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Gli ultimi messaggi del Forum

Leopardo nero, lupo rosso - Marlon James

Leggo molto, anzi moltissimo ma raramente scrivo recensioni. L'ho fatto solo quando il libro appena terminato mi aveva lasciato dentro qualcosa di più, quando si era elevato, per vari motivi, sopra alle decine di libri che, una volta girata l'ultima pagina, avevo scordato un minuto dopo.
Questo è uno di quei libri che non dimenticherò.
È un Fantasy a tutti gli effetti: ci sono guerrieri e mostri, demoni e principesse, tradimenti e magie e scontri feroci. Ma è completamente rivisitato, prima di tutto nell'ambientazione: un'Africa inedita, che irrompe prepotentemente con la sua cultura, le sue tradizioni, i colori e i profumi di una terra sconosciuta.
È un libro difficile da leggere, violento ed estremo, con mille storie che fanno da emissari allo scorrere principale, che a volte rallenta e pare infangarsi come il delta dell'Okawango, e a volte scorre rapido e tumultuoso, simile a una cascata.
Malcolm James scrive benissimo, con dialoghi brillanti e descrizioni accurate ma il suo è un narrare ridondante, estremo, a volte esasperante.
Eccessivo, sempre.
È un libro crudo, violento, mai banale. Un mix tra l'epica di Tolkien ed il pulp di Tarantino. Estremo come estremi sono i personaggi, nessuno è come appare e come te lo aspetti.
Ho finito 'Leopardo nero, lupo rosso' da qualche giorno ed ancora mi scorre nelle vene, me lo porto dentro. Implacabile.
Come se l'Inseguitore fosse sulle mie tracce, a volermi riportare tra le pagine prendendomi per mano.
Sempre che quella mano non me l'abbia mozzata prima, con una delle sue asce.

Gli inganni di Locke Lamora - Scott Lynch

Locke Lamora è il leader dei Bastardi Galantuomini, forse la più ricca tra le bande di Camorr (una Venezia rinascimentale), un quintetto che ruba ai ricchi (e già questo sarebbe vietato dalla Pace Segreta) per dare... a se stessi. La prima parte del libro è più "Ocean's 11", la seconda "Il Conte di Montecristo"; le due trame convergono nel finale. Ambientazione intrigante, personaggi tutto sommato accattivanti (il Ragno a mio parere è nettamente inferiore alla sua controparte nelle "Cronache del ghiaccio e del fuoco"), un autore che non ha paura di sporcarsi le mani col sangue dei protagonisti: nel complesso, una lettura piacevole, nonostante l'assenza di una mappa, la frequente volgarità nei dialoghi, e qualche svista nella traduzione ("pluridannati", "gli arcieri [erano] pronti a sparare ai sopravvissuti" - gli arcieri "sparano" in inglese, ma "tirano" in italiano). Il lettore interessato dovrebbe sapere che nelle intenzioni dell'autore la serie sarà composta da 7 libri: tuttavia
la pubblicazione del 4⁰ a febbraio 2020 risulta rinviata indefinitamente, e la casa editrice Nord ha abbandonato i diritti di traduzione dopo il 2⁰ volume ("I pirati dell'Oceano Rosso"), quindi il 3⁰ ("The Republic of Thieves") risulta attualmente disponibile solo in inglese. Detto questo, il primo volume è autoconclusivo e godibilissimo come opera a sè. 4/5

La ragazza con le parole in tasca - Anna Dalton

Quest'autrice mi piace sempre di più : la sua scrittura è lineare, chiara, pulita e strutturata proprio come piace a me. Finalmente ho trovato una brava autrice! Brava Dalton, ora aspetto il terzo ed ultimo libro. (E pensare che non gradisco i racconti seriali. .....)

Kyra Kyralina - Panait Istrati

Panait Istrati, scrittore rumeno figlio di un contrabbandiere greco, indirizzato alla letteratura dal Nobel Romain Rolland, ha scritto per lo più in francese ed ha goduto, nel primo dopoguerra, una stagione di grande fama mondiale, tradotto in venticinque lingue. Definito da Romain Rolland il “Gorki dei Balcani”, è un poeta di vagabondi e derelitti, della povertà dei contadini del delta del Danubio che muoiono di stenti tra “I cardi del Baragan”, oppure della promiscuità e dell’ambivalenza dell’oriente, dell’esistenza che assomiglia a un lupanare, dall’ingresso invitante ma dalla turpitudine all’interno, come più volte succede al protagonista di “Kyra Kyralina”, un racconto di una sorte di “Mille e una notte” perversa.

Copertina - Panait Istrati

Panait Istrati, scrittore rumeno figlio di un contrabbandiere greco, indirizzato alla letteratura dal Nobel Romain Rolland, ha scritto per lo più in francese ed ha goduto, nel primo dopoguerra, una stagione di grande fama mondiale, tradotto in venticinque lingue. Definito da Romain Rolland il “Gorki dei Balcani”, è un poeta di vagabondi e derelitti, della povertà dei contadini del delta del Danubio che muoiono di stenti tra “I cardi del Baragan”, oppure della promiscuità e dell’ambivalenza dell’oriente, dell’esistenza che assomiglia a un lupanare, dall’ingresso invitante ma dalla turpitudine all’interno, come più volte succede al protagonista di “Kyra Kyralina”, un racconto di una sorte di “Mille e una notte” perversa.

La giusta distanza - Sara Rattaro

E' il primo libro della Rattaro che leggo.
Si legge velocemente, ma arrivata alla fine ho dovuto ammettere che non mi è piaciuto particolarmente.
In questo libro c'è di tutto:
il lutto, il tradimento, la ricerca spasmodica di un figlio, i rapporti difficili genitori-figli, la gelosia, il matrimonio che dopo tanti anni attraversa una fase di "stanca".
Il tutto condito alla fine di ogni capitolo con una frase ad effetto stile "bacio perugina".
Non mi sento di consigliarlo, ma so già che le fans della Rattaro insorgeranno

Detroit - [regia di] Kathryn Bigelow

La premiata ditta Bigelow-Boel (rispettivamente regista e sceneggiatore di The Hurt Locker e Zero Dark Thirty) torna alla carica con un viscerale docudramma sui disordini di Detroit del 1967. La pellicola spende all'incirca 40 minuti introducendo i vari personaggi (il poliziotto dal grilletto facile, il gruppo di cantanti R&B, la guardia giurata di colore), per poi farli convergere fatalmente sul motel Algiers, mentre Detroit è attraversata da saccheggi, incendi e devastazioni. Uno degli inquilini di colore del motel, in segno di disprezzo verso le forze dell'ordine (composte prevalentemente da bianchi), spara dalla finestra con una pistola da starter; la polizia fa irruzione, alla ricerca del presunto cecchino. Una sommaria perquisizione dell'edificio non dà i risultati sperati, quindi gli uomini in blu passano alle maniere forti. Gli strascichi giudiziari dell'episodio, e le conseguenze psicologiche su alcuni protagonisti, costituiscono il terzo atto. È un film duro, intenso, senza compromessi; immagini e riprese dell'epoca ne incrementano l'effetto documentaristico (le vicende relative ai fatti del motel sono però esplicitamente romanzate). Davvero bravi gli attori, soprattutto John Boyega (la guardia giurata) e Algee Smith (il cantante R&B). Consigliato, 4/5

Battaglia di Okinawa

Breve (45 minuti) documentario di History Channel sulla Battaglia di Okinawa. Adatto per avere un inquadramento generale dello scontro, ma piuttosto schematico, in particolare per quanto riguarda il terribile prezzo pagato dalla popolazione civile. Leggete piuttosto la relativa pagina di Wikipedia (in inglese: https://en.wikipedia.org/wiki/Battle_of_Okinawa). 2/5

Il perdono non serve a niente - Candice Fox

Letto in soli tre giorni perché non vedevo l'ora di arrivare alla fine di questo bel giallo
Personaggi atipici ma molto interessanti. Intricato sì ma descritto e tradotto talmente bene che.......seguirò assolutamente le vicende dei due investigatori. Brava l'autrice. Da leggere.

Voglio mangiare il tuo pancreas - Yoru Sumino

Un bellissimo libro sull'amicizia e non solo: due ragazzi, lei malata terminale, lui introverso e asociale. Entrambi si cambieranno per sempre la vita: negli ultimi, felici mesi di vita della ragazza lui imparerà a costruire un rapporto con gli altri e a fidarsi del prossimo.