne combina una giusta: è troppo aggressiva e litigiosa ma, soprattutto, è proprio una selvaggia, un’indomabile creatura che non si piega a nessuna forma di affetto… fino a che non incontra Elizabeth, la donna che la capirà all’istante, perché è come lei: selvaggia, indomabile, disadattata e restia ad ogni forma di affetto… tranne che per i fiori.
A contatto con Elizabeth, Victoria passerà gli unici pochi mesi sereni della sua infanzia. Dopo di che, per gelosia nei confronti della sorella maggiore della madre adottiva, la combinerà grossa e sarà portata via, ancora una volta, da Meredith, l’assistente sociale.
Ed è sempre grazie ad Elizabeth che Victoria apprenderà l’arte e il gusto dei fiori, il loro linguaggio segreto, che la condurrà, anni dopo, all’appuntamento col destino.