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Esilio dal Budayeen - George Alec Effinger

Terzo e ultimo capitolo delle avventure di Marîd Audran, fantascienza in salsa musulmana, a metà tra il noir e il cyberpunk. Marîd e il suo anziano boss, Friedlander Bey, vengono accusati ingiustamente di omicidio, processati sommariamente ed esiliati nel più sperduto e miserabile angolo del deserto della penisola arabica. La seconda metà del libro copre la vendetta contro un vecchio rivale, Abu Adil, e la sua pedina, il tenente Hajjar. Continua la crescita personale del protagonista; nessuna novità sotto il profilo sci-fi, ma si rivedono i moduli di personalità, le droghe sintetiche e i software di alterazione psicofisica. Delude soprattutto la componente noir: una prova cruciale (l'arma del delitto su cui Marîd sta indagando) piove in mano all'ex-detective praticamente dal cielo, torna brevemente in possesso dell'assassino e in qualche modo di nuovo a Marîd (che con un colpo di fortuna, francamente ai limiti del ridicolo, riesce a collegarla direttamente al proprietario). Una sottotrama, abbastanza fine a se stessa, vede Marîd truffato dallo scemo del villaggio; altrove, l'autore sembra indicare che Marîd e Friedlander Bey assumeranno il controllo del mercato delle informazioni, à la Google, ma anche questa trama viene lasciata in sospeso. L'aggravarsi delle condizioni di salute di Effinger, scomparso nel 2002, gli ha impedito di continuare la serie (erano previsti almeno altri due volumi). Nel complesso, raccomando caldamente il primo volume, L'inganno della gravità; promosso anche il secondo, Fuoco nel sole; il terzo è gradevole, ma assolutamente non all'altezza degli altri due. 3/5

R: La madre sbagliata - Sally Hepworth

Come già scritto sotto lettura scorrevole e leggera, una lettura da spiaggia direi.
Non lo definirei grande letteratura è un romanzetto per donne come mi ha detto mio marito, però ha il suo perché.

Fuoco nel sole - George Alec Effinger

Secondo capitolo della trilogia del Budayeen, già edito in Italia col titolo di "Programma Fenice". Marîd Audran è il braccio destro di Papà, il potente Friedlander Bey, nonché suo fiduciario nei rapporti con la polizia. Questa volta Marîd ha parecchie castagne sul fuoco, a partire da un misterioso serial killer; c'è poi una donna ambiziosa, Umm Saad, che rivendica legami di sangue con Papà; e soprattutto, la polizia si sta interessando di Abu Adil, un socio-rivale di Friedlander Bey. L'ombra del "Programma Fenice" si estende sulla città e sui suoi abitanti... Parlando dei quali, si rivedono parecchie facce familiari, e ulteriori personaggi vengono introdotti. Il ritmo dell'azione è sempre spumeggiante; d'altra parte, rispetto al primo romanzo, l'intreccio è notevolmente più convoluto, e l'autore fa del suo meglio per gestire simultaneamente una mezza dozzina di sottotrame. Di conseguenza, deve ricorrere a qualche coincidenza di comodo per liquidarne qualcuna, e la conclusione risulta un po' forzata. Ma questo è il Budayeen: un finale "pulito" non è necessariamente compreso nel prezzo. 4/5

Due cuori in affitto - Felicia Kingsley

Esilarante già alla prima battuta. Continuavo a leggere piegata in due dal ridere. Per nulla scontato. Bello bello bello. ......mi è piaciuto tantissimo. Peccato sia già finito. Bravissima
l'autrice .

R: Radio Days

Affettuso e nostalgico omaggio di Woody Allen al mondo radiofonico newyorkese anni '40. Davvero un ottimo film, chapeau!

Copertina - Wolfagang Goethe

Complesso e contorto romanzo di formazione; ricchissimo di personaggi e di avvenimenti andrebbe riletto e appuntato, al fine di non smarrire, nelle vicende che si intrecciano nel tempo e nello spazio, l'evoluzione del carattere e degli innamoramenti del protagonista. Romantico e riflessivo, da leggere per rendere omaggio alla conoscenza del suo grande autore.

L' uccello dipinto - Jerzy Kosiński

L'uccello dipinto è narrato in prima persona da un bambino sugli 8 anni, in un Paese dell'Europa orientale, durante la Seconda Guerra Mondiale. I genitori cercano di metterlo in salvo dall'invasione nazista inviandolo in campagna. Purtroppo i tratti somatici del bambino (occhi e capelli scuri) ne fanno un paria, costantemente sospettato di essere ebreo o zingaro, di essere infido e pigro, di gettare il malocchio e così via. Pensate a La strada di McCarthy narrato da David Copperfield, però con più stupri, violenza, miseria e aberrazione (urge sottolineare che è un'opera di pura finzione). Il romanzo è molto avvincente e si legge d'un fiato, ma non è adatto a chi ha lo stomaco delicato o è facilmente impressionabile, e soprattutto NON è adatto ai bambini. 4/5

Le ricamatrici della regina - Jennifer Robson

Bellissimo libro, lettura scorrevole, storia coinvolgente che non manca di colpi di scena inaspettati.
Apre le porte di un mondo poco conosciuto quello degli atelier dove le ricamatrici impreziosivano con i loro ricamo abiti di donne altolocate e particolarmente abbienti. Oggi il ricamo è un' arte quasi dimenticata, per questo trovo importante riprendere conoscenza di arti che sono destinate a scomparire.

City - Alessandro Baricco

Il mio terzo Baricco dopo Omero, Iliade, Novecento e Smith & Wesson. Il libro ruota intorno alle vicende di Gould e Shatzy Shell, rispettivamente un bambino prodigio e la sua giovanissima governante nonché migliore amica. Ciascuno dei due poi ha a sua volta una storia in testa: per Gould, la scalata al titolo mondiale del pugile Larry “Lawyer” Gorman; Shatzy sta invece lavorando a un western ambientato a Closingtown, una città senza tempo (letteralmente).

Inutile girarci intorno: Baricco cerca di intrecciare simultaneamente 3 trame diverse, una delle quali secondo me piuttosto fiacca (quella di Gould e Shatzy); il risultato è frammentario e dispersivo, più simile a una coperta patchwork che a un arazzo. Inoltre l'autore adora perdersi in divagazioni para- (o pseudo-)filosofiche, per esempio sul perché le persone sono come verande. Il finale è sottotono rispetto al resto del libro, e lascia in sospeso alcune questioni (SPOILER: i genitori di Gould…?). D’altro canto, le sezioni dedicate al western e al pugilato sono avvincenti; nel complesso penso che una prosa così ingegnosa e scoppiettante avrebbe meritato una storia migliore (non due discrete e una mediocre). Mi è rimasta l’impressione di un funambolo che piroetta bendato: si può anche applaudire il gesto tecnico, ma ci sono modi meno pretenziosi di andare da A a B, soprattutto se poi ci si ferma comunque un metro prima del traguardo. 3/5